Sanremo 2019: la seconda serata, minuto per minuto

20:50 – Tatatatata tatata tataaaaaan

Inizia! Tre minuti di ritardo e io ho rischiato di morire strangolata dagli spaghetti per posizionarmi davanti alla tastiera per poi vedere loro prendersela con comodo.

Diamo inizio al concerto di Baglioni!!! Ah no… è il festival di Sanremo.
Scende il dirottatore artistico da quell’oscena impalcatura per imbianchini messa al posto del classico trionfale scalone dell’Ariston, che è più simbolico dei fiori. Ma giustamente nella 69esima edizione non hanno messo né l’uno né gli altri. Chissà se per la 70esima toglieranno pure il palco.

Meme esplicativo

Attenzione: uomini incappucciati si muovono intorno a Claudione come le iene del Re Leone.

Aiuto, si spogliano. Ecco che escono dai loro petti i fiori di cui avevo giusto prima accusato la mancanza. Ora li lanciano come bombe (palese riferimento a Banksy?). Citando Mattia: avanguardia.

Coretti da stadio a non finire. Claudione è soddisfatto, la tappa a Sanremo del suo tour è andata come si aspettava. Ma shhh, serietà: si è finalmente ricordato che è lì per condurre il festival e via che riattacca il pippone sull’armonia e lo yin e lo yang e Bisio e la Raffaele… Ue ma è bellissima!!!Finalmente le hanno ridato i 30 anni che ha e non i 60 di ieri dove sembrava che il finto botulino che usa solitamente per fare le imitazioni le fosse rimasto addosso.

Claudione e Claudiano, si litigano le giacche. Baglioni vuole convincerci, con umiltà, di non aver ancora finito di pagare la giacca, quando sappiamo che si è comprato lo stilista e la casa di moda.

Ah fantastico, quest’anno Sanremo ha registrato il 3 per cento di ascolti tra gli italiani ma siamo stati trending topic tra i norvegesi! Wow, utile quest’informazione. Virginia traduce in cinese il regolamento del festival: la Norvegia non ci basta, vogliamo conquistare il cuore degli asiatici con il nostro festival del trash!

I tre della famiglia Addams sono più sciolti che mai stasera, ma io non capisco perché Baglioni voglia ogni tre due uscire con una freddura che fa raggelare tutti, Virginia e Bisio compresi perché è palese che non faccia parte del copione. Ue Bisio! Io lo so cosa significa “vecchio scarpone”! Come credi che mamma mi convincesse a camminare in montagna a 5 anni???

21:06 – Da Pechino a Sanremo… E daje con sti cinesi!

Serata numero due e steccata numero due del caro Achille Lauro, con il quale ce l’ho ancora per aver rovinato, insieme al suo compare (quel tizio con la cagata gialla in testa che suona la chitarra dietro di lui), l’edizione 2017 di Pechino Express.

Che sia la parodia fatta malissimo di Vasco Rossi lo abbiamo già detto, ma io non so cosa altro aggiungere a parte il fatto che questi tatuaggi in faccia alla Young Signorino lo fanno sembrare un prigioniero di guerra.

21:10 – Einar e le parole nuove… ma dove?

L’affascinante giovane si presenza con uno spezzato dai toni arabeggianti che lo rendono subito principe d’Egitto.

Canzone superficialotta, leggera, cuore/sole/amore. Sembrerà una critica e invece non lo è: è tutto ciò che ci vuole per vincere Sanremo. Cosa ne penso del pezzo? Beh… diciamo che è un bel ragazzo.

21:14 – Fiorivi, sfiorivano le viole e Bisio fa una sviolinata al dittatore.

