1968-2018: Cosa cambiò allora, cosa sta cambiando oggi

Incontro/dibattito sul rapporto tra giovani e politica



Introduce Gianni Silei, professore di Storia Sociale e di Contemporary European History.
Partecipano: Sandro Angiolini, Giuseppe Battista, Alessandro Cannamela, Gabriele Usberti.


Ieri pomeriggio, 7 dicembre, presso il Complesso Didattico Mattioli si sono riuniti un gruppo di conoscenti per discutere del rapporto fra giovani e politica. A quanto emerso durante l’incontro, Sandro Angiolini ha riunito i suoi amici per cercare di creare un momento di riflessione su di un tema particolarmente importante, soprattutto in un contesto di attualità caratterizzato da generale immobilismo (eccezioni a parte).

Il vuoto nella stanza

L’atmosfera dell’aula vuota rappresenta sempre un nodo in gola per chi partecipa, specialmente visti gli esiti del dibattito. Tra gli spettatori eravamo in tutto circa una decina, tra cui un paio di studenti. Ad aprire il dibattito è stata una successione di presentazioni e di esperienze singole non indifferente che, però, già lasciava trapelare la direzione verso cui il dibattito si stava indirizzando.

La nostalgia della memoria, il peso dell’assenza

La varietà delle memorie degli intervistati rispetto all’anno (o meglio anni) in oggetto, insieme all’introduzione di Sileni sul periodo, ha posto le basi per un confronto di tipo nostalgico. Atmosfera rotta, in conclusione, dall’intervento di Alessandro Cannamela: laureato nel 2011 presso l’Università di Siena, ci ha riportato la sue esperienza del movimento studentesco del 2000. Sul momento sono stata investita da una sensazione accogliente, come se stessi partecipando a uno dei revival a casa di parenti. Non si tratta di una critica verso l’evento e i suoi partecipanti, o meglio non del tutto: come si poteva sviluppare un confronto nel momento in cui mancavano gli interlocutori dall’altra parte?

Alcune domande per noi studenti

Sono state poste delle domande verso gli spettatori, che tengo a riportare come riflessione mancata: ci ricordiamo e apprezziamo il prodotto delle mobilitazioni di massa del ’68? La motivazione che spinse a tali risultati e la sensazione connessa può essere ancora vissuta? E io aggiungo: sarebbe possibile oggi una cooperazione tra studenti e lavoratori?


Ludovica Carlini.

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