#unibonton: mensa & altre amenità universitarie.

Mensa.

Sappiate che, da regolamento, la mensa mira a «favorire occasioni di socialità, di aggregazione e di studio, anche attraverso l’uso delle sale di distribuzione come aule studio, accompagnate dalla distribuzione di caffe, the, pasticceria dolce e salata». Funziona solo sulla carta – nessuno mi ha mai portato una sacher in mensa mentre studiavo – ma è bello pensarlo.

Innanzitutto la fila. Come si diceva qui, la società moderna premia i furbi ma preferisce gli educati: rispettate il vostro turno. Non fatevi inoltre tenere il posto dal vostro amico-schiavetto. Cercate di leggere il menù prima di arrivare davanti alle pietanze: non è un buon posto per essere lungamente indecisi.

Una volta pagato, cercatevi un posto: se la mensa è affollata, liberatelo anche celermente. Mentre mangiate, evitate accuratamente di lamentarvi del cibo: volete la qualità? Uscite e andate in un ristorante. Dopotutto, avete scelto voi quello che v’è finito nel piatto. A questo proposito: dovrebbero multare chi avanza ingenti quantità di cibo, chi butta via il pane ancora nel sacchetto, chi non finisce la bevanda nel proprio bicchiere. Lo spreco nel 2018 è intollerabile.

Una volta finito di mangiare, non spargete le posate sul vassoio ma mettetele nel piatto, parallele e verticali (posizione 6:30, per capirci). Alzatevi e sparecchiate il vostro tavolo, lasciando i vassoi negli appositi carrelli. A questo punto, avete avanzato una mela, 3/4 della bottiglietta d’acqua, un panino? Mettetevelo nello zaino. Cercate di non gettare via qualcosa che è costato a qualcuno dello sforzo e a voi dei soldi.


Media.

Aritmetica o ponderata, la media dei vostri voti è sicuramente affar vostro. Ciò vale anche per i voti: se ve li chiedono con insistenza, glissate con una battutina (e non siate voi i primi ad ossessionare il prossimo con domande impertinenti). Al termine di un’esame, se vi chiedono «Com’è andata?» non strillate «TRENTAAAA».

«Bene, ho studiato parecchio e ho risposto alle domande in maniera convincente» è una risposta migliore e non farà venire al vostro interlocutore voglia di schiaffeggiarvi. Avere una media alta (o bassa) non è una colpa, spesso nemmeno questione di fortuna o sfortuna: esistono i casi della vita, esiste la costanza. Non minimizzate e non nascondete ciò che avete faticosamente ottenuto: evitate però di sbandierarlo ai quattro venti.


Mattia Barana.

 

 

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *