Raffaella Carrà: la regina della televisione italiana

Era il 18 giugno del 1943 quando a Bologna nacque Raffaella Maria Roberta Pelloni.

La sua famiglia era originaria di Bellaria, in Emilia-Romagna, dove visse fino all’età di otto anni, per poi trasferirsi a Roma, a frequentare l’Accademia Nazionale di Danza.

Fin da piccolissima aveva manifestato il suo amore per la danza e la recitazione. Con il passare degli anni la sua formazione fu a 360 gradi: sapeva ballare, cantare e recitare… Le mancava solo una cosa: il successo.

Continuò a recitare fino alla fine degli anni sessanta, per poi prendere la decisione che le avrebbe cambiato la vita: nel 1969 approdò in televisione, con il programma Io, Agata e Tu. Nell’autunno dello stesso anno affiancò Corrado a Canzonissima, con il quale lo condurrà fino al 1975, dando scandalo per l’ombelico scoperto esibito nella sigla d’apertura  “Ma che musica maestro!“.  Poco dopo arrivò un altro scandalo che la riguardò: il ballo del Tuca Tuca con Alberto Sordi.

Nel 1971 pubblica il suo primo album, Raffaella. Tre anni dopo presenterà accanto a Mina, il programma di varietà Milleluci. Sempre nello stesso anno farà uscire uno dei suoi più grandi successi, Rumore. Dal 1975 e il 1980 la Carrà si fa conoscere in Spagna ottenendo grande successo con le sue canzoni. Sono gli anni in cui l’artista si concentra di più sulla carriera come cantante raccogliendo consensi a livello internazionale.

Potrei continuare a elencare i successi di Raffaella Carrà per ore, perché sono veramente molti, ma ciò che mi preme riportare in queste righe è che lei non era solo una talentuosa showgirl: lei era una fuoriclasse sul palco e non, un esempio per tutte le donne.

Con la sua grinta e il suo coraggio portò sugli schermi d’Italia un nuovo modello di donna: indipendente, trasgressiva, libera non solo di muoversi come voleva, ma anche di vestirsi come voleva, paillettes, piume, minigonne e mini abiti non erano mai abbastanza, ma soprattutto era una donna che sapeva cosa voleva e lavorava duramente per ottenerlo. Insomma, una Donna con la d maiuscola.

Mai sgarbata e sempre sorridente, conquistò il cuore degli italiani, e non solo; il Sud-America e la Spagna ne furono stregati. Era impossibile rimanere indifferenti da tanto talento.

Fu una donna che visse per il proprio lavoro, si mostrò professionale in ogni momento della sua carriera; non fu mai finta, ma rimase sempre genuina e autentica.

Non c’è persona che non conosca il suo nome, le sue canzoni anno dopo anno riecheggiano nelle case, nelle strade, nei teatri, non vi è posto dove la sua voce non sia arrivata.

Maria Teresa Frezzotti


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