L’assurdo caso degli studenti iraniani di unisi bistrattati dal DSU Toscana

Il DSU Toscana non è certo conosciuto per avere una buona fama tra gli studenti universitari. In cinque anni non mi è mai capitato di conoscere nessuno, e dico nessuno, che non abbia avuto lamentale relative ai bandi, alle borse di studio e agli alloggi. Provate quindi ad immaginare cosa possa significare per uno studente internazionale, che magari arriva da un Paese lontano 5.000 km e per forza di cose non conosce bene l’italiano, avere a che fare con il nostro DSU.

Un esempio concreto è quello che sta accadendo a tutti gli studenti iraniani che da inizio anno si vedono rifiutare i proprio documenti, non potendo quindi usufruire della borsa di studio che di diritto gli spetterebbe. Una diatriba assurda che non ha coinvolto solo la Toscana ma anche altre regioni, ma che a differenza di queste non ha ancora risolto il problema. Il risultato è semplice: circa quaranta studentesse e studenti che non sanno come pagare tasse, alloggio e beni necessari. E che stanno considerando di abbandonare gli studi. 

Ho deciso quindi di parlare con alcuni di loro per farmi raccontare meglio questa situazione. 


Conosciamoci un po’. Come ti chiami? Da dove vieni? Cosa studi qui a Siena e come mai hai scelto questa città in particolare per studiare all’università?

SM: Mi chiamo Samaneh Mohammadi, vengo dall’Iran e al momento sono qui a Siena per studiare nella magistrale di Linguistics and Cognition. I motivi principali per cui ho scelto Siena e la sua università sono i punti di contatto con il mio profilo di studi e i miei interessi. In triennale ho studiato lingue persiane e in seguito ho frequentato molti corsi di filosofia, neuroscienze e studi cognitivi. Quindi questo programma interdisciplinare era proprio adatto a me, e lo si può trovare in poche altre università. 

M: Mi chiamo Mahsa Haghighi, vengo dall’Iran e faccio la magistrale in Genetic Counsellors. Ho scelto Siena perchè mi piace in particolare il corso che sto facendo.

B: Io mi chiamo Behnam e vengo da Tehran. Sto facendo la magistrale in Linguistics and Cognitive Studies, e l’unico posto in cui ho trovato questo programma nello specifico era proprio Siena.

SR: Il mio nome completo è Sara Aghakhani. Vengo dall’Iran e al momento sto studiando  International Accounting And Management qui a Siena. Ho scelto l’Università di Siena perché mi dà l’opportunità di incontrare molti più studenti e confrontarmi con più idee, che è fantastico per i miei prospettivi di carriera. Le ottime strutture disponibili come le bellissime biblioteche, la dinamicità nella ricerca e l’ottima reputazione a livello mondiale, oltre alla qualità degli insegnamenti e le possibilità di trovare lavoro, mi hanno convinta a scegliere questa università. Inoltre l’università coopera con altre istituzioni internazionali per scambi di studio e di ricerca. 


Passiamo ora all’elefante nella stanza. Puoi spiegare per favore il problema che stai avendo? Da quanto tempo va avanti tutta questa situazione?

SM: Il problema principale per me e per i miei colleghi del primo anno riguarda la borsa di studio del DSU. Noi, come tutti gli altri studenti internazionali a Siena, sappiamo che possiamo richiedere al DSU degli aiuti finanziari. Quindi abbiamo preparato tutti i documenti che servivano, ma è venuto fuori un problema burocratico. L’Ambasciata italiana a Teheran ha negato l’approvazione dei nostri documenti, che devono essere approvati da tre strutture amministrative: il Ministero della Giustizia, il Ministero degli Affari esteri e l’Ambasciata italiana. Abbiamo provato a spiegare il problema al DSU diverse volte, sia tramite mail che di persona, e la soluzione ci potrebbe essere dato che la stessa situazione si è presentata in altre regioni ed è stata risolta. Qui purtroppo questo non è accaduto, e tutti gli studenti iraniani del primo anno sono senza borsa di studio. Da quanto ne so questa situazione va avanti dall’agosto del 2020.

