Toscana Pride 2018: insieme verso il 16 giugno.


Siena verso il Toscana Pride

La città e gli studenti nell’intervista all’organizzatrice della manifestazione


QUATTRO CHIACCHIERE INSIEME AL MOVIMENTO PANSESSUALE.

E siamo ancora qui. Perché non ne parleremo abbastanza e vogliamo essere sicuri che il messaggio sia chiaro: PARTECIPATE!

Ieri sera all’aperipan abbiamo avuto occasione di fare quattro chiacchiere con Natascia Maesi, parte del Movimento Pansessuale e una delle principali organizzatrici di tutte queste iniziative. Per capire cosa bisogna aspettarsi dai prossimi mesi, è fondamentale fare appello ad una parola: insieme.

Come abbiamo già cercato di dirvi, il Pride non lo organizza solo quella fetta di associazioni LGBTQIA ma tutte le persone che decidono di prendervi parte. Questo evento funzionerà perché, per la prima volta, 14 associazioni hanno deciso di collaborare le une con le altre.

Si respira tanto entusiasmo: non solo nella sede in via di città, ma anche fuori da questo luogo che sta cercando di portare i suoi valori in più spazi diversi. Devono farsi conoscere e dimostrare agli altri di essere vivi e attivi. Stanno assistendo ad un ampliamento del loro movimento, soprattutto grazie a persone che vogliono aiutare e condividere le loro esperienze.

 

 

IL FATTORE X CHE FA LA DIFFERENZA. 

Se quindi la festa è aperta a tutti quelli che decideranno di collaborare, il gruppo di arcigay sa bene di poter contare su una fetta di popolazione che nei precedenti pride non era presente: gli studenti. Non si può tralasciare questo dettaglio.

Siena è composta da tanti studenti universitari che possono fare la differenza. Associazioni studentesche si stanno impegnando in quella che vuole essere una carrellata di eventi in preparazione al 16 giugno. Per ora possiamo solo dirvi che ad aprile verrà annunciato il programma ufficiale, ma non preoccupatevi: se ne vedranno delle belle. In ogni caso, già adesso sono attive alcune attività di sensibilizzazione come laboratori e cineforum o presentazioni di libri.

All’annuncio dell’evento la popolazione era divisa in due: chi fortemente contrario e chi felice della scelta. Ora è come se si stesse vivendo un periodo di assestamento dopo la grande scossa. Il movimento Pansessuale ce la sta mettendo tutta per sensibilizzare i cittadini.

La popolazione studentesca può assolutamente fare la sua parte e rendere questa festa accessibile a tutti! Ora, non possiamo fare altro che aspettare che le vie del centro si colorino.

Al prossimo aggiornamento!


Elisa Carioni.

 

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