Sanremo 2026: le pagelle di uRadio per i testi dei cantanti in gara (ultima parte)

Ecco l’ultima puntata delle pagelle uRadiane di questa 76esima edizione del festival! Manca davvero poco, ci vediamo già domani con la copertina sul divano ad ascoltare attentamente tutti i brani, e chissà…noi potremmo confermare o ribaltare le nostre pagelle! nel frattempo continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti!

Foto: TV Sorrisi e Canzoni

“ANIMALI NOTTURNI” – MALIKA AYANE

5 anni dopo l’ultima esibizione a Sanremo (nel 2021 partecipò con Ti piaci così) Malika Ayane torna a calcare il palco più prestigioso con il suo nuovo brano Animali notturni. Il testo parla di due anime che si avvicinano ma non si stringono, si sfiorano senza mai toccarsi realmente. Attorno un mondo pieno di gente che si muove freneticamente ma solo una persona è il centro focale dell’altra. Eppure questa cosa deve rimanere celata nella notte, come animali notturni. Un legame che non si può vedere chiaramente, indistinto. Una canzone che forse potrebbe esprimere molto, ma il testo a tratti appare troppo scarno per la complessità del racconto. Speriamo che l’arrangiamento sia di buon sostegno.

Voto: 7 (brava ma potrebbe fare di più)

Giuseppe Castellino


“OPERA” – PATTY PRAVO

La penna è quella di Giovanni Caccamo, una vera certezza del cantautorato italiano. 
Come dice la stessa Patty Pravo è un inno all’unicità delle persone, che deve far immaginare e sognare. 
Un brano che parla di viaggi, di come sia la vita e di come essa possa dare ispirazione.
“Siamo santi e sognatori, naviganti e peccatori”, ma anche “Nella vanità io sono Musa, colore tagliente e poi l’Opera, l’Opera”. 
Patty Pravo vorrebbe che la sua canzone venisse ascoltata di fronte ad una scogliera, con il paesaggio del mare. 
Allora chiudiamo gli occhi tra qualche giorno e immaginiamo, sogniamo. 
Questa è l’Opera, questa è Patty Pravo.

Voto: 7

Niccolò Bellaccini


“PER SEMPRE SI’” – SAL DA VINCI

Vorrei che il mio futuro fosse brillante come i denti di Sal Da Vinci nella foto su Sorrisi e Canzoni.
Per sempre sì vorrebbe essere una canzone neomelodica, ma in italiano non rende l’idea. Mi ero emozionata pensando che avrebbe portato un testo in italiano.
Lui è un re, lei una regina “ora vestita in bianco sposa”, sognano tanti figli in una grande casa… sembrerebbe la colonna sonora perfetta per un addio al nubilato. Sal promette alla sua amata una vita meravigliosa, e lo promette “davanti a Dio”. Basta una sola parola, “Un semplice sì / L’eternità è dentro una parola”.
Nu papiello, come direbbe mia nonna. Mi sto pentendo di averlo messo come capitano al Fantasanremo, ma magari si presenta sul palco a cantare questa ballad indossando la maglia di Scott McTominay e mi fa guadagnare un sacco di punti, chi lo sa…

Voto: 4


Federica Pisacane

“OSSESSIONE” – SAMURAI JAY

Samurai Jay, alias Gennaro Amatore, è diventato virale con quel tormentone che tutti abbiamo sentito almeno una volta: “È tutto sbagliatooo, sta andando tutto al contrario”. Una frase semplice che ha fatto il giro dei social, fino a spalancargli le porte di Sanremo.
Nel brano presentato al Festival si parla di un amore tossico. “Non è amore, è una malattia”, canta lui. Il testo sembra raccontare un’ossessione sentimentale verso una donna, ma lo stesso artista ha spiegato che il riferimento sarebbe in realtà alla musica e alla sua ossessione per essa. Un’ambiguità che lascia spazio a più interpretazioni e alimenta la curiosità.
Leggendo il testo mi viene in mente un unico beat: quello reggaeton, un ritmo che probabilmente è destinato a diventare uno di quei tormentoni che ci accompagnano per tutta l’estate… per poi ritrovarci a canticchiarlo fino allo sfinimento. Si vocifera persino di una possibile comparsa di Belen, come anticipato in alcuni podcast come “Pezzi: dentro la musica”: suggestione o strategia di marketing?
Di certo sarà un brano “caliente”, leggero, poco impegnativo, ma perfetto per far parlare di sé. E forse, nel bene o nel male, è proprio questo l’obiettivo.