Bisio dà del poeta a Baglioni; quest’ultimo sa benissimo di non esserlo visto che le sue canzoni sono una ripetizione delle stesse parole usate da Einar poco prima, ma ovviamente non può perdere l’occasione per pavoneggiarsi ancora un po’. Quindi inizia a filosofeggiare a caso, sparando sostantivi in versi. Bisio, lo guarda ammirato, dopodiché inizia a fare puzzette con la bocca e, aiutato dal compare, improvvisamente Sanremo diventa il festival di Sbrodolina. Non ho ben capito la connessione tra le due cose, ma credo sia perché Bisio ha voluto notare che tra i testi di Baglioni non c’è mai un punto o una virgola e quindi, con un suono tipo emoticon su Facebook, decide di “punteggiare” le canzoni di Baglioni. La verità è che è una sofisticatissima trovata per poter cantare l’ennesima canzone di Baglioni senza che sembri il concerto di Baglioni (ah no? E perché? Che sarebbe?).

Ed eccoci con “Tu come stai?”. Tu come viviiiii… Io mi sto seriamente dispiacendo per i cameraman che si ritroveranno lo schermo della telecamera piena di cicchi sparati da questi due. Ehi ma piove? Ah no, è la bava che cola dallo schermo. Mah.

21:27 – (Il) Volo a letto

Il trio de Il Volo non collabora con la stesura di quest’articolo dal momento in cui mi sono dovuta alzare per abbassare il volume delle casse.

Vestiti come quando vado a buttare la spazzatura, ovvero con il giubbino sopra al pigiama, irrompono con il loro vocione sul palco e scaldano il pubblico. Italia: quel paese dove arrivano i rapper e tutti sbadigliano, ma con tre tenori tutti s’alzano e si sentono carichi come quando canti le canzoni di Mulan sotto la doccia.

Conflitto d’interessi: ci viene svelato che tutti i membri dell’orchestra dell’Ariston sono i chitarristi, bassisti, batteristi di Baglioni che si è direttamente portato da casa. Il prossimo anno famolo a casa di Baglioni Sanremo allora!

21:35 – Colpo di scena: per la prima volta nella storia Pippa è vestita decentemente

Con questa canzone che pare la sigla di Un medico in famiglia, Arisa, pur cannando in pieno l’attacco, ha già vinto tutto.

Palesemente in ritardo sul pezzo, tra un silenzio, una partenza sbagliata e l’altra mi viene dato il tempo di alzare lo sguardo dalla tastiera e vedere che questo vestito sembra sì un po’ un sacchetto (con tanto di cordino che scende dai fianchi per chiuderlo quando è troppo pieno), però la fa sembrare una persona quasi normale, il che è un lavoro più che egregio per un semplice pezzo di stoffa.

Nonostante sia probabilmente la sua peggior performance di sempre (colpa delle cuffie ritardate?), si conquista un posto nel podio. E capiamo anche perché, visto il mezzo limone mancato che si scambia con Bisio alla consegna dei fiori.

E alla richiesta di quest’ultimo se vogliamo sapere cosa succede dietro al backstage, il pubblico lancia urletti disgustati: Bisio, se te la fai con Arisa non vogliamo sapere, davvero!

Bisio ci informa di aver ricevuto un tweet dalla sintassi grammaticale decisamente discutibile: “Non guardiamo Sanremo perché gli italiani siamo razzisti e boicottiamo i parassiti”. La verità è che questo è il primo messaggio ufficiale da un asiatico che si è riuscito a connettere alla Rai. La conquista è alle porte!

21:43 – Fiorella Mannoia, la 25esima concorrente del Festival di Sanremo

Annunciata come un qualsiasi partecipante del Festival, tanto che mi son chiesta tre volte dove me la fossi persa ieri sera, arriva la rossa per eccellenza a prendersi la rivincita dopo che questo palco l’ha vista declassata al secondo posto battuta dalla scimmianudaballa.

Perchè la vera vittoria di Sanremo non sta nel classificarsi al primo posto, bensì nel riuscire a farti invitare tutti gli anni come ospite speciale. Tipo Giorgia, che dopo aver fatto tre edizioni da concorrente ha deciso di vivere di rendita e farsi invitare a oltranza annualmente, portando, tra l’altro, sempre la stessa canzone così che la fatica non sia mai troppa.

