Per favore, se vuoi dimagrire non andare a correre

Avevate intenzione di smaltire le calorie accumulate durante le feste? Be’ sappiate che la “corsetta” non solo è una scelta dai risultati mediocri, ma potrebbe anche farvi più male che bene.


Come ogni situazione post feste di Natale chi non si è ritrovato la mattina del 7 Gennaio davanti lo specchio con un ospite indesiderato, la pancetta? E lì, in combinazione con i soliti buoni propositi dell’anno nuovo, ci si veste con tuta e scarpe da ginnastica e si esce per andare a correre. Per quanto magari questa pratica possa placare i nostri sensi di colpa, se l’obiettivo è dimagrire fare jogging non è la scelta migliore. Da diversi studi fatti negli ultimi dieci anni, sono stati analizzati gli effetti negativi sul corpo umano.

Gli effetti negativi della corsa.

Correre è uno sport che è diventato il simbolo dell’essere umano in forma fin dagli anni Settanta. Quale medico o preparatore atletico non ha mai consigliato una bella corsa nel parco per dimagrire o comunque per mantenere un corpo in salute? Ci tengo a precisare però che non sono contro la corsa in generale, bensì contro la tipica corsetta di 30-60 minuti dall’andatura blanda. La vera insidia è proprio lo sforzo fisico di bassa intensità per un periodo di tempo medio-lungo. Infatti, il correre in questa maniera non rende solo la perdita del grasso superficiale più difficile, ma porta sulle nostre articolazioni uno stress che negli anni può portare a dolori e complicazioni di vario genere.

Lo studio scientifico.

Nel 2008 uno studio del Medicine & Science in Sports & Exercise su un gruppo di 27 donne affette da obesità trovò un risultato interessante. Le donne furono divise in tre gruppi, uno soggetto a esercizi a bassa intensità per cinque giorni a settimana, uno ad alta intensità per tre giorni e infine il gruppo di controllo, che non faceva nessuna attività fisica. I risultati, dopo sedici settimane, furono chiari: il gruppo esercitatosi ad alta intensità riscontrò una notevole diminuzione del grasso corporeo nell’addome e nelle cosce, mentre l’altro gruppo non ottenne risultati considerevoli rispetto a quello delle donne sedentarie.

Un esempio di allenamento ad alta intensità: l'allenamento a circuito.
Un esempio di allenamento ad alta intensità: l’allenamento a circuito.

Le ricerche del Dottor McGuff.

Nel suo libro Body by Science, il dottor McGuff raccoglie tutto il sapere scientifico sportivo per elaborare un nuovo tipo di allenamento ad alta intensità. Stanco di vedere pazienti con malattie croniche al pronto soccorso, decide di mettersi a lavoro unendo la sua passione per l’attività fisica con il suo lavoro di medico, nel tentativo di migliorare sensibilmente la vita delle persone. Come? Con 12 minuti la settimana. Secondo il dottor McGuff, infatti, un allenamento con i pesi ad altà intensità e di breve durata porta non solo a una condizione fisica ottimale ma ci permette di difenderci da molti disturbi.

Lavorando sulla forza muscolare è possibile rendere più robusto l’apparato cariovascolare ed evitare di incorrere ad una vecchiaia con un corpo fragile come il vetro. Il suo libro purtroppo non è stato ancora tradotto in italiano, ma YouTube è pieno di video e conferenze tenute dal dottor McGuff sull’argomento.

In conclusione, lasciate che vi dia un consiglio: se volete dimagrire o comunque stare meglio con voi stessi per iniziare al meglio l’anno nuovo, lasciate perdere la corsetta. Piuttosto, guardate qualche circuito ad altà intesità a corpo libero o con un kettlebell su Internet (ci sono video e materiale in quantità). Lo sport non deve essere l’ennesima ansia nelle nostre vite, ma uno strumento potente per farci stare bene con noi stessi e col nostro corpo.


Giovanni B. Della Posta

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