Kamala Harris: “Sognate con ambizione”

Il nostro viaggio di storie per celebrare il mese della donna continua. Oggi andiamo in America, nella Casa Bianca per l’esattezza, dove Kamala Harris porta avanti il suo ruolo: quello di prima donna vicepresidente degli Stati Uniti.

Una doppia vittoria

Non solo nessuna candidata prima di lei ha ricoperto una carica così importante nel mondo politico americano (Hillary Clinton ci aveva provato durante le elezioni presidenziali del 2016 ma era stata fermata da Donald Trump) ma Kamala Harris è anche la prima donna di colore di origini afroamericane e tamil ad aver raggiunto una posizione che nella politica statunitense finora era riservata solamente a uomini bianchi.

Dunque, la sua storia di caparbietà, intraprendenza e coraggio non poteva che meritare uno spazio in questa serie di monografie che, per il mese di marzo, si tingeranno di rosa per onorare l’universo femminile.

Ma intanto conosciamola meglio…

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Kamala Harris nasce ad Oakland, California, il 20 ottobre 1964 da una madre biologa di origini indo-americane e da un padre giamaicano, un professore emerito della Stanford University.


Le prime discriminazioni

Grazie ad un programma di integrazione razziale riesce sin da piccola ad aver accesso alle migliori scuole ma la sua infanzia non può definirsi del tutto rosea: sin da piccola infatti, insieme a sua sorella Maya, è soggetta a episodi di discriminazione da parte dei genitori di altri bambini che cercavano di allontanarle per via del colore della loro pelle.

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Ma nonostante ciò, il suo carattere si fortifica avviandola verso una carriera accademica e professionale a dir poco brillante.


L’ascesa

Dopo ben due lauree, la prima in scienze politiche ed economiche alla Howard University e la seconda in legge presso l’Università della California, Kamala Harris inizia la sua carriera come vice procuratore distrettuale nella contea di Alameda, lavorando poi, a partire da febbraio 1998, per il procuratore della città di San Francisco.

Lì, apprezzata per le sue doti, diventa capo della divisione criminale, specializzandosi nel perseguire casi di violenza sessuale su minori.

Dopo uno scontro con un superiore, la giovane professionista si licenzia ma trova un ruolo alla San Francisco City Hall dove si dedica ai servizi sociali.

Nel 2003, viene eletta procuratrice distrettuale di San Francisco, il primo passo che le consente di candidarsi poi, nel 2008, come procuratrice generale dello Stato della California, ruolo che ottiene e ricopre dal 2012 al 2017 diventando così la prima donna, per giunta asio-americana, a ricoprire questa carica.


L’arrivo in Senato

L’ennesima svolta di carriera arriva nel 2016 quando Kamala Harris raccoglie la maggioranza dei voti per la sua candidatura a senatrice della California, stabilendo, ancora una volta, il record di prima donna di origini afro-americane ad essere eletta al Senato.

Kamala Harris

Un nuovo capitolo della storia americana

Nell’agosto 2020 viene scelta dal candidato democratico Joe Biden come vicepresidente in vista delle elezioni presidenziali e, il 20 gennaio 2021, con la vittoria ai seggi, diventa la prima donna vicepresidente asio-americana della storia degli Stati Uniti d’America.

DIARIO di OGGI, Kamala Harris è la prima donna eletta nel ruolo di  vice-presidente | PrimoPiano


Dalla parte di tutte le donne

Ma questa proclamazione non è la vera vittoria per la neo vicepresidente perché ci sono ancora molte sfide da affrontare.

Kamala Harris infatti, nel corso della sua carriera, ha lottato sempre per i diritti delle donne: per prevenire la dispersione scolastica, per sostenere i giovani nell’educazione e per l’inclusione di ogni cittadino americano nella vita sociale, senza nessuna esclusione.

Ma le parole non bastano: per combattere contro i reati che vedono le donne vittime in tutto il mondo servono i fatti.

Ecco perché la vicepresidente si mostra in diverse manifestazioni mentre sfila con gli attivisti in strada per chiedere a gran voce un cambiamento di cultura negli USA.

Kamala Harris - SCOTUSrally - CC Senate Democrats

La sfida più importante

Durante la campagna elettorale e in svariate occasioni, Kamala Harris ha parlato del profondo legame che ha condiviso con sua madre, la sua più grande influenza, colei che le ha insegnato che nessuna donna dovrebbe mai sentirsi discriminata per le proprie radici culturali.

Così scrive infatti nella sua autobiografia pubblicata nel 2018:

“Mia madre capiva molto bene che stava crescendo due figlie nere in America. Sapeva che la sua patria adottiva avrebbe visto Maya e me come ragazze nere, ed era determinata a fare in modo che diventassimo donne sicure di noi stesse, al di là del colore della nostra pelle“.

E continua così nel suo primo discorso come vicepresidente:

“Anche se ci ha insegnato a mettere la nostra famiglia al primo posto, ci ha anche spinto a vedere un mondo al di là di noi stessi. Ci ha insegnato ad essere consapevoli e compassionevoli delle lotte di tutte le persone. Ci ha insegnato a capire che il servizio pubblico è la causa più nobile e che la lotta per la giustizia è una responsabilità condivisa“.

Kamala Harris

“Ora è il tempo di agire”

Questo è il messaggio lanciato dalla neo vicepresidente per andare contro ad una società che molto spesso continua a emarginare le donne. Dunque, la vera domanda che dovremmo porci è: “what are you gonna do about it?” (“Cosa farai tu per cambiare le cose?”).

Come poter fare la differenza?

Qui sotto le incredibili parole che ha scelto di utilizzare per il suo primo spot elettorale ormai virale in tutto il mondo.

Kamala Harris

“Sarò la prima ma non sarò l’ultima”

Ma di tutti i messaggi che ha condiviso durante i suoi speeches, il discorso più pregnante e significativo resta sicuramente il primo pronunciato dopo l’elezione, quando ancora era visibilmente emozionata per il traguardo raggiunto.

Kamala Harris pays tribute to mother, Black women in first speech as  VP-elect - NEWS 1130

Si rivolge infatti a tutti quei giovani che fin dalla più tenera età hanno subito il peso di stereotipi e pregiudizi, a tutte quelle donne che non hanno potuto esprimere i loro desideri e talenti, affinché nessuna debba più rinunciare ai propri sogni.

“Mi rivolgo ai giovani indipendentemente dal loro genere, il nostro Paese vi manda un messaggio chiaro: sognate con grande ambizione, guidate con cognizione e guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi semplicemente perché non se ne sono mai resi conto“.