Live Rock Festival: il racconto del secondo giorno e le foto dei live

Dopo l’articolo uscito ieri, continuiamo il report giornaliero del Live Rock Festival di Acquaviva. Per questa seconda giornata la scaletta prevede un talk pomeridiano su gioventù, droghe e differenze generazionali, a seguire live di Serena Altavilla e Murubutu, preceduti dal djset di Abèh.

Alle 18 e 30 circa Fabio Cantelli, Carlotta Vagnoli ed Enrico Petrilli si mettono a sedere sul panchetto sopra i Giardini dell’Ex Feriale per quella che si prospetta una chiacchierata intensa. Quando si parla di droga, gioventù e scontri tra generazioni il rischio è sempre quello di cadere sul banale e sul giù detto, ma in questo caso i background completamente diversi di chi parla assicurano nuovi spunti di riflessione.

Fabio è stato per cinque anni capo ufficio stampa di San Patrignano, la comunità di recupero raccontata recentemente dal documentario Netflix SanPa. Porta una visione che tocca punti di misticismo, di chi ha vissuto una tossicodipendenza che ha per sempre cambiato la visione del proprio io interiore. Fabio viene invece dal mondo accademico, è ricercatore presso l’Università di Milano-Bicocca dove si occupa di clubbing e ricerca del piacere. Il suo punto di vista lascia il solipsismo per far luce sulla valenza politica dell’edonismo all’interno della società.
Carlotta è autrice e attivista, ed interviene sulla necessità di una lotta anticapitalista e femminista, sul ruolo della donna e sui pregiudizi di genere. Il risultato è un’ora di discussione accesa e libera.

Foto di Alice Fusai
Foto di Alice Fusai
Foto di Alice Fusai

Abèh

Alle 21 e 30 inzia il djset a cura di Abèh, aka Francesco Capanni. Francesco studia composizione musicale a Bologna, ma è una presenza fissa al Live Rock Festival e qui conosce tutti, probabilmente è amico anche dell’aiuto cuoco. In un’ora sul palco riesce a unire Radiohead, musica dance anni ‘80 estone e techno.

Foto di Alice Fusai
Foto di Alice Fusai

Serena Altavilla

Dopo la selecta di Abèh tocca a Serena Altavilla. Morsa è il suo primo disco, uscito lo scorso aprile, in cui il cantauroato anni sessanta italiano sembra essere passato in un fessura extradimensionale, unendosi al free jazz e tastiere elettroniche. Modula la voce come uno strumento, si muove come se braccia e gambe fossero protesi tangibili di ogni canzone. Magnetica.

Foto di Alice Fusai
Foto di Alice Fusai
Foto di Alice Fusai
Foto di Alice Fusai

Murubutu

Non c’è bisogno di presentazioni per Murubutu. Sul palco è educato, quasi pacato, saluta e ringrazia ogni cinque minuti. Poi comincia a rappare in acapella e sembra che sia in corso un cortocircuito acustico. Dopo Infernum e Dante ci saluta con I mariani tornano tardi. Tutto il pubblico canta a squarciagola.

Foto di Alice Fusai
Foto di Alice Fusai

Finisce anche questa seconda giornata, andiamo a dormire stanchi ma felici. Se questi continuano ad essere gli standard anche nelle prossime giornate avremo un bel po’ di adrenalina da trasmettervi.


Alice Fusai

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