L’uomo 2.0 è già qui: il post-umano di Luca Grion

Pubblicato da Mimesis, Chi ha paura del post-umano? Vademecum dell’uomo 2.0 è un saggio scritto dal filosofo Luca Grion, che in modo molto approfondito analizza la trasformazione già in atto da decenni dell’uomo in uomo 2.0.

Grion definisce le varie teorie legate al postumanesimo “un arcipelago di visioni sul futuro”. Sì, perché, come per ogni teoria, vi sono molti “partiti” non sempre d’accordo tra loro, che però hanno un unico fine: liberare l’uomo da malattia, sofferenza, morte, per creare un uomo nuovo. Quest’uomo nuovo sarà un cyborg.

Gattaca è realtà già adesso

Grion, da buon filosofo, si pone delle domande di natura critica. Non sarà la nostra natura fragile e mortale a rendere l’uomo ciò che è? Possibile che liberare l’uomo da questa natura biologica lo porti al raggiungimento della felicità? Si cita un film distopico molto famoso, Gattaca (1997) di Andrew Niccol, in cui il tema centrale è quello dell’eugenetica. La perfezione del personaggio interpretato da Jude Law ne ha fondamentalmente fatto un depresso. Al contrario, l’imperfezione naturale di Ethan Hawke è una spinta a dimostrare che l’intelligenza non può essere comprata. L’uomo raggiungerà le stelle restando umano.

Da Icaro fino a Elon Musk

L’uomo, da scimmia intelligente quale è, ha da sempre cercato di superare i propri limiti. Già nella mitologia troviamo la testimonianza di questo affanno tutto umano nello sconfiggere la finitezza umana, così come la ricerca dell’immortalità. Niente di nuovo, ci rassicura Grion. Nel pieno dell’umanesimo, Pico della Mirandola scriveva che l’umanità deve esser libera di dar forma al proprio futuro, ma questo significa, come si chiede la filosofa Rosi Braidotti, prendere congedo dall’umano?

Dove stiamo andando?

“Se tu potessi essere potenziato, avresti problemi ad assistere al funerale dell’umanità?”. È la provocatoria domanda dell’ingegnere Kevin Warwick, famoso per il suo Progetto Cyborg. Vorrei ribadire il concetto che l’uomo 2.0 è già qui, non stiamo parlando di fantascienza. Un impianto cocleare per ridare l’udito ad un bambino sordo, ormai prassi comune, è già un primo passo di trasformazione in cyborg. Ma ci sono dei limiti? Gli studiosi del transumanesimo, per esempio, hanno teorizzato che in futuro potremmo vivere in una situazione simile a Mondo nuovo di Huxley: eugenetica più droghe per la felicità. La data per questo nuovo mondo (che a loro non sembra affatto distopico) è il 2060, manca relativamente poco per sconfiggere vecchiaia e malattie.

È la sconfitta dell’umano?

Vietato essere imperfetti, vietato essere malati, vietato morire, vietato dipendere gli uni dagli altri. Le macchine ci salveranno, la nuova religione è la religione della macchina. “Altro che homo creator. Il futuro sembra prevedere, per l’uomo, il ruolo poco invidiabile di semplice materiale d’uso: plasmabile, modificabile, riproducibile in serie”. Se vogliamo restare nell’ambito della fantascienza, sarebbe bene ricordare che nemmeno gli androidi sono felici, nemmeno loro accettano di morire, ma soprattutto, sono tormentati dai desideri e dolori che noi umani abbiamo insegnato loro a provare. Quindi, se il fine è la felicità dell’uomo tramite il debellamento della sofferenza psicofisica, non staremo guardando dal lato sbagliato?

A chi è rivolto questo saggio?

Molti potrebbero ritenere che un saggio scritto da un filosofo possa essere rivolto solo a chi studia filosofia, ma il testo di Grion è in realtà rivolto ad un target molto più vasto: antropologi, sociologi, umanisti nel senso più ampio del termine, ingegneri di robotica e biologi, nonché agli amanti della fantascienza, genere sottovalutato, che ha previsto ciò che la scienza ha in effetti reso realtà.


Lavinia Consolato

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