Riabilitazione del pavimento pelvico. Parola d’ordine? Costanza!

Non si sente molto parlare di riabilitazione del pavimento pelvico, è per questo che in poche si rivolgono agli specialisti. Dolore durante i rapporti, durante le mestruazioni, difficoltà ad inserire un tampone interno, incontinenza… sono tutti segnali che necessitano di essere trattati da un professionista.

Nell’ultimo articolo ci eravamo lasciati parlando di quali sono le figure professionali specializzate. https://www.uradio.org/dal-vaginismo-si-puo-guarire-affidarsi-ai-professionisti-e-la-scelta-giusta/. Come visto precedentemente una prima visita si apre con un dialogo con la paziente, dopo di che si passa ad una valutazione del pavimento pelvico. Imparerai a conoscerti, a guardarti, toccarti e prenderti cura di te.

Cos’è una valutazione del pavimento pelvico?

è una visita specialistica in cui il/la professionista analizza lo stato attuale del pavimento pelvico. Sulla base di questa prima analisi si potrà raggiungere una diagnosi. La valutazione avverrà esternamente e se possibile anche internamente ricorrendo a diverse modalità come lo Swab test, il Pc test o la visita manuale.

Lo swab test

Il test consiste nel toccare con un cotton fioc inumidito la vulva in punti specifici: se il tocco leggero viene percepito come doloroso, siamo in presenza di un’allodinia. I punti della vulva sollecitati sono le grandi labbra, il solco interlabiale, il perineo, il prepuzio, le piccole labbra  (in particolare la linea di Hart, la sottilissima linea di demarcazione che separa le piccole labbra dal vestibolo), il clitoride e il vestibolo vulvare. Quest’ultimo è generalmente la zona più sensibile e viene valutato in tutto il suo arco, diviso come se fosse un quadrante di orologio. La condizione di dolorabilità al vestibolo è parecchio diffusa tra le donne vulvodiniche ed è definita con un’etichetta propria: vestibolodinia. In base alla reazione della donna al test, lo specialista valuterà se si tratta di vulvodinia e consiglierà il percorso più appropriato da seguire.

Firmerai un documento per garantire la trasparenza e la tutela. Ti verrà spiegato com’è fatta e come funziona l’area pelvica così che tu possa conoscere meglio te stessa. Lo/la specialista valuterà:

  • la postura e l’allineamento della pelvi;
  • come respiri;
  • l’arco di movimento degli arti inferiori, della pelvi, della schiena e del torace;
  • se hai punti muscolari dolorosi (trigger points);
  • l’aspetto dei genitali esterni;
  • la sensibilità e i riflessi dell’area perineale.

Quando è necessario fare una valutazione del pavimento pelvico? Se provi dolore o fastidio in modo ricorrente ma non è sbagliato farla anche se non si presentano sintomi particolari. Un controllo annuale è sempre consigliato, anche e soprattutto post parto.

E dopo una prima visita come si procede?


La riabilitazione

Si, si può stare meglio!

La frequenza delle sedute varia da una volta a settimana, nei casi che necessitano di particolare attenzione, ad una volta al mese, nei pazienti in cui sono stati raggiunti già progressi importanti.

Armati di tanta pazienza. La parola d’ordine è costanza. Dovrai imparare a conoscere il tuo corpo, ad ascoltare i segnali che manda e a non correre: ognuno ha i suoi tempi di guarigione. Un passo alla volta per arrivare alla meta. Segui le indicazioni del tuo specialista che individuerà per te la riabilitazione adeguata al tuo caso. Ogni persona è diversa, ha una storia diversa e ha bisogno di gestire la sua disfunzione in modo diverso. Il vostro specialista non potrà fare tutto da solo ma avrà bisogno della vostra collaborazione quotidiana.

Parliamo di una parte del corpo molto spesso sconosciuta: la muscolatura pelvica non è visibile come quella del quadricipite e non è possibile poter notare visivamente i progressi ottenuti nel corso del trattamento. Proprio per questo il fisioterapista cercherà per prima cosa di far prendere al paziente coscienza della muscolatura pelvica e successivamente passare agli esercizi specifici.

P.S. Sfatiamo un mito: la riabilitazione del pavimento pelvico non riguarda solo le donne ma anche gli uomini. Tra le caratteristiche principali c’è infatti il trattamento, la prevenzione e la cura di condizioni di incontinenza sia essa fecale o urinaria che possono essere presenti sia nel sesso femminile che in quello maschile

PASSO PER PASSO

  1. Guardarsi: tutte le vulve sono diverse! Prendi uno specchio e guardatela, semplice no? Rimarrai probabilmente stupita di com’è fatta. Spesso ci si aspetta di avere una semplice linea che simmetricamente divide le due labbra. E invece così non è: potrebbe sembrare una valigia riempita frettolosamente! A primo impatto potresti pensare che sia strana e non sia proprio come te la aspettavi. Tutto normale, ogni vagina è diversa! Il primo passo è conoscersi e piacersi. Non esistono vulve perfettamente simmetriche. Molte donne non sanno neanche come sia fatta la propria e invece è così importante conoscersi.
  1. Automassaggi. Imparare a toccarsi, sentire i tuoi punti deboli e lavorarci. Entrare in contatto con questa parte del corpo della donna significa infatti entrarne in ascolto, capire i propri bisogni. La pratica dell’ automassaggio vaginale diventerà un’abitudine per tutta la durata del trattamento di riabilitazione pelvica specialmente per curare un Ipertono. Il massaggio vaginale permette infatti la distensione della muscolatura contratta intorno all’uretra, vagina e ano. Questo incredibilmente era ben chiaro già 4000 anni fa in Cina, dove le donne per ampliare la funzione orgasmica e prevenire le varie disfunzioni pelviche lo utilizzavano come pratica di lunga vita e benessere. In Cina la vagina si chiama Porta di Giada, e se ci pensiamo un attimo possiamo notare che ha proprio questa funzione: permette di accogliere ma allo stesso tempo può chiudersi tetanicamente impedendo qualsiasi accesso e rendendo difficile se non impossibile rapporti sessuali.

3. Esercizi di stretching. Ci sono diversi esercizi che potete svolgere quotidianamente (specialmente dopo aver svolto dell’attività sportiva) per rilassare i vostri muscoli pelvici. Oltre al massaggio, esistono alcune posizioni di stretching del pavimento pelvico tratte dallo yoga che sono utili per allungare e distendere eventuali contratture che generano dolore. Un esempio è la posizione del bambino. Oltre ad essere molto rilassante permette di aumentare la consapevolezza dei muscoli pelvici. Inoltre assumere la baby pose per almeno tre minuti al giorno con la respirazione profonda consente una profonda azione di rilascio dei trigger point. In questa posizione si esegue un profondo stretching dei muscoli piriformi, ileopsoas e ovviamente del muscolo pubo-coccigeo.

4.Borsa dell’acqua calda. Potrebbe diventare uno dei tuoi migliori alleati nel affievolire i dolori o nel rilassamento della muscolatura.


5. Vibratori. Forse non lo sapevi ma sono utilissimi a scopo terapeutico. Il loro utilizzo soprattutto nei casi di vaginismo, ma non solo, ha degli effetti notevoli sul benessere della paziente. Permette di distendere la muscolatura.


  1. e per il vaginismo … i dilatatori! Essenziali in ogni riabilitazione dal vaginismo. Grazie al loro utilizzo la paziente si abitua gradualmente alla sensazione di un corpo estraneo in vagina. Sono usati come un dispositivo manuale riutilizzabile inserito temporaneamente nella vagina per allenare i muscoli vaginali attraverso l’allungamento dell’apertura vaginale per la terapia. Si parte da un dilatatore più piccolo per poi mano a mano aumentare con la dimensione
  1. L’igiene intima. e infine qualche consiglio su cosa fare e cosa non fare assolutamente per una corretta igiene intima

Alice Muti Pizzetti

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