The Green Place – Antropocene, l’epoca umana

Avete mai sentito parlare di “Antropocene”? Si presenta come una nuova epoca in cui noi, ovvero Homo sapiens, con le nostre attività siamo riusciti ad apportare modifiche territoriali, strutturali e climatiche incidendo sui processi geologici. Oggi parleremo proprio di questo. Antropocene deriva dal greco e unisce Anthropos e Kainos, che significano rispettivamente essere umano e recente.
Sabbie bituminose (Alberta).

Introduzione alla scala dei tempi…

Facendo un cortissimo riassunto possiamo dire che la scala dei tempi geologici rappresenta il modo in cui si suddivide il tempo che è trascorso dalla formazione del nostro Pianeta ad oggi. Dove si posiziona l’Antropocene? Ci sono da fare delle premesse, questa scala è divisa in:

  • Eoni, la categoria superiore. Abbiamo Adeano, Archeano, Proterozoico e Fanerozoico (dove viviamo noi).
  • Ere, come tipo Cenozoico che è la nostra era.
  • Periodi, come il nostro Quaternario.
  • Epoche, ed ecco dove si posizionerebbe il nostro Antropocene.

Partiamo dal principio…

La nostra specie, Homo sapiens, appare per la prima volta fra i 300 e i 200.000 anni fa in Africa da un probabile antenato che, per gli studi condotti, dovrebbe essere Homo heidelbergensis. Ma cosa ci successe poi? Ci spostammo in Europa con due ondate, rispettivamente 80.000 e 50.000 anni fa, per poi conquistare l’intero globo.

Ma cosa effettivamente ci portò ad essere la specie suprema (concetto di per sé antropocentrico)? Noi sviluppammo un cervello molto più grande che ci permise di arrivare a cambiare la nostra posizione ecologica all’interno della rete trofica globale per poi divenire quello che siamo oggi; dei Super-Predatori.

Iniziammo, fra tutte le altre innovazioni, a gestire il fuoco; un passo fondamentale che ci aiutò a consumare molti più cibi di quelli che erano possibili prima della sua scoperta ottenendo anche più energia dagli stessi. Il fuoco, quindi, alzò l’asticella della densità di popolazione del sapiens.

L’estinzione della Mega-Fauna (Es. Mammut)…

Questa viene datata a circa 50.000 anni fa, prima della fine dell’ultima glaciazione. Proprio quando il sapiens fece la sua seconda passeggiata fuori dall’Africa, coincidenze? Forse. Molti studiosi sostengono che ci eravamo evoluti così tanto, grazie al fuoco, al cervello più grande e alla nostra importantissima cultura cumulativa (passaggio di informazioni di generazione in generazione) che diventammo letteralmente una macchina da caccia. L’estinzione della mega fauna sembra che abbia portato a uno sconvolgimento degli ecosistemi tale da creare delle ripercussioni sulle altre reti trofiche, con una specie di “Cascata Trofica”, in cui un evento di estinzione ne causa altrettanti.

Quindi, eravamo e siamo tuttora, degli esseri ultra-competitivi che hanno sempre creato “scompiglio” nel Pianeta.

Una ricostruzione di alcune specie della Mega-Fauna di quei tempi (a destra vedete il Rinoceronte lanoso).

Un altro passo importante fu l’agricoltura…

Sviluppata all’incirca 10.000 anni fa, dopo l’ultima glaciazione di Würm, in diversi spot nel Pianeta. Questa ebbe diversi centri di partenza per poi andare ad essere utilizzata sull’intero globo. Con l’avvento dell’agricoltura però, si cominciò a modificare volontariamente gli ecosistemi per far sì che questi potessero fornirci il sostentamento di cui avevamo bisogno. Quindi, un altro duro colpo agli stessi ecosistemi colpiti duramente dall’estinzione della Mega-Fauna.

Cosa accadde poi?

Beh, il salto di tempo è molto lungo. Homo sapiens si sviluppò moltissimo, ma un passo decisamente fondamentale per la nostra storia e per la storia della Terra fu la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo (che in realtà pensava fossero le Indie, e quindi dovremmo ringraziare Amerigo Vespucci, ma dettagli).

Scoperte le Americhe iniziò quel commercio che oggi potremmo definire globalizzato con scambi transoceanici e il trasporto di specie su tutto il Pianeta. Eh sì, perché con la scoperta delle Americhe arrivarono in Europa mais, pomodori e patate per dare esempi lampanti; ma iniziò anche uno scambio continentale involontario di specie che si ritrovavano a “strappare” un passaggio alle navi scendendo poi nei loro nuovi habitat.

La globalizzazione della diversità.

