La Dipendenza da Internet è una malattia?

Diversi studi hanno cercato di interpretare i comportamenti del cervello durante la navigazione in Internet, in special modo dei social network. I risultati sono ancora discordanti ma di sicuro molto interessanti.

Vi è mai capitato di prendere il vostro smartphone per controllare l’ora, aprire Instagram o Facebook per “scrollare” un po’, posare il telefono in tasca e chiedersi “ma che ore sono“? È uno dei comunissimi esempi di vita quotidiana se tendiamo ad essere troppo influenzati dalla curiosità di dare un’occhiata al web. Questa dipendenza ha preso il nome di Internet Addiction, ovvero dipendenza da internet. Molti studi neuroscientifici si sono concentrati sui comportamenti delle nostre reti neuronali traendo conclusioni interessanti.

Cosa succede nel nostro cervello

Il nostro cervello è neutro rispetto alle informazioni che riceve e si adatta per poterle processare al meglio. Così, dando uno stimolo ripetuto e simile, si creano dei percorsi sempre più marcati per i neuroni. In questo non solo trovano più semplice arrivare da un punto del cervello all’altro ma si ritrovano anche in buona compagnia di altri neuroni. Il meccanismo così semplice e veloce di navigare sui social permette quindi al cervello di allenarsi più e più volte su quell’attività, padroneggiandola e rendendola automatica. Il costo di ciò è il naturale e lento dimenticare di gesti o nozioni che non usiamo spesso. Oltre alla possibilità di sviluppare una dipendenza, come si discuterà più avanti, quello che succede è che perdiamo progressivamente la capacità di focalizzarci in modo profondo, essendo costantemente bombardati da informazioni dappertutto.

Una dipendenza da non sottovalutare.

Secondo le moderne classificazioni esistono tre tipi di dipendenza da Internet: ludico, sessuale e messaggistico. Inoltre, caratteristiche come uso eccessivo, crisi d’astinenza, tolleranza ed effetti negativi rendono questa dipendenza molto simile a quella per la droga. Il processo poi con il quale i social network si rendono appetibili e personalizzati per l’utente non aiuta. Il senso di gratificazione che si raggiunge scorrendo post dopo post incoraggia il meccanismo di dipendenza, che si radica sempre di più nel nostro cervello.

Consigli per smettere.

Se vi riconoscete nella descrizione di questi sintomi, ma non sentite che siano così eccessivamente presenti e volete riprendervi il vostro tempo potete seguire questi semplici consigli:

  1. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: una regola molto efficace è quella di posizionare o nascondere il vostro dispositivo in modo che sia difficoltoso o comunque non immediato raggiungerlo. Magari mettendolo nel vostro zaino o, se siete a casa, sotto il cuscino lontano da voi.
  2. Crearsi delle finestre di uso: un passo importante è decidere quando controllare il vosto dispositivo. Magari dopo un’ora di lavoro potete concedervi un giro di dieci minuti su social e chat, o decidere delle fasce orarie ben definite dove potete navigare senza sensi di colpa.
  3. Utilizzare delle app: sui vari app store è possibile trovare una grande selezione di applicazioni che vi permetteranno di bloccare quelle che usate in modo ossessivo per un numero limitato di tempo al giorno o in fasce orarie. Comodo no?

Giovanni B. Della Posta.

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