#Sanremo2018 minuto per minuto: riuscirà Baglioni a svecchiare il Festival?


Baglioni eredita il Festival di Sanremo


Come sarà andata la prima serata della 68esima edizione del Festival della Canzone Italiana?


Simpatici e abbastanza sciolti Favino e Hunziker, inadatto alla conduzione Baglioni. Cantanti un po’ così. Fiorello ottimo jolly.


20:43 – Ci siamo! 

Oooh la sigla dell’Eurovisione. Divano, coperta, PC. Io e circa la metà dei telespettatori italiani

Parte la sigla di Sanremo, cantata da tutti i cantanti in gara, sistemati in una specie di scacchiera, uno per quadretto. Sanremo che imita il Jimmy Fallon, insomma. E con una stratosferica grinta seconda solo agli speciali di Geo & Geo sul regno delle monere.

Almeno riusciamo a vedere tutti i cantanti in gara: mica avevo realizzato che avrei assistito al ritorno di Facchinetti e Fogli insieme. Questo potrebbe spaventare qualche loro parente che non li vedeva in giro da un po’. Tranquilli: li hanno riesumati solo per questo motivo, poi li archiviano di nuovo.


20:46 – Fiorello non delude.

Voci fuoricampo: finto litigio tra Baglioni e Fiorello. Fiore arriva sul palco, ma scopre di non essere solo: un tipo col giubbotto deve parlare con qualcuno che lo deve ascoltare. Come è possibile che solo a Sanremo succedano queste cose? Solo quando al cinema ti alzi e vai in bagno la maschera ti bracca come se fossi un  terrorista?

Ad ogni modo, qualcuno lo avverta che l’edizione Sanremo/C’è posta per te era quella dell’anno scorso. La De Filippi è tornata al sicuro accoccolata accanto al suo Maurizio Costanzo. La regia di Duccio Forzano maschera abilmente il tutto e Fiorello gestisce con estrema grazia la situazione.

Fiorello legge un  whatsapp melenso di Baglioni, un messaggio che sembra parte di quelle catente che terminano con ‘e se non lo mandi a 5 persone tua nonna muore entro la prossima estate’. Se lo ha convinto questo e non il compenso milionario, Fiorello è un po’ alla canna del gas. Il festival è avantissimo, dice Fiorello, solo che abbiamo un Baglioni così spaventato dalla possibilità di eliminare dei colleghi dalla gara da aver abolito l’eliminazione. In una gara. Mbah. Le sorprese non sono finite: pare che non ci sia nemmeno una classifica!

Tema giovani e Sanremo. Allora: non credo che il sia da imputare al fatto che lo schermo non si blocca, mentre su youtube e instragram sì. Ricordo che la più giovane alla conduzione è la Hunziker, che ha solo 41 anni e all’ingresso le hanno chiesto la carta d’identità e un documento firmato da un genitore.  A riconferma, è ospitone il settantatreenne Morandi. Un rapper dell’upper east side, via.

L’assistente tecnico tricologicamente complesso cede un microfono a Fiore, che parte con l’imitazione-medley del duo primavera ‘capitani coragiosi’. Un eterno acutone chiude l’esibizione. Finalmente i led del palco si colorano di rosso: prima era tutto in bianco e nero poco retrica e troppo retrò.


21:01 – Il sermone. 

«Buon Sanremo 1918!» urla Fiorello. Incoraggiante.

Sale sul palco Claudio Baglioni: conduttore, direttore artistico, cuoco alla mensa, addetto alla pulizia dei piatti doccia. Tutto giustamente torna bianco e nero, ad omaggiare la ‘primaveritudine’ dell’artista. Palco come sempre iper- tecnologico, ma la vera istallazione credo sia sugli zigomi di Baglioni, che scende le scale con incedere poco sicuro. Perchè somiglia a Ridge di Beautiful?

Parte la lezione di storia: mettiamo al centro le canzoni. Non capisco, sono distratto dai denti perfettissimi bianchissimi e fintissimi del conduttore. Le canzoni sono coriandoli d’infinito, mare, vento, terra e cielo. In tutti i luoghi in tutti i laghi no? Scanu vorrà i diritti. Parole e musica. Jalisse? Sta mettendo insieme il peggio di 68 edizioni. Aiuto, chiude il discrso con una frase in stile ‘sono solo canzonette’. No eh. Parla adesso di macchina spazio-tempo. Cita Il mio mistero è chiuso in me. Sembra un saggio breve mal scritto.

