La mentalità della cura, la cultura della pace.

Gino e Teresa sono marito e moglie. Gino è un dottore, Teresa una maestra. Nel 1994 decidono di dar vita ad un progetto ambizioso, destinato a cambiare per sempre la loro vita e in grado di donarla a chi rischiava di perderla. Decidono di impegnarsi per aprire degli ospedali gratuiti, in paesi dove la guerra e la povertà rappresentano la quotidianità; strutture fisse – non tendoni temporanei – con personale volontario qualificato, cui si affianca quello locale, che viene assunto e formato. L’obiettivo finale è quello di lasciare l’ospedale al servizio sanitario locale, mettendolo in condizione di preservare le stesse caratteristiche con le quali è nato, cioè qualità e gratuità.

Certo, la cosa migliore sarebbe che non ci fosse proprio il bisogno di aprirli quegli ospedali. Ed ecco che, in parallelo, Gino e Teresa si fanno promotori di pace, contro ogni intervento che preveda un’azione armata, e lavorano per creare dei tavoli di trattativa anche fra paesi in conflitto per garantire le cure, che nel 90 percento dei casi riguardano i civili.

Così la famiglia Strada fonda Emergency, associazione umanitaria che ad oggi ha prestato aiuto a 6 milioni di persone in oltre 16 paesi.

Logo_Emergency

In realtà è probabilmente impossibile rappresentare con un numero coloro che hanno avuto un aiuto da questa associazione: parlando con Roberto e Fabio, volontari di Emergency Siena, la prima cosa che si percepisce è il profondo rapporto che lega chi questa associazione la fa.

Fabio è al terzo anno di medicina, e quando gli chiedo perché è entrato ad Emergency mi risponde con un “Se non io, chi?” che trasuda di umiltà. “Sono uno studente fuori sede –  continua –  cercavo qualcosa che spezzasse la mia vita universitaria, che  mi permettesse di fare qualcosa di più e di meglio. Faccio parte di Emergency come volontario da un anno: quello che metto a disposizione è solo il mio tempo”.

Roberto invece è un veterano: “sono entrato a far parte dell’Associazione nel 2007, perché cercavo qualcosa che mi permettesse di dare una mano nel sociale”. Lui è la dimostrazione che non è necessario essere medici per prestare il proprio aiuto, non serve per forza una qualifica perché c’è un posto fatto apposta per ciascuno. Le figure professionali sono richieste direttamente sul campo, all’interno dell’ospedale: qui, accanto ai medici, servono tanti professionisti sanitari, mediatori linguistici, informatici, ingegneri gestionali, economisti, giuristi, biologi, elettricisti, meccanici, logisti. Tante figure diverse, che all’interno dell’ospedale diventano complementari ed indispensabili. Emergency Day

E chi resta in Italia certamente non rimane con le mani in mano. C’è da pensare alla raccolta fondi, alla vendita del merchandising, agli incontri con le scuole, agli eventi di promozione. Tutte cose per cui non serve una laurea in medicina!

Fra gli eventi organizzati dal  gruppo di Roberto e Fabio c’è l’ Emergency Day in programma per sabato 30 maggio presso l’Orto dei Pecci. Dal pomeriggio alla sera tante iniziative per grandi e piccoli… che ci concluderanno con un’ottima cena! “Lo scopo di eventi come questo non è primariamente economico, come si potrebbe pensare – mi dicono Roberto e Fabio – ma serve per far sapere alla gente chi siamo, cosa facciamo. E che se vogliono darci una mano accogliamo tutti a braccia aperte! Le riunioni di famiglia sono più belle se si è in tanti”.

Per qualsiasi informazione, potete scrivere una mail all’indirizzo emergency.siena@gmail.com o mandare un messaggio privato sulla loro pagina Facebook.

La loro sede? Non c’è. Quindi, se avete a disposizione uno spazio da poter concedere a questa associazione anche solo per qualche riunione, sarebbe un bel modo per iniziare a dar loro una mano. Togliamoci dalla testa che il sostegno ad una no profit sia solo di natura economica.

Fabio mette il suo tempo. Roberto la sua voglia di aiutare. Noi qualche riga sul nostro sito.
E voi?

 

Mariafrancesca Guadalupi

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