THR, parlare di diritti nel nostro tempo

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Bisogna puntare sui giovani, anche noi lo siamo, e siamo nel momento in cui possiamo decidere tante cose, cambiare tante cose – possiamo farlo!!! –ed è importante che ci forniamo degli strumenti giusti per poter incontrare le nuove esigenze, i nuovi equilibri”. Questa è la direzione a cui tendono – dimostrando a chi scrive tanto entusiasmo nel loro obiettivo e grande fiducia e speranza nel futuro – i ragazzi di THR nel tentativo di dare avvio a un percorso di riflessione e acquisizione di consapevolezza sul presente per costruire “un mondo più giusto, una nuova generazione”, come dicono loro.

Cos’è THR

THR, acronimo per It’s Time for Human Rights, è un gruppo formato da poco, nato a Siena tra studenti ed ex-studenti dopo un corso dal titolo Progettare nel rispetto dei diritti umani, realizzato in ambiente universitario in collaborazione con UNICEF Italia. Il gruppo, come suggerisce il suo stesso nome, è interessato in materia di diritti umani e ne favorisce la conoscenza e il rispetto. Ora lo vediamo per la prima volta concretamente all’opera nell’organizzazione della Settimana dei diritti umani.


La Settimana dei diritti umani

La Settimana dei diritti umani è un’occasione per parlare di diritti in presenza di esperti e per esprimere e confrontare le proprie idee a riguardo. Avrà luogo da lunedì 16 a venerdì 20 novembre. Essa accoglie una serie di eventi online, fruibili quindi da casa, distribuiti tra i giorni sopra indicati e realizzati attraverso i canali social UNISI e USiena Campus.

L’obiettivo

“L’obiettivo dell’evento è di portare alla luce l’importanza dei diritti umani, quali elementi guida per il cambiamento personale e collettivo, oltre a sottolineare la nostra responsabilità in qualità di studenti e giovani adulti verso le future generazioni” ci dicono gli organizzatori.

Un punto di partenza: la Convenzione sui diritti dell’infanzia

Il pretesto per la Settimana dei diritti, cioè il pretesto per parlare di diritti, è la ricorrenza del trentunesimo anniversario della nascita della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Essa viene approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia nel 1991. Tale convenzione enuncia una serie di diritti, 54 in tutto, che gli Stati membri delle Nazioni Unite si impegnano a garantire a ogni bambino e ragazzo, consapevoli – come viene riconosciuto nel preambolo della stessa convenzione − della necessità che ogni bambino cresca “in un ambiente familiare in un clima di felicità, di amore e di comprensione” e che sia preparato alla vita adulta “nello spirito degli ideali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà”.

La convenzione sarà oggetto privilegiato di riflessione, soprattutto il 20 novembre, giornata in cui si celebra la nascita della Convenzione e giornata conclusiva della Settimana dei diritti.

L’articolo 2: la non discriminazione

Ampio spazio avrà l’articolo 2 della già detta Convenzione. Esso garantisce a ogni bambino il rispetto dei diritti della Convenzione indipendentemente da ogni circostanza. Garantisce, inoltre, a ogni bambino la tutela contro ogni forma di discriminazione.


Il sondaggio

Al fine di comprendere le idee della comunità universitaria e di organizzare al meglio la Settimana il team di THR fa circolare in ambiente universitario un sondaggio. Questo consente anche di capire quali sono i livelli di consapevolezza in materia di diritti e quale importanza è attribuita a essi. Fa emergere il livello di conoscenza della Convenzione (solo la metà dei partecipanti ne è a conoscenza).

Il sondaggio: la discriminazione

Un’ampia parte del sondaggio è dedicata al tema della discriminazione, all’espressione di esperienze personali e dei propri pensieri. A questo proposito emerge, come raccontano i ragazzi di THR, che “le discriminazioni maggiormente sentite sono connesse alla nazionalità/etnia, al genere, all’orientamento sessuale e all’aspetto esteriore”. Alla domanda “Se pensi al termine discriminazione, qual è la prima parola che ti viene in mente?” la risposta più gettonata è stata razzismo. Questi risultati hanno dimostrato l’attualità del tema e la necessità di discussione e confronto su esso.

Conclusioni

La Settimana dei diritti sarà dunque un percorso, un’occasione di crescita attraverso brevi incontri e laboratori che favoriranno la partecipazione attiva, il dialogo e la riflessione sui temi di diritti, Convenzione sui diritti dell’infanzia e discriminazione. L’organizzazione dettagliata degli eventi è ancora in corso, pertanto, come si suol dire, restate tunizzati per maggiori dettagli sui canali di USiena Campus!


Elisa Militello

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