Claudio Baglioni potrebbe essere ordinato Don Cludio seduta stante. Giustamente pubblicità.


21:11 – Don Claudio presenta i co-conduttori.

Non è che il nostro prete riesce a dare spazio ad una canzone? O a qualche altro co – conduttore?

Finalmente presenta Pierfrancesco Favino, suo ‘compagno di strada’. Credo che sia il primo a salire sul palco con i capelli del proprio colore originale. E anche energico! Solo un poco brizzolato. I due sono alla ricerca di una svizzera di bella presenza. Heidi è disponibile?

La Hunziker con un bel vestito – molto sanremese – scende le scale e prende già la parola, salutando tutti. Si capisce subito chi sul palco sa condurre. Momento regolamento della gara.

Oddio, qualcuno che non straparla: s’impappina soltanto! Mi resta solo un dubbio: la bocca di Baglioni si  muove senza che il resto della faccia lo sappia?


21:17 – Inizia il festival!

La Hunziker lancia prima donna in gara. Di successo, super hit, collaborazioni internazionali. Cher? No, Annalisa. Vabbè, tutte e due note solo con il nome.

Canta Il mondo prima di te e dirige l’orchestra Pino Perris, che ha rubato chiaramente gli occhialetti rossi a Maroni.

Queste inquadrature a schacchi chi le ha pensate, precisamente? Amore, belle cose, ritorniamo giù, torniamo sù: canzone simpatica, orecchiabile, su RDS la passeranno spesso. Non so se la cosa sia bella. So solo che gli stivaletti a tronchetto ai piedi andrebbero evitati.


21:22 – Michelle mette le mani avanti.

Annalisa esce, la Hunziker ci ricorda che le canzoni saranno tutti possibili successi: dovrebbero smetterla di suggerire che alcune invece fanno un po’ pena.


21:23 – Ron insieme a Lucio Dalla. 

Sale sul palco Ron – si sentiva la mancanza di una testa brizzolata – chitarra in mano e Lucio Dalla nel cuore. Michelle saluta la famiglia, la figlia ma soprattutto il marito, così bello che le viene quasi voglia di risposarlo. Può sempre chiedere a don Claudio. O a don Matteo, compagno di rete. Ah: dirige l’orchestra Vessicchio nazionale.

Okay, non devo scriverlo. Lo so che nella canzone c’è lo zampino di Dalla, eh. Solo che il brano ha molto in comune con Carlo d’Inghlterra: sai del sangue blu, sai che dovrebbe piacerti, ma non riesci a non pensare che l’insulsaggine la faccia da padrona. Vincerà il premio della critica e buonanotte.

Applausi a Lucio che ci manca e ai poveracci dell’orechestra che suonano le canzoni da mesi. Altro che quelli di Amazon tenuti sotto controllo con il bracciale!


Aiuto. Baglioni si staglia guardingo dietro la conduttrice svizzera. Che ansia.

Altra domanda: gli si è sempre sollevato un sopracciglio solo o una qualche movimento sismico ha dato uno scossone al suo? Fa un po’ Rocky, un po’ Sophia Loren (versione post lifting). I cartoncini sono scritti troppo piccoli: Baglioni va alla ricerca di un paio di occhiali.

Se non la smettiamo di parlare dell’età sembrerà un servizio del TGR sulla squadra over 65 della bocciofila di Sondrio Varese.


21:31 – The Kolors (o il loro CD).

Lui vestito da marinaretto. La canzone è molto orecchiabile: non succede MAIMAIMAImaaa solo a me non sembrano live? Queste inquadrature superveloci però devono finire. Anche perchè i poveri musicisti dell’orchestra sono vestiti in bianco, la scenografia ora è rossa, Stash è vestito di nero. Uno dopo l’altro a raffica hanno un effetto un po’ disorientante.


21:36 – Spottone alla signora Rosa.

Michelle, tra il pubblico, ci avverte che l’hasthtag #Sanremo2018 è tra i trend topic mondiali. Orgoglio italiano. Intervista veloce alla signora Rosa, in pelliccia per l’occasione. Realizzo che la tizia ha più social di me e, ora che è stata lanciata in eurovisione, avrà anche più follower di me.