Ma ecco lo scacco matto, la rivoluzione energetica dei combustibili fossili!

La “nostra” rivoluzione, anche se per vedere il suo inizio dobbiamo andare indietro di circa 300 anni. L’utilizzo del carbone come fonte energetica, che tuttora detiene il primato in molti paesi in via di sviluppo e in alcuni industrializzati, portò Homo sapiens a una nuova svolta; da agricoltore-allevatore ad industriale.

L’arrivo poi del petrolio e, ultimo ma non meno importante, gas naturale ha portato l’uomo a distaccarsi dalla natura che lo circonda aumentando la propria densità a livelli mai visti per una singola specie in 4.5 miliardi di anni.

L’aumento dei gas serra, soprattutto la CO2, non basta a sostenere la tesi dell’Antropocene. E in effetti, i geologi, hanno individuato una firma più precisa… I radionuclidi.

Esempio di Centrale elettrica.

La bomba di Alamogordo

Tanti, se non tutti, si ricorderanno bene della bomba di Hiroshima e Nagasaki, ma pochi sanno della prima vera e propria bomba nucleare; fatta esplodere in quel di Alamogordo, Nuovo Messico, il 16/07/1945 alle 5:29. Da quel giorno ad oggi sono poi esplosi 2.421 ordigni nucleari che hanno rilasciato in aria, acqua e suolo dei radionuclidi artificiali che sarebbero assenti in natura.

Ecco, questa potrebbe essere la firma che da inizio alla nostra epoca, perché questi radionuclidi si trovano su tutta la superficie terrestre. Questi danno una firma indiscutibile della potenza che abbiamo nelle nostre mani.

Storia dello studio dell’Antropocene…

Perché non si è iniziato a parlarne solo negli ultimi anni o nell’ultimo secolo, già precedentemente ci sono stati molti scienziati e studiosi che hanno definito quest’ultima epoca influenzata dall’Homo sapiens.

Si parte con il geologo gallese Thomas Jenkyn che nel 1854 discute l’influenza delle bonifiche, della deforestazione, modifica dei corsi d’acqua e considera queste azioni importanti per il futuro studio della geologia. Lui sostiene che le testimonianze di ossa umane, animali domestici, rapide estinzioni di specie e impatti di modifiche della superficie terrestre registreranno chiaramente la nostra influenza.

Jenkyn è seguito dal geologo italiano Antonio Stoppani, che nel 1873 scrive nel suo testo, Corso di Geologia, al capitolo “Il primo periodo dell’era antropozoica”: è in questo senso precisamente che io non dubito di proclamare l’era antropozoica.

Il clamore intorno alla quasi proclamazione di questa era antropozoica si spegne contro il muro di Lyell (noto geologo) che conia il termine di “Olocene” (tutto recente) e l’antropocene finisce nel dimenticatoio per almeno un centinaio di anni fin quando Eugene Stoermer, noto biologo, non lo ripropone negli anni ’80.

Ed è qui che la discussione entra nel vivo perché lui, insieme al Nobel per la Chimica Paul Crutzen (morto il 28 gennaio 2021), lo ripropongono ufficialmente negli anni 2000.

Diga delle Tre Gole (Cina).

Cosa succede ora?

La commissione internazionale di stratigrafia ha creato un gruppo di lavoro, proprio per studiare questa nuova proposta di un’epoca umana, nel 2009 e chiamato AWG (Anthropocene working group). Questo gruppo ha oncluso il suo lavoro nel 2019 con un riscontro positivo ed ha presentato ufficialmente tutto il lavoro alla commissione quest’anno.

Ma, quindi, quando inizia l’Antropocene?

Io, personalmente, vi ho descritto i primi passi dell’uomo su questo mondo perché sono un sostenitore, non lo nego, della sostituzione totale del termine “Olocene” (epoca in cui viviamo attualmente). L’inizio dell’Olocene è segnato da un cambiamento climatico, l’inizio del nostro periodo interglaciale, ma di oscillazioni climatiche nel Quaternario (il nostro periodo, vedete il primo paragrafo) ce ne sono state diverse, quindi, perché questa dovrebbe essere differente e segnare l’inizio di una nuova epoca?

L’uomo ha condizionato l’Olocene in tutto e per tutto come abbiamo visto, perché questo inizia circa 10.000 anni fa, quindi perché non andare a rinominare questa epoca?

Per voi, è giusto che si proclami una nuova epoca? L’uomo ha davvero inciso così tanto sulla storia della Terra da “aver diritto ad avere” una propria epoca? Dovremmo rinominare interamente l’Olocene?


Sebastiano Renzetti

Link e documentari utili:

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