“Crowdfunding: San Giovanni WANTS YOU” – l’iniziativa di Archeologia

Social networks: costruttivi o distruttivi? Nella polemica imperante sull’utilità e il ruolo di Facebook, Twitter e compagnia bella, esistono esempi concreti che danno prova del buon uso di questi strumenti. Lo dimostrano i giovani studenti della facoltà di Archeologia dell’Università degli Studi di Siena che, al fine di poter salvare un nobile progetto, hanno deciso di affidarsi al servizio di rete sociale più famoso al mondo.
Nasce così “Crowdfunding: San Giovanni WANTS YOU“.

Per saperne di più e rendere nota la bellissima iniziativa, abbiamo parlato con Cristina Longo, una degli ideatori della pagina da poco laureata alla magistrale di Archeologia.

Come nasce “Crowdfunding: San Giovanni WANTS YOU”?

San Giovanni è il nome della località dove scaviamo sull’isola d’Elba; WANTS YOU riprende il famoso slogan americano che aveva lo scopo di arruolare soldati nelle due guerre mondiali. Abbiamo pensato di creare questa pagina appositamente per la raccolta fondi; esiste già un’altra pagina facebook sullo scavo di San Giovanni: Archeologia e storia nella rada di Portoferraio. L’idea nasce grazie ad un piccolo gruppetto di studenti e non solo, di Siena. Siamo legati a questo scavo e ci piacerebbe molto ritornare quest’anno per scoprire cosa ancora c’è sotto quegli strati di terra e di storia; stiamo cercando quindi, nel nostro piccolo, di contribuire affinchè questo avvenga.

Qual è l’obiettivo che volete raggiungere?

Raccogliere fondi che ci permettano di continuare la ricerca sul campo. La quota, infatti, sarà utilizzata per poter usufruire della ruspa nei primi giorni di scavo. Ogni anno, purtroppo, dobbiamo ricoprire con la terra quello che abbiamo scavato per settimane e ritornare l’anno seguente al livello della campagna di scavo precedente. Questo lavoro è sempre più faticoso e ci ruba del tempo prezioso. Quindi la ruspa nei primi giorni è fondamentale. I fondi raccolti, inoltre, saranno utilizzati anche per la creazione di pannelli didattici che ogni giorno vengono collocati sullo scavo a disposizione dei visitatori, i quali ogni anno vengono a trovarci numerosi. Come ultimo scopo, ma non per questo meno importante, la quota raggiunta servirà anche per sollevare noi studenti dai costi del viaggio, del vitto. Ci sono anche altri progetti in cantiere relativi a questa particolare zona dell’isola d’Elba; sono chiaramente spiegati nella pagina facebook del crowdfunding alla voce “informazioni”.

Come mai avete scelto di aprire una pagina Facebook piuttosto che affidarvi ad una campagna di crowdfunding?

L’idea iniziale era quella di intraprendere una vera e propria campagna di crowdfunding. Documentandoci sulle varie piattaforme, però, abbiamo scoperto che queste sottraggono una percentuale sulle donazioni/bonifici e la maggior parte, se non si raggiunge l’obiettivo economico prefissato, trattengono quanto raccolto fino a quel momento. Non ci sembrava quindi una soluzione conveniente. Abbiamo perciò optato per la creazione di una pagina facebook che avesse lo stesso scopo: la raccolta fondi. Stiamo cercando di spiegare in cosa consiste il nostro lavoro (sia nel suo aspetto più “serio”, ma anche giocoso), sperando che le persone possano appassionarsi alla nostra causa.

Da quanti anni va avanti questo progetto con l’Università? Quali sono i risultati raggiunti fino ad ora e quali ancora da conquistare?