21:38 – Max Gazzè: da risentire.

Lo presentano come  un cantautore romano e musicista raffinato.

La canzone ha un titolo da fiabetta di Gianni Rodari, mi ispira. Solo che Gazzè ha rubato l’accappatoio argentato al divino Otelma. Brano molto carino.


21:50 – Lalla nazionale. E invece no. O forse sì (?)

Baglioni ci spiega che la laringite e la febbre a 39 non hanno fermato … ah niente, scende le scale Fiorello. Fiore ricorda che tutti e tre sono nati il 6 maggio, ma di anni mooolto diversi: Baglioni afferra la battuta con un ritardo disarmante. Dietro le quinte, svela il comico, ci sono i Pooh e Gianni Morandi, rafforzando sempre di più l’idea del centro anziani. Chissà che partite a scopone scientifico.

Fiorello titilla l’argomento elezioni. Baglioni si scosta dall’argomento: è dissociato (cit.). Fanno alzare le mani a chi vota PD, 5 stelle, centro destra e via discorrendo. Allettante, forse, ma quando dovrebbe essere divertente?

La Pausini cerca di interrompere in collegamento telefonico questo triste momento e no, non ha voce. Si scusa ma dovrebbe riuscire ad esserci sabato! Sempre che la lascino entrare: dopotutto è così giovane, deve avere i documenti firmati dalla mamma?

Prima di passare al prossimo step della scaletta, ancora un paio di battute sulla vecchiaia. Credo che domani Baglioni non metterà l’apparecchio acustico per non sentirle. Dedichiamo la canzone a Ricci: in assenza di battute politiche, non resta che criticare la concorrenza.


22:00 – Duetto Fiorello/Baglioni.

Embè, dai: Baglioni canta ancora in maniera lodevole. Anche se devono aver provato poco perchè ricordano la canzone con la precisione con cui io ricordo a memoria il 5 maggio. Passerotto non andare via, ma che teneri! Voglio la loro ship in trend topic!

Sale sul palco anche Michelle ma inquadrano la standing ovation, salutano la povera Laura ammorbata da casa (sì, se l’erano scordata). «Sei grande che sei rimasta in linea!» Coraggio: cantavano, non ha mica visto Baglioni togliersi la dentiera in diretta.


22:08 – Silenzio, canta Ornella.

Ricordiamo di nuovo le regole del televoto. L’artista è un mito, raffinata e blablabla: dai è Ornella Vanoni, s’è capito. Niente scale per lei, che ha indossato il viso delle grandi occasioni. Vestita in tinta con l’orchestra – il bianco torna come colore contro la violenza sulle donne – si esibisce con Bungaro e Pacifico. Solo io mi sto chiedendo chi siano?

La Vanoni canta e si distinguono le parole: non pensavo che sarebbe successo ancora! Bisogna imparare ad amarsi, a lasciarsi, vivere ogni istante. Bel testo! Questa canzone mi piace ma manca qualcosa. Dà l’impressione del non finito. Boh, forse sono io.

Ad ogni modo, Ornella sembra più vispa del solito – e meno brilla -. «Ci sono voluti tanti anni per diventare giovani», dice lei, classe di ferro 1934.

L’ho detto che sembra più lucida dei tre conuttori messi insieme?


22:15 – Ermal Meta & Fabrizio Moro.

Carini i due co-conduttori che scherzano sulle presunte rivalità che certi giornaletti scandalistici hanno attribuito loro.

Introducono allora questo duo, forse quello che di più nuovo e aggiornato possa offrire il Festival. Oltre agli zigomi di Baglioni, chiaro. So che vedrò il testo di questa canzone accostata a tredicimila foto su instagram: «non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente, le vostre inutili guerre».

In fondo, meglio Moro che Volo.


22:23 – Mario Biondi ha scordato l’italiano.

Continua la finta bagarre tra i due conduttori under 65.

Ma davvero c’è in gara Mario Biondi? Sono finiti i soldi di Mario Biondi Christmas? Dirige l’orchestra Vessicchio … ma non doveva lasciare il festival?