Claudione ci racconta la storia della vacca Vittoria, facendoci scoprire che in un universo parallelo quest’oggi non avremmo mai potuto conoscere i due big della musica italiana qui presenti per un semplice fatto: da ragazzetti, Baglioni ha prestato un cavallo alla Fiorella che è stata disarcionata cadendo rovinosamente a terra. Con una Mannoia all’altro mondo e un Baglioni galeotto chissà chi avrebbe condotto la 69esima edizione. Cantano una canzone della Mannoia (meh, Baglioni, quanta umiltà!! cos’è hai finito il tuo repertorio?) e concludono con una pseudo richiesta (e non proposta, attenzione) della rossa di essere sposata dal Claudione che fa finta di niente e lancia la pubblicità. Mona! Una così che ti fa la fila non la trovi più.

22:00 – Laura/ se telefonando/ sono pronto/ non c’è/ l’amore/ io dovessi dirti addio.

Se potessi fare una sola domanda all’eccelsa giuria dell’Ariston questa sarebbe: l’autoplagio è consentito?No perché la lezione su “il ritornello degli altri non si può copiare”, dopo l’anno scorso, ci è chiarissima. Ma fare un collage delle parole di una tua vecchia canzone, modificandone l’ordine ma usando la stessa base, evidentemente va benissimo. Ed è pure stra richiesto visto il trio Nek, Renga e Turci che non sanno fare altro.

Vi siete mai chiesti, guardando le televendite alla tv, se qualcuno compri mai i prodotti sponsorizzati? Ebbene, Sanremo lo fa. E li regala tutti a Claudione: una poltrona massaggiante, un metronomo, una sedia a rotelle, una stampella, un lettino d’ospedale e se continuano a chiamargliela così al nostro Claudio, a fine festival, regalano pure la tomba.

Ora io non voglio essere di cattivo gusto, ma Baglioni su quella poltrona troppo bassa per il piano è la copia sputata di Stephen Hawking. Scusate vado a dire dieci Ave Maria e ritiro questa battuta di cattivo gusto… Ma nooooo!! Sono stata così cattiva che è arrivato Dio in persona: Pippo Baudo!

Più invecchia, più si allarga, più assomiglia a Giovanni Rana. Col papillon che gli stringe la carotide accentuando il balletto che le guance mosce già fanno da sole, Pippone agguanta la Virginia e se la porta via, mentre Baglioni gli urla dietro “maledetto pennelloneeee”.

Inizio a pensare che la Rai dovrebbe mettere il “vietato ai minori” prima della sigla.

22:15 – Vivo Rancore e Argento Silvestri.

Con il batterista che sembra Panariello, questo duo (peraltro non annunciato) otterrà di certo un posto sul podio. Non annunciato perché Daniele Silvestri fa il bello che partecipa come solista e poi si porta dietro un rapper. E allora dillo che siete un duo. Eh no Chiara, ti pare, così se vinco il premio i soldi me li tengo tutti io, tipo come fa la tua datrice al tirocinio che ti fa scrivere le relazioni e poi le firma con il suo nome.

Dai Rancore, non portare rancore…

Una notizia brutta e una bella. Quella bellaaa urlano dal pubblico. Claudiano ci beffa dicendoci che la Hunziker sta male e non può venire come ospite speciale. Fanno pure il collegamento telefonico per farci credere che sia vero, tanto per rievocare la voce da trans della Pausini che lo scorso anno allo stesso telefono ci dava forfait.

Solo ora realizzo: se viene davvero possono fare lo stacchetto di Zelig, quello in cui lui fa il figo pelato e lei viene lanciata per aria al ritmo del chachacha!

Ma infatti eccola qua, Bisio resta a bocca aperta. Pure io. Pure io per lo schifo di vestito che si ritrova addosso la svizzera: un paio di pantaloni neri sormontati da una gonna a tulipano stile Barbie Mariposa lucida come la testa di Bisio.

Persino il violinista si è stranito

Perchè la fanno sempre cantare sta donna? È l’unica qualità che non ha, vi prego abbiate pietà per lei, per voi, per noi. Ma eccolo lo stacchetto che vi dicevo! Altro chè Favino e Despacito, Bisio oltre ad essere un vero maestro di tip tap, per chi non lo sapesse, è anche un tanghero della madonna.

In conclusione, i modi di dire insegnano sempre: come la figlia del calzolaio ha le scarpe bucate, così la signora Trussardi non indossa mai ombra di gioielli. Sad story.

22:35 – Il bacio di Giuda

Hunziker e Raffaele, le due donne più ironiche del paese italiano, annunciano il prossimo cantante. Ma solo io noto un certo schifio da parte della bionda nel baciare la nuova reginetta dell’Ariston?? Eddaje Michelle, meno melanconica!

22:38 – W gli Ex nel vero senso della parola

La band genovese ci canta un amore nel mezzo: ovvero quella fase che sta tra il “puccipucci sei l’amore della mia vita” e il “tesoro, ecco le carte per il divorzio”. Più o meno quando scopri che lei non sa schiacciare il tubetto del dentifricio e lui continua ad appoggiare il bicchiere bagnato sul tavolino di vetro senza metterci una salvietta sotto. E ti convinci che siano solo dei piccoli difetti, ma gli Ex Otago con sta canzone del cavolo, smelensa da far raccapezzare, ci fanno rinsavire: Ex è meglio.

Breve storia triste: Bisio inciampa sulla Raffaele che inciampa su Baglioni. Tutti morti.

Eh, magari. Invece ci tocca sorbirci da capo lo stacchetto della famiglia Addams. Allora, cercherò di essere gentile: come ve lo spiego? L’autoironia è il dono più grande che qualcuno possa avere, ma la pedanteria è solo una bruttissima parola che ci fa rima.

22:45 – Mengoni e Ed Sheeran

Beh, al toto ospiti speciali l’avevano detto che ci sarebbe stato Ed Sheeran, ma se non ve lo potete permettere non serve che ci piazzate la brutta copia sul palco. Però canta bene il giovane rossiccio, accompagnato dal nostro talento tutto italiano che ha fatto sua l’aria da teppistello, con quei pantaloni di dieci taglie in più che lo fanno sembrare un bambino che si prova i vestiti del babbo.

Tom Walker, ci dicono si chiami, estasiato come un giapponese di fronte al Colosseo, si redime solo quando Mengoni attacca con una chiacchiera dall’accento mielosamente british che, aggiunto alle lacrime che gli stanno uscendo dagli occhi, lo rende così maledettamente gayo. Sia chiaro: maledettamente perché lo volevamo noi.

Baglioni, più umile che mai, canta l’Essenziale insieme a Marco, il quale alla fine ha il coraggio di dire “sai, Sanremo mi ha cambiato, mi ha dato una sterzata”. Ah si? Maddai, ecco perché non ho trovato il tuo curriculum tra gli archivi del McDonald’s.

Intonano Emozioni di Battisti: sarà l’atmosfera, le luci, quel che volete voi, ma si guardano in un modo che fra un po’ scatta il limone duro e vi giuro che sarebbe la top mossa per portare lo share al 177798329034202992%. Come suggerisce la Media Manager “ci hanno stuprato Battisti”. Nel vero senso della parola.

23:05 – Digievolveeee… Ghemon!!

Okay, questa battuta l’avevo già fatta l’anno scorso. Ma è solo grazie a ciò se ho ricordato di aver già visto questo tizio da qualche parte. Quando Mattia nello scorso articolo sottolineava la somiglianza con Tonio Cartonio ci vedeva lungo: stasera indossa pure gli stivali da folletto bibitiere.

“Rose viola” è il perfetto mix tra “sfiorivano le viole” di Rino Gaetano,“sbocciavan le viole” di De Andrè e “rose rosse per te” di Ranieri. Ho capito che siamo a Sanremo, però…!

23:10 – Ehi Puffetta, puzzi!