M: Purtroppo l’Ambasciata in Iran non ha autorizzato i nostri documenti per il DSU a settembre. Senza una borsa di studio stare qui è difficile, i costi che comprendono le tasse universitarie, la spesa, l’affitto mensile sono alti. 1 euro in Iran equivale a 30,000 rial. Per gli studenti tutto diventa carissimo. 

B: Dal mio punto di vista ci sono due tipi di problemi che gli studenti iraniani si sono trovati ad affrontare. Quelli che vanno avanti da un bel po’ di tempo e quelli più recenti. Il primo problema è che gli studenti non possono aprire un conto bancario senza il permesso di soggiorno, e quindi siamo costretti a dover pagare in contanti i primi 3-5 mesi, e ovviamente il secondo problema che riguarda gli iraniani, quello più devastante, è che il DSU ci ha chiesto di far certificare i nostri documenti, cosa mai successa prima. La conseguenza è che nessuno degli studenti iraniani del primo anno ha ricevuto la borsa di studio.

SR: Ci sono un po’ di problemi per molti dei nuovi studenti internazionali. Dato che veniamo da paesi in via di sviluppo o sottosviluppati diventa difficile poter provvedere ai nostri bisogni primari e finanziari. La borsa di studio del DSU potrebbe migliorare drasticamente la nostra situazione finanziaria, ma dato che l’Ambasciata italiana non approva i nostri documenti già verificati non possiamo riceverla. E’ da circa due anni che va avanti questa situazione. 


Hai provato a confrontarti con qualcuno riguardo questa situazione? Se sì, con chi? E’ cambiato qualcosa?

SM: Sì, abbiamo provato ma niente è cambiato purtroppo. 

M: E’ da settembre che provo a parlare con l’università, il DSU e l’Ambasciata ma nulla è cambiato purtroppo. Come molti di noi sanno, lo stesso problema c’è stato anche nel Lazio ma è stato risolto, perché non in Toscana?

B: Abbiamo mandato un rappresentante degli studenti al DSU e i nostri ambasciatori in Italia hanno fatto del loro meglio per cambiare le cose ma non è servito a nulla. 

SR: I membri delle associazioni studentesche hanno parlato molto con l’università per far accettare i documenti approvati dal consolato iraniano a Roma e Milano, ma ancora non è stato raggiunto un accordo. 


Cosa significa per una studentessa o uno studente straniero vivere a Siena, senza una borsa di studio e durante una pandemia globale? 

SM: Stiamo tutti attraversando una crisi globale e abbiamo una situazione più fragile rispetto al passato. Ma in queste circostanze è ancora più difficile per i Paesi che stanno affrontando una crisi finanziaria, come l’Iran; per non parlare delle famiglie a basso reddito che vivono in questi Paesi. Ora pensate a quale situazione stiano vivendo gli studenti iraniani che vogliono completare la loro formazione qui a Siena. Considerando l’inflazione della moneta qui spendiamo più della metà dei proventi annuali della nostra famiglia, è veramente difficile pagare tutto in Europa. L’ansia e lo stress per tutta questa situazione instabile hanno ostacolato molto i nostri studi. Al momento molti dei miei colleghi iraniani stanno pensando di tornare a casa proprio perchè non possono sostenere le spese. Ma non è il nostro diritto in quanti studenti di studiare qui a Siena? E quale sarebbe la differenza tra noi e altri studenti dell’università, dato che abbiamo tutti i requisiti per la borsa di studio?

M: Da quel che so ce ne vogliamo andare tutti, e consigliamo ad altri iraniani di non venire in Toscana.

B: Qui parlo per me ma devo dire che vivere qui a mie spese è una delle cose più difficili che abbia fatto in tutta la mia vita e tutti i giorni non faccio che pensare “E se finisco i soldi, che faccio?” e questo ha avuto delle conseguenze sui miei studi. Mi sento abbastanza scoraggiato.

SR: Sinceramente senza una borsa di studio soprattutto adesso durante la pandemia tutto è diventato stressante e difficile. Alcuni studenti hanno deciso di lasciare l’Italia, e quindi Siena, per problemi finanziari e non penso sia giusto.  


Dopo tutta questa situazione, se potessi tornare indietro nel tempo sceglieresti ancora Siena come città per completare la tua formazione?