Biondi che canta in italiano ricorda Emma che canta in inglese. Al di sopra delle loro possibilità. Canzone simpatica ma ha del già sentito. Un vivace momento pianobar.


22:34 – Canta Favino.

Torna sul palco da solo don Claudio Baglioni, ‘dittatore artistico’ che ha riportato sul palco la parola. Ci leggerà una lettera ai Tessalonicesi? Nel dubbio, fa leggere a Favino una poesia di Leopardi – anche se era evitabile la parentesi sulle dimensioni del poeta – dunque via con Silvia, rimembri ancora che diventa un latinoamericaneggiante dimmi quando quando quando. Passiamo all’Ermo colle/colle pinne, il fucile l’occhiale etc etc.

Baglioni gli concede allora di cantare una sola canzone, ma Favino parte con un super medley: Ramazzotti, Ricchi e poveri, Minghi, Nilla Pizzi, Mia Martini, Loretta Goggi …


22:43 – Facchinetti & Fogli.

Giustamente la canzone s’intitola Il segreto del tempo. Facchinetti è lui per davvero, non un imitatore: strilla ci sono giorni in cui mUAHri dentro e rassicura così il pubblico in sala. I due vinceranno il premio della critica ‘Giacca dell’anno’.

Facchinetti sta stordendo Fogli: questo infatti ad ogni acuto del collega mette la mano sull’auricolare, a inconscia protezione dei timpani. Simpatici ma non esaltanti. Caratteristici, ecco.


22:50 – Lo stato sociale & nonna Granny.

«Cinque ragazzi bolognesi che fanno canzonette»: sale sul palco Lo stato sociale.

La T-Shirt con la scritta ‘voglio un gattino’ per me ha vinto tutto. Potrebbero anche non cantare. E in effetti non lo fanno: meno male che ci sono i coristi. Pure lui con un bel fiore bianco sulla giacca: mi concentro sul vegetale, così posso non pensare a questo furbo esperimento simil-Gaber.

Sale una simpatica vegliarda sul palco e balla il liscio. Oddiio il ballerino la sta sbattendo di qua e di là (e che gambe!). O è una giovincella mascherata o Madonna senza trucco. Temo la seconda: che il festival della par condicio sia diventato il festival della terza età? Un modo acuto di sottolinearlo.


22:59 – Canta la Hunziker. Più o meno.

Michelle canta, ma scendendo le scale affonda il piede nel gradino: stoicamente prosegue No dai, è una gag. La svizzera avanza claudicante con una scarpa sì ed una no. Incolperò questa come causa delle stecche: certo, cantare Mina non è facile.

(A proposito: gli spot tim con la tigre di Cremona fanno impallidire la metà delle esibizioni viste finora.)

Le mettono allora un anfibio ai piedi, poi le si siede su uno sgabello rotto. Avanguardia pura, insomma.


23:04 – Noemi s’è mangiata la Bertè.

Confesso la mia parzialità: Noemi mi piace molto. Non smettere mai di cercarmi è una canzone su cui sono riposte molte aspettative.

Fiore bianco in testa pure lei, manco a dirlo. Il timbro è il suo, il rosso pure, ma perchè mi sembra l’esibizione di una Loredana Bertè post rehab? Nemmeno lei sembra molto soddisfatta della sua performance, va detto.


23:08 – I Decibel & le loro discutibili giacche di pelle.

Clip di Morandi senza pass che tenta di salire sul palco. Come fa ad essere così iraggiungibile e atteso quando ha condotto due edizioni di fila? Bravo, per carità, ma non è che non calchi la scena dagli anni ’70.

Michelle, oramai eletta a mono-conduttrice, annuncia un’altra reunion di cantanti agèe. Tirate fuori gli Abba, allora! Beh, quelli ancora vivi, chiaramente. La canzone è bellina: qualche decade fa avrebbe avuto un successone. Non sono sicuro che nel 2018 avrà lo stesso effetto. Lodevole che Ruggeri and friends ancora ci provino.


Ci ricordano che a fine serata ci sarà una classifica. Ullallà. E chi se lo sarebbe mai aspettato da una gara!


23:21 – Gli Elii usciti da ‘Natale sul Nilo’.

Altra band storica riunita dal direttore artistico: Elio e le storie tese. Alla prossima Baglioni vince un set di tazzine?

