#unibonton: pianti & politica – guida all’uso

Pianto.

Piangere è liberatorio, fa bene, aiuta a sfogare la tensione e provoca meno disastri di quando s’inonda il prossimo con una marea di insulti.

Ci sono però indicazioni: piangere da soli è tristissimo, in compagnia è consolatorio, ad un esame è deplorevole. Prima, dopo, durante, non importa: sembrereste dei personaggini macchiettistici e stereotipati nel migliore dei casi. Nel peggiore, dei tristi individui che tirano fuori dalla tasca le lacrime di coccodrillo anzichè la grinta.

Ci si sfoga a casa, in auto, al massimo in bagno.

Per ascugarsi le lacrime si utilizza un fazzoletto: non facebook, non twitter e nemmeno instagram.


Politica.

Il nostro Paese è in campagna elettorale da quando s’è unificato, e probabilmente anche da prima.

Il concetto stesso di politica, oramai, indica tutto e niente: è una categoria un filo vuota, adoperata per catalogarci con disprezzo mucchi eterogenei di cose. Al di là di tutto questo, bisogna ricordare che fare politica non è un insulto. Inoltre, l’ambito stesso della politca dovrebbe, per definizione, riguardare tutti. Nel dubbio, in una conversazione è meglio virare su altri argomenti: musica, cucina e film sono validi alleati.

Dunque niente snobismi da «io la politica non la seguo perchè sono tutti uguali e non ci capisco nulla». Siamo tutti a bordo della stessa barca, dunque cerchiamo di remare nella stessa direzione – o perlomeno di remare!

Le idee non devono essere monodirezionali: se si discute di politica, bisogna essere realmente aperti al dialogo, altrimenti non vale la pena aprire la bocca. Discutere e fare un comizio sono concetti diametralmente opposti. Insulti e attacchi cretini a chi non la pensa allo stesso modo non sono propri di chi si appassiona. Sono propri di chi è molto maleducato, in tutte le accezioni possibili del termine.

Se decidete di informarvi, fatelo bene: catene, post su facebook e simili non rappresentano quasi mai la verità. Attenzione alle vostre fonti. Potreste trovarvi nella sgradevole situazione di attaccare la sorella della Boldrini per il vitalizio mensile che riceve per poi scoprire che la suddetta ragazza è morta da tempo.


Mattia Barana.

 

 

 

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