SM: Sinceramente ne dubito considerando il fatto che altre regioni in Italia hanno risolto il problema. Molti di noi sono stati ammessi in altri atenei e se non studiassimo in Toscana avremmo già la nostra borsa di studio. So di alcuni miei amici che stanno facendo l’iscrizione in altre università. 

M: Certo che no.

B: Di certo sceglierei ancora Siena ma vorrei che ci fosse più comprensione per noi studenti.

SR: Certo che sì. Perchè Siena ha tanto da offrire tra persone che sanno accogliere, un ricco patrimonio culturale e i bei paesaggi. Nessuno vorrebbe perdere tutto questo.


Ultime considerazioni. Come ti senti? Avresti un messaggio da lasciare al Rettore o ad altri membri dell’università? 

SM: Mi sento discriminata. E ho delle serie domande a riguardo. Perché alcuni studenti con una situazione simile possono avere il supporto del DSU e altri no? Come mai i nostri colleghi dal Pakistan che non hanno potuto certificare i loro documenti non hanno avuto problemi con il DSU mentre noi sì? Perché altre regioni hanno risolto il problema ma qui non è stato fatto? Noi siamo studenti dell’Università di Siena esattamente come tutti gli altri. Pretendiamo che il DSU e l’università ci trattino di conseguenza.

M: Vorrei solo dire all’università e al DSU di aiutare gli studenti e di interessarsi di più.

B: A dir la verità, ho voglia di mollare tutto e tornare a casa e potrei anche abbandonare gli studi a un certo punto perchè anche se le lezioni ci sono ancora nella modalità online, mi piacerebbe seguirle dal vivo a Siena, perché non era solo il programma quello a cui ero interessato, ma anche la città. Noi studenti iraniani apprezzeremmo molto una tregua da questa situazione dato che alcuni di noi hanno anche pagato tutte quante le tasse. 

SR: Vorrei dire loro di aiutarci a seguire i nostri sogni e i nostri interessi facilitando la nostra situazione finanziaria perché tutti noi abbiamo degli obiettivi per il nostro futuro. 


Quello che emerge è dunque un’intera comunità lasciata completamente a se stessa, che ha scelto Siena come casa dove poter studiare e costruire un futuro lavorativo e che viene di fatto rifiutata dall’azienda il cui acronimo significa diritto allo studio universitario. Il DSU Toscana. 

Ma c’è anche un altro fatto da considerare, un dato che molto probabilmente parla di più a chi applica la logica imprenditoriale alla formazione superiore. La classifica Censis degli atenei statali (edizione 2020/2021) ha piazzato l’Università di Siena al terzo posto tra gli atenei di medie dimensioni, e seconda per internazionalizzazione. Per questa voce in particolare non si considerano solamente i rapporti di scambio attivi, ma anche il numero degli studenti che vengono dall’estero per studiare in Italia. 

In questa intervista la metà degli studenti ha indicato che vorrebbe o si sta muovendo per lasciare l’Università di Siena, se prendiamo questa percentuale come indicatore di un sentimento generale degli studenti internazionale c’è da aspettarsi un notevole slittamento di posizione nelle classifiche dei prossimi anni. E sappiamo tutti troppo bene che in ballo non c’è un banale posizionamento in graduatoria ma un numero di futuri iscritti all’ateneo senese. Attenta unisi.


Alice Fusai

2 thoughts on “L’assurdo caso degli studenti iraniani di unisi bistrattati dal DSU Toscana

  • It’s not only with Iranian students ,also with the Egyptian students we have the problems with DSU .me and my friends had a difficult period In Italy because of this stupid rules .
    When we go to speak with them they speak about it’s rules and they don’t respect and understand our situation where we came from a different country different situation and many documents are required.
    Omg I have a terrible memories with the dsu office , just imagine to come to Egypt and you don’t speak Arabic language and know nothing about where and how you can to find a room or to find a part time job cause you didn’t get the dsu scholarship that it’s already your rights because of some rules .

    • Dear reader
      It’s a truly sad situation, we only talked about the Iranian student community because we have many contacts among them. Knowing that this scholarship problem is shared by so many foreign students only makes it worse.
      we hope to reach the DSU hears with our articles, and to come in handy of all the students!

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