Canzone chiaramente intitolata Arrivedorci: canto del cigno di un gruppo geniale, forse troppo perchè io li possa capire. Colorati, intelligenti, mai banali. Forse: così si dice.


23:29 – Caccamo trovati un sarto.

Gli auguro con tutto il cuore un nome d’arte che gli renda giustizia. Me lo ricordo bravo, ma annunciare gli autori con dicaccamocheope tutto attaccato suona peggio di quando ti dicono di consultareilfogliettoillustrativo.

Il blazer blu con i bottoni d’oro e la t-shirt bianca sotto però NO. Distrae la mia mente semplice da una canzone carina (non dalle sbavature, purtroppo). A quanto si evince dal suo brano, non si capisce niente tranne che l’amore può salvare. Cosa o da cosa non lo si dice, immagino tutto e da tutto. Da riascoltare!


23:35 – Red Canzian ha il suo racconto.

Di nuovo questa cosa di Baglioni che li controlla sbucando da dietro. Ma davvero?

Comunque Red Canzian è Red dei Pooh. Non gareggia con gli altri due perchè, come recita la sua canzone, Ognuno ha il suo racconto. E poi non credo che voglia che la sua giacca scarlatta sia oscurata dai lustrini di quella di Fogli.

Anche per lui, una gerbera bianca all’occhiello.


23:41 – Luca Barbarossa & lo iodio.

Barabrossa torna dopo aver vinto il Festival 25 anni fa e canta Passame er sale. «No che ti sale la pressione» risponde il premuroso gruppo di anziani che gareggia contro di lui. Canzone a metà tra il dialetto e l’italiano, sembrerebbe una colonna sonora adatta ad uno sceneggiato su Montalbano, solo che cantata in romanesco. Piacevole: dopo il momento pianobar di Biondi, ecco il momento balera sulla Tiburtina.

Dopodichè, seconda clip sull’arrivo di Morandi. Sul suo camerino è stato affisso il cartello ‘Gianni Morazzi’: continua questo connubio tra vecchio e nuovo, più inquietante che stimolante.


23:52 – Omaggio a Bacalov.

Michelle riscende le scale con un bel vestito argentato. Lei e Favino lanciano l’omaggio a Bacalov, autore di svariate colonne sonore.

Ecco Morandi, tinta corvina e giacca sberluccicante. Scatta il momento duetto con Baglioni. Non c’è che dire, quando entrambi cantano hanno la loro da dire: il problema è la conduzione. I due si lanciano in un allegro siparietto: Morandi chiede perchè non lo ha chiamato subito, Baglioni chiede perchè non è stato chiamato a duettare nel disco del collega. Confrontano poi l’epicità dei loro tour.

Concludono con un serafico «è meglio cantare!»: mi pare riassuma alcuni concetti importanti che dovrebbero passare in RAI.


00:04 – Canta Morandi

Gianni canta arzillo una canzone dal suo nuovo album, accompagnato da Tommaso Paradiso (il frontman dei The giornalisti). Progetto ammirevole per Morandi, che ha l’età di Noè ma continua a confrontarsi con una generazione che non gli appartiene. Eterno ragazzo mica per nulla.

Spazio chiacchierata con Michelle, Baglioni, Morandi e Paradiso: complimenti vicendevoli perchè nonostante l’età si tengono bene.


00:11 – Roy Paci, Diodato & la lotta contro il tempo.

Roy Paci e Diodato: il primo con la trombetta, il secondo con una discutibile giacca di velluto verde, tentano il miracolo. No, non vincere: essere votati da qualcuno – che non sia un parente stretto – a mezzanotte passata, dopo il ‘superospite’ Morandi.

Posso anticiparvi ora che ho già scordato la loro canzone e non hanno ancora finito di cantare. Un po’ mi spiace.


00:16 – Zilli from the ’60s.

Nina Zilli, per l’occasione vestita da sposa (o da suffragetta), canta, si ingioiella e si muove sempre come se stesse partecipando ad una manifestazione musicale negli anni ’60. Il bello è che è molto credibile – di solito -. Qui parla di donne che non si piacciono, che si arrabattano, di lei che non s’è capito cosa volesse, che ha i lividi addosso ma li chiama colori e ci gioca. Non ho capito ma ho apprezzato.