Gli scavi sono iniziati nel 2012 nel comune di Portoferraio, all’isola d’Elba. Scaviamo una piccola villa rustica del II secolo a.C. – I secolo d.C.: l’aspetto più particolare è la presenza di dolia, grandi contenitori che servivano a conservare e far fermentare il vino. Abbiamo trovato, inoltre, una grande quantità di anfore all’interno delle quali si trovavano semi di melo fermentati. . In un primo momento si pensava di trovare dei forni per la riduzione del ferro (attività per la quale l’Elba era famosa), invece sono stati rinvenuti mura e crolli di un edificio. Da una prima analisi sembrava si trattasse della parte produttiva di una più grande villa, la villa delle Grotte, che si trova proprio sul promontorio sovrastante. Nelle ultime due campagne il ritrovamento di vari oggetti ha portato invece a smentire questa prima teoria e a ritenere che si trattasse in realtà di una vera e propria villa. Ciò che vorremmo ancora scoprire è la sua estensione e quanti dolia ancora ci possono essere; in base a questi dati si potrebbe anche ipotizzare la quantità di vino prodotto nell’edificio.

Cosa ne pensi dei continui tagli all’Università? Nel particolare: come e quanto ha subito la facoltà di Archeologia?

Purtroppo i tagli all’Università sono diventati quasi una certezza. E questo non è giusto. Noi studenti abbiamo intrapreso questa raccolta fondi per portare avanti uno scavo dell’Università, che quindi dovrebbe essere proprio quest’ultima a finanziare. La facoltà di Archeologia ne risente molto e ciò ha gravi conseguenze sugli scavi, che dovrebbero essere l’aspetto più importante nella formazione di uno studente di Archeologia. Allo stesso tempo, negli ultimi anni, si nota una lenta ricrescita, quantomeno nelle iniziative che promuovono il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali.

Ma cosa significa davvero per voi questo scavo ?

La bellezza di questo scavo, oltre alla particolarità dei reperti e della sua storia (che pubblichiamo e raccontiamo di volta in volta nella pagina), sta anche nell’atmosfera e nell’ambiente che si crea tra noi. Durante gli anni hanno preso parte al progetto diversi ragazzi (alcuni sono rimasti fedeli), nonostante ciò si crea sempre armonia, complicità e serenità, cosa che ovviamente ha dei risvolti positivi sul lavoro vero e proprio. Probabilmente ciò è dovuto anche alla comodità dello scavo: siamo gentilmente ospitati ogni anno dai proprietari del terreno dov’è stata rinvenuta la villa, in una casa a pochi metri da quest’ultima. L’edificio inoltre si trova sul mare. Durante lo scavo, sotto il sole, con il caldo, con il terreno duro, dopo aver svuotato una carriola pesantissima, alziamo la testa e abbiamo davanti il mare, i traghetti e le crociere che vanno e vengono dal porto principale dell’isola: un panorama che mette serenità. In più, nei fine settimana abbiamo l’opportunità di fare interessanti escursioni e visitare l’isola. Durante la campagna 2016, per esempio, abbiamo visitato l’isola di Pianosa, godendo del suo bellissimo mare, ma anche del racconto della sua storia. Nei giorni di pioggia, che quest’anno non ci ha dato tregua per più di una settimana, per risollevare gli animi (non potendo scavare), ci siamo inventati le archeolimpiadi, utilizzando gli strumenti di scavo, o anche lo scavo allagato, per immaginare varie discipline olimpiche.
Non intraprendere quest’anno la campagna sarebbe davvero un peccato. La villa ha ancora tanto da dire e raccontare e speriamo di poter scoprire cosa cela ancora la terra per poter ridare luce ad un piccolo pezzo di storia. Quello di cui abbiamo bisogno sono anche modeste, ma numerose donazioni.


Come donare?

Donare è veramente semplice!

I versamenti vanno fatti sul cc intestato a ARCHEOLOGIA DIFFUSA 1033038934 codice IBAN: IT 49 M 07601 14200 001033038934 indicando come causale: “Crowdfunding San Giovanni 2017”

Mariana Palladino

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