“God rest ye Merry Gentlemen” – le canzoni di Natale più belle!

Dicembre è appena iniziato e l’aria di Natale già inizia a respirarsi in tutti i negozi e le strade della città. Mentre aspettiamo che Michael Bublè emerga dalla sua caverna in tempo per il periodo natalizio, vi siete mai chiesti che cosa si ascoltava prima dei classici più recenti?

Se vi incuriosisce la risposta a questa domanda, continuate a leggere!

Ho pensato di proporvi un brano che è tanto antico quanto solenne e che sfiora il lato più religioso di questa festività di fine anno. Un canto che riesce a coinvolgere anche coloro che non sono particolarmente vicini al lato religioso del Natale, trasmettendo parte di quel potere e di quella misticità che tutti gli antichi brani portano con sé.

Vi propongo dunque God Rest Ye Merry Gentlemen, uno dei più profondi e significativi inni del mondo, in particolare la versione che voglio proporvi è quella dei Clamavi de Profundis.


spartito antico della canzone "god rest ye merry gentlemen"
Bramley e Stainer, Christmas Carols, New and Old, First Series, Longon, approssimativamente 1860.

UN CANTO TRADIZIONALE


Questo tradizionale canto di Natale inglese ha subito nei decenni numerose variazioni all’interno del suo nome, motivo per il quale si può trovare in differenti versioni presso svariati artisti come Ronnie James Dio, Ella Fitzgerald, Simon&Garfunkel e tanti altri.

Il brano è persino citato in un’opera di Charles Dickens, “A Christmas Carol”, dove le note fanno da sfondo alla fuga di un gruppo di cantori di canti natalizi. Un canto nato intorno al XV secolo, pubblicato per la prima volta nel 1823, che da tempo ormai celebra la Nascita di Gesù e che invita coloro che ascoltano a lasciarsi trasportare dalla gioia e dalla felicità che quest’evento regala.

Come anche altre canzoni di Natale, questo poema è stato composto come reazione alla musica del XV secolo. Scritta prevalentemente in latino e caratterizzata da toni tanto cupi quanto severi, la musica dell’epoca lasciava ben poco spazio per la gioia.

Così, alcuni fedeli decisero di creare una propria “musica”, appena fuori dalle mura delle cattedrali e delle chiese, in modo che anche la popolazione potesse essere partecipe dei canti e dello spirito religioso. In questo modo vennero scritti canti e canzoni dai toni più leggeri, piacevoli e alla portata di tutti, nella lingua del popolo, che avrebbero poi costituito le basi di ciò che oggi conosciamo come “Christmas Carols”.


seconda parte dello spartito della canzone

CANTI IN FAMIGLIA


Perché, tra le tante versioni, vi propongo proprio quella dei Clamavi de Profundis? Perchè ho imparato ad apprezzarli ormai da un paio d’anni, da quando questa famiglia ha deciso di produrre musica aprendo un canale Youtube.

Esattamente, sono una famiglia, insieme compongono, editano e suonano la musica che producono. Per coloro che vogliono sostenerli nella loro passione esiste Patreon, dove i fan offrono i loro contributi per le meravigliose opere che ci regalano. Dai canti del Signore degli Anelli a quelli più profondi e religiosi, i Clamavi riescono davvero ad esplorare un universo ampio e portarti con loro.

Clamavi de Profundis si possono trovare su Youtube e su Facebook e da un paio d’anni sono presenti anche su Patreon. Spaziano in canti che vanno da quelli più solenni del periodo natalizio a quelli più complessi della letteratura Tolkeniana.

Le loro voci e lo stile gregoriano che li contraddistingue sono diventati piuttosto famosi nel mondo dell’Internet, per gli appassionati di uno o l’altro mondo. Le canzoni “Christmas Medley” e “We Three Kings” continuano su questa linea profonda e delicata, facendoci addentrare ancora di più nei canti tradizionali.

Date loro un ascolto!



E, se ve lo siete persi, vi rimando all’Articolo “We need a Little Christmas” – di Angela Lansbury, scritto dal nostro Mattia Barana!


Adria J. Necula

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