Anche lei con il fiore bianco in testa: questo #metoo all’italiana domani sarà su tutti i giornali. Solo che poi danno la pubblicità di Cinquanta sfumature di rosso e qualcosa si perde.


00:27 – A casa tutti bene. Ma la gara?

Problema tecnico: si apre il giallo! Chi non si è presentato? Magari dorme nel retro – vista l’età media è plausibile anche una veloce pausa bagno -. Sarà la solita finta? Casualmente Baglioni si fa portare un piano e inizia a cantare. In inglese, in francese, poi attacca Favino con Bella senz’anima.

Da qualche armadio tirano fuori anche Stefania Sandrelli e il resto del cast del nuovo film A casa tutti bene di Muccino con Savino, Ghini, Impaccitore, Michelini, Solarino, Accorsi, Morelli, Tognazzi, Crescentini, Girini & co, che ora cantano tutti insieme. L’effetto è quello di un affiatato gruppo di amici al karaoke, solo che meglio vestiti e meno brilli.

La Impacciatore si improvvisa conduttrice, poi la Sandrelli & la Hunziker presentano il prossimo artista in gara.


00:36 – Renzo Rubino (credo).

Credo di essermi adeguato agli standard: non sento cantare Rubino. Fatico proprio a capire cosa stia dicendo.

So solo che continua a urlare ‘insolenzaaa’ e mi sembra una canzone di Renga ma malcantata. Gli si deve comunque dare atto di essere ancora sveglio e pronto a cantare a quest’ora.


00:41 – Avitabile & Servillo. Che coraggio.

Il coraggio di ogni giorno è anche quello che Avitabile dimostra: solo lui e la Fedeli hanno in testa una matassa così spumosa. Entrambi vestiti di nero, purtroppo cantano questa canzone: in effetti, nei momenti in cui la musica va per comto proprio, l’effetto è decisamente migliore.

Coraggiosi può essere un aggettivo dalle mille sfaccettature: in un certo senso, anche loro lo sono.


00:46 – Vibrazioni nuove e vecchie.

Ventesima canzone in gara e il papillon di Baglioni è sempre più pendente, come pure il suo sopracciglio destro. Altra formazione riunita (un set di tazzine per il signore con i capelli grigi, grazie): ecco Le Vibrazioni.

Dai primi quattro accordi si sente che sono loro. La loro è una mancanza che non credevo di provare.

Canzone che al secondo ascolto potrebbe anche piacermi, devo dire. Spero che domani possano passare in gara prima della sigla di Unomattina.


00:58 – Annunciamo il dopofestival, ci avviciniamo alla classifica!

Collegamento con il dopofestival: pizzette, patatine e alcolici a volontà per i fortunati ospiti (i cantanti) che possono assegnare il Baglioni d’oro.


Giustamente, nè eliminazioni, nè una vera e propria classifica: solo tre colori, o tre ‘cantiche’: graditi dal pubblico (blu – paradiso), poco graditi (giallo – purgatorio), molto poco graditi (rosso – inferno). Qui di seguito in ordine casuale:

  1. Barbarossa: giallo;
  2. Decibel: rossi;
  3. Nina Zilli: blu
  4. Lo stato sociale: blu;
  5. Mario Biondi: giallo;
  6. Diodato con Roy Paci: rosso;
  7. The Kolors: giallo;
  8. Noemi: blu;
  9. Annalisa: blu;
  10. Renzo Rubino: rosso;
  11. Elio e le storie tese: giallo;
  12. Avitabile e Servillo: rosso;
  13. Max Gazzè: blu;
  14. Caccamo: giallo;
  15. Red Canzian: rosso;
  16. Vanoni con Bungaro e Pacifico: rosso;
  17. Ron: blu;
  18. Le Vibrazioni: rosso;
  19. Ermal Meta e Fabrizio Moro: blu;
  20. Facchinetti & Fogli: rosso;

01:09 – Sigla & saluti.

Pare che sia volata. Beh, insomma!

Ci ricordano di votare, che tutto può essere ribaltato, che nulla è certo. Vedremo da domani!

Ringraziata l’orchestra, è ora di mettere a nanna tutti: vai con la sigla – lullaby e tutti i fermo-immagine della serata. Proprio come nelle migliori puntate di La signora in giallo, insomma.


Mattia Barana.

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