Che cosa è successo in Sicilia? I 15 giorni da global-warming dell’isola

Che cosa è successo in Sicilia? Medicane, tra foto, pillole scientifiche, analisi e global-warming che ha sconvolto la Sicilia.

L’inzio del tutto – 24 Ottobre 2021

Rischio idrogeologico nell’isola: la Protezione Civile Nazionale ha emanato nel mattino del 24 Ottobre un bollettino agli organi competenti e alla popolazione siciliana.

Un rischio idrogeologico i cui danni causati dalla intense piogge in luoghi definiti “ fragili” ricchi di fiumi, colline, montagne può risultare un problema in condizioni meteo alquanto avverse.

La probabilità di propagazione di “bombe d’acqua” nel territorio, secondo l’allerta arancione, dal primo pomeriggio alle prossime 24 h in tutto il territorio è concreto.

https://twitter.com/DrpcSicilia/status/1452216580285337600?t=O-FucRXU78mdaJ7TwGSy9g&s=19

Catania è in ginocchio

250 millimetri d’acqua, 2 morti, decine di salvataggi dalle auto bloccate nella morsa del ciclone, circa 260 gli interventi dei Vigili del Fuoco con mezzi fluviali e non.

Il cuore della città in ginocchio tra blackout e una pesante inondazione… l’immagine che si presenta è devastante.

Il sindaco di Catania, annuncia:

“In una giornata è caduta la quantità di pioggia che solitamente cade in un anno intero. Situazione drammatica, ma ci rialzeremo!”.

 

https://twitter.com/TeresaBellanova/status/1453016268974473218?t=9PZ850T57VNxTAB9LPT3Pg&s=19
Il tweet del viceministro della mobilità green e infrastrutture Bellanova

Un’emergenza che colpisce tutti!

Dopo Catania, l’emergenza si sposta nel corso dei giorni per tutta la Regione. Il Presidente della Regione Siciliana dichiara: “Faremo tutto ciò che è necessario”.

La regione è stremata: il clima alterna nel territorio giornate intense di pioggia a sprazzi di sole surreali. I giovani siciliani comunicano attraverso i propri canali social:

“ La nostra terra sembra improvvisamente cambiata, non si era mai vista una pioggia così incessante negli anni. Abbiamo visto in TV negli anni piogge monsoniche che creavano pesanti alluvioni nel sud-est Asiatico: questa realtà adesso, la si vede dal terrazzo di casa!”.

L’emergenza climatica in Sicilia sembra non cessare: novembre vede coinvolte le provincie di Trapani, Ragusa, Agrigento e Palermo con fiumi di piccola portata per gran parte dell’anno.

Cosa ha scatenato il tutto?

Secondo gli esperti, la colpa sarebbe da attribuire al “Medicane” (MEDIterranean hurriCANE “uragano mediterraneo”), un ciclone tropicale simile per livello di pericolo, se pur con minore intensità, ai grandi cicloni che caratterizzano il clima delle Fillippine.

Questo fenomeno, ritenuto anomalo, risulta ormai quasi una prassi per le terre bagnate del Mediterraneo.

Un mare, caratterizzato a causa delle attività produttive dell’uomo, da una temperatura pari o superiore ai 26°C. Temperatura molto alta che si mantiene costante anche in pieno inverno, portando inevitabilmente alla formazione di questi mini cicloni instabili, senza alcun preavviso.

Basta un incontro tra le correnti fredde della stagione si con l’aria calda del suolo terrestre che attraversa, per dare vita a una vera e propria bomba d’acqua.

Come riconoscere un Medicane?

Ragusa, 16 Novembre 2021.

Similmente alle zone tropicali, questi uragani mediterranei, si caratterizzano morfologicamente per una struttura a spirale di nubi, molto ben definite e consistenti.

Essi sono accompagnati nella loro propagazione da forti precipitazioni che toccano punte di 500 millimetri e venti che viaggiano a una velocità di 120 km/h. Secondo i dati forniti dai centri meteo, un medicane ha una durata complessiva di circa 3 giorni e si può estendere su un’area di massimo 150 km.

Questo particolare fenomeno si origina in zone dove le alte temperature rimangono costanti per mesi, come è accaduto proprio in Sicilia, nel corso della scorsa estate: a 60 km da Catania ( il centro del recente Medicane) si è registrata la temperatura record in Europa di 48,8 °C nella città di Floridia.

Perchè l’uomo ha le sue colpe.

Il Centro Europeo sui Cambiamenti Climatici, annuncia che nella nostra Penisola negli ultimi 40 anni, la temperatura del Mar Mediterraneo è aumentata di 1,5 °C in più. Basti pensare che abbiamo 50 giorni di caldo in più registrati nelle principali città italiane come media.

Negli ultimi 150 anni l’acqua a Venezia è aumentata di 3 cm, a Milano grandi danni per piogge intense sono pari ai 150 casi, la Sicilia come la Liguria è vittima di dissesti idrogeologici tra i 5 e i 10 anni.

Cosa fare? Ognuno di noi nel proprio piccolo può salvare il pianeta evitando sprechi e riducendo al minimo ogni forma di inquinamento. Un esempio? spostarsi con i mezzi elettrici o in bici.

Investire su un futuro green: sensibilizzare le persone sui rischi ambientali delle proprie zone potrebbe essere un ottimo modo per evitare al nostro pianeta un futuro burrascoso.


Alessandro Mastromarino

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