Voto: 6

Rosalia Panepinto


“TU MI PIACI TANTO” – SAYF

Quest’anno, in un festival che si preannuncia di una noia mortale, spiccano nella lista di nomi triti e ritriti un paio di artisti che possono dire la loro, e spero tanto lo facciano. 
Tra questi brilla il nome di Sayf, all’anagrafe Adam Viacava, un rapper italo-tunisino che porta un po’ della nuova scuola genovese sul palco dell’Ariston. 
La sua “Tu mi piaci tanto” è una dichiarazione semplice solo in superficie. Il titolo sembra leggero, quasi adolescenziale, che Sayf usa come apripista, per entrare in punta di piedi con temi ben più complessi: dentro c’è desiderio, identità, appartenenza, e quella malinconia urbana che la nuova scuola genovese sa maneggiare bene.
Aspettando di poterla ascoltare per capire se riuscirà con la musica a svecchiare il modo “sanremese” di cantare l’amore, resto colpito da un testo che sa attirare l’attenzione, sperando che rimanga fedele alla sua natura e non venga inghiottito nella lunga lista di tormentoni vuoti a perdere. 

Voto: 8

Carmine Calabrese


“QUI CON ME” – SERENA BRANCALE

Il testo di Serena Brancale al Festival di Sanremo 2026 è intimo e profondamente personale.
Parla dell’assenza con delicatezza, trasformando il dolore in memoria e amore.
Il linguaggio è semplice ma intenso, senza retorica.
Colpisce per sincerità e maturità emotiva.
Un testo che emoziona in modo autentico e silenzioso. Vediamo se il pubblico del Festival apprezzerà questo  lato della cantante che ha conquistato tutti negli ultimi anni con i suoi tormentoni.

Voto: 8

Bianca Frezzotti


“UOMO CHE CADE” – TREDICI PIETRO

Tredici Pietro firma il suo esordio al Festival di Sanremo con Uomo che cade, canzone che, fondendo strofe rap a un ritornello pop, non solo rispecchia pienamente lo spettro stilistico entro cui spazia l’artista, ma contribuisce a portare una ventata di aria fresca sul palco dell’Ariston.
Il testo, all’apparenza, si presenta come una sorta di lettera d’addio indirizzata a una lei che ha deciso di porre fine alla relazione. Dai versi emergono chiaramente l’amarezza e lo sconforto provocati dalla separazione “Se solo sapessi che voglio soltanto che resti / Andassi via / Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi”, “Sei la lama / Trafitta / E io il tuo polmone”, insieme a un immaginario volutamente cupo e viscerale “E mi sporco / Sotto la pelle / Ho gli interni neri come una Mercedes”, “Forse potresti sì forse puoi / Chiudermi la porta in faccia / Se rivedermi al Margine ti scioglie l’ansia”.
Tuttavia, scavando oltre la superficie, Uomo che cade rivela un significato più profondo, che lo stesso Tredici Pietro ha svelato: ciò che conta davvero non è il punto di partenza né quello di arrivo, ma il percorso. In un’esistenza segnata da una costante insoddisfazione, l’essere umano è inevitabilmente destinato a spingersi oltre, fallire e poi riprovare. 
Con la sua penna schietta e pungente, Tredici Pietro ha dato vita a un testo fortemente evocativo, che colpisce con la precisione di un dardo e che, con originalità, rende merito alla filosofia di vita di accetta il rischio della caduta pur di non restare immobile.

Voto: 8

Vittoria Burchietti


“I ROMANTICI” – TOMMASO PARADISO

Tommaso Paradiso per la prima volta all’Ariston con il brano dedicato alla figlia è un po’ il Brunori Sas di questa edizione. Ho letto il testo con la voce di Paradiso immaginando già il suo modo di cantarla.
Il testo non brilla particolarmente per originalità ma so benissimo che comunque scapperà la lacrimuccia ascoltandola perchè alla fine sì…siamo tutti un po’ romantici.

Voto: 7

Vittoria Calabrese

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