Torna la Bertè ma sembra non essersene mai andata. Il look da barbona con i capelli swag è lo specchio della sua condizione: così poraccia da non potersi permettere un altro vestito. E così si ripresenta con l’abito della prima sera (pure la borsetta c’è ancora). Chissà cosa contiene. Secondo me se la apre esce un bagliore fatato, bagliore che servirà alla Rai per offuscare la nostra vista quando davvero finirà col farcela vedere se si alza un altro po’ la gonna. Bollino rosso!!!

Ecco. I poverini in prima fila hanno visto tutto: si è inchinata alzando la gonna e allargando le gambe. Chissà se ce l’ha blu anche quella.

23:15 – Paola Morissette

La Turci con questo outfit e i capelli alla Alanis sembra ringiovanita di vent’anni. Però mi sento di dire una cosa e so che il pubblico da casa apprezzerà: presentarsi con lo stesso modello di abito di un colore diverso per ogni serata è una cosa che si può permettere solo la Vanoni. Quindi, Paola, torna a casa.

23:21 – Virginia Callas

Baglioni ci tiene a precisare che quest’anno il festival vuole dare spazio anche all’opera. E non lo avevamo mica capito sai? Tre tenori, Bocelli, il figlio di Bocelli…

La nostra nuova Dea

Ma finalmente vestono bene la Raffaele, che tenta la lirica: giuro che se le riesce pure questa io non ho più ragioni per vivere. Le creature perfette esistono, maledizione, e la TV si diverte pure a sbattercele davanti. Fischia pure che manco il passerotto di Baglioni ci riesce. Va bene basta, questo è prendersi gioco dei figli disgraziati di Dio che siamo noi.

23:34 – Speranze tradite dai pipponi

Mancano solo due cantanti. Cosa??? Oddio sì, forse potrò andare a dormire! Dove sta il tranello? In Pippo che torna per farci il pippone sulla politica?

Dopo un abbraccio tra pelatoni, eccoli. I Negrita stanno bene. E direi che sono pure in gran forma. Con questo look un po’ freak, il frontman cattura la nostra attenzione con il suo charm e lo fa per non farci notare che hanno cambiato formazione senza dircelo, perché è palese che il bassista abbia 16 anni o poco più. Inoltre sono pure aumentati: improvvisamente anche l’orchestra fa parte della band visto che sono minimo in otto. Pure Mick Jagger a petto nudo alla chitarra… insomma, famoli vincere.

23:42 – Shade Mosca e Vespa Carta

I due giovani sembrano usciti da Zeta la formica, l’uno con gli occhiali da calabrone e l’altra con le righe da ape regina. Vorrei farvi notare che Federica Carta (questo gran nome della musica italiana che io mi chiedo com’è che non sia tra i miei artisti preferiti di Spotify) ha il coraggio di presentarsi al festival per ben due serate con i capelli unti. E allora, tra vestiti riutilizzati e capelli sporchi, questo non è il festival dell’armonia, bensì della zozzeria.

Mentre ci fanno riascoltare gli spezzoni delle canzoni della serata, mi rendo conto che io sono sempre così poco politically correct e che commento sempre tutto, tranne le canzoni. Prometto che mi rifaccio con la classifica.

23:50 – Oh no

Le song sono finite, ma alla Virgi cambiano l’abito, il che mi fa venire il sospetto che la serata non sia finita e che io debba stare sveglia per altre due ore.

Ecco là, infatti. Cocciante dopo la pubblicità. È giunta la mia fine.

23:56 – OH NO

Pippo. No davvero. Io dicevo per scherzare. E invece, no. È tornato Pippo.

E tanto per peggiorare la situa, chiama sul palco il dirottatore per cantare la sua Piccola Grande Amore. Sia mai che ci fossimo scordati la sua voce. Nel frattempo ci svelano l’archè: a quanto pare la Patty ieri è partita tardi a cantare perché il pianista (proprio quello tra i 24 che hanno, uno per cantante) era andato a far pipì. Grazie, ora posso dormire sonni tranquilli. Ah no, ancora Claudio non ha cantato.

Il riassunto del concerto di Baglioni di Sanremo

La platea è in visibilio, il cameraman inquadra una giovane coppietta proprio nel momento in cui, guardandosi teneramente negli occhi, intonano “non sono sicuro se ti amo davvero”. Ehi, chi glielo dice che non è la frase giusta da dirsi in quel modo?

00:06 – Chi so sti farabutti?

Entrano due terruncelli a far botte e dire parolacce. “Gli immigrati eravamo noi mediterranei”. Io ve l’avevo detto che il pippone sulla politica bisognava farlo. E stasera non ne sbaglio una.

Continuano a dire freddure, ma qualcuno mi dice chi sono? Ho chiesto l’aiuto da casa al buon Mattia: sono quelli di Emigratis.

00:30 – Barriere linguistiche

Cos’è successo nel frattempo? Dovete chiederlo a qualcun altro: io da buona veneta non ho capito una battuta che sia una. Da casa mi dicono che hanno fatto ridere assai.

00:35 – (S)Cocciante

Posso andare a nanna? Ah, no. Cocciante. È normale che me lo scordo se lo annunci due ore e quattro ospiti prima…

Arriva più basso che mai ma fortunatamente è seduto. Leggenda narra che i palchi li abbiano inventati dopo che Cocciante ha iniziato ad esibirsi. Si porta con sé Giò di Tonno ed è subito 2008 con Lola Ponce e “Che Dio ci fulmini” (chi dimentica è complice). Nel frattempo, il palco si riempie di bei fustoni che cantano insieme a Riccardo: solo a me pare sempre più una donna rifatta con la permanente?

Entra Baglioni con un pianoforte bianco, che insieme a quello nero di Cocciante fanno lo yin e lo yang e dopo le prime tre note parte l’immancabile Margherita. E niente chapeau, miglior conclusione di sempre.

Ho parlato troppo presto. Dopo 150 anni che Cocciante canta questa stramaledetta canzone si scorda le parole. Baglioni, che sia mai non l’abbia mai sentita, non lo aiuta manco per scherzo. Armonia.

Riccardino a fine performance cerca di rimediare alla figuraccia, intonando i versi mancanti e facendo cantare pubblico, orchestra, conduttori, noi a casa. Sì, bello, bellissimo, ma basta, dateci un taglio.

00:51 – Stop al Televoto!

Momento lacrimuccia: Bisio ci ricorda che 50 anni fa Battisti presentava sul palco dell’Ariston Un’avventura. Entrano Laura Chiatti (immancabile quanto Pippo Baudo) e…? Boh, uno stonatissimo che sembra la brutta copia di Scamarcio. Smettetela di stuprarmi il mio Lucio.

00:56 – La scala non c’è ma hanno messo un’altalena!

Viene annunciato il dopofestival da una bionda con la paresi alla bocca, nel senso che emette suoni ma non muove la mandibola. Magia.

Momento serietà: viene assegnato il premio Pino Daniele dalle figliole di quest’ultimo. Ma a chi?

1:01 – Classificaaa

Rossa: Nek (il pubblico lancia urla di disapprovazione, io invece approvo eccome), Negrita (peccato, dev’essere il caos creato dai 15 componenti), Einar (essere belli non basta), Federica Carta e Shade (non serve commentare).

Gialla: Ex Otago (anche troppo), Il Volo (il loro successo allora così non è scontato), Ghemon (ehm…), Paola Turci (onesto).

Blu: Arisa (per me può anche vincere), Achille Lauro (si vede che non ci sono più gli ottantenni di una volta a votare), Daniele Silvestri (ma Rancore?), Loredana Bertè (eh… se se la alza un altro po’ vince pure il festival).

1:04 – Ci scusiamo per il disagio

Linea al Dopofestival con soli 20 minuti di ritardo, ma suvvia cosa sarà mai!


Vi lascio per le prossime serate nella mani del vero fan con la F maiuscola di Sanremo: Leonardo! Buonanotte, anzi buongiorno.


Chiara Bellemo.

fonte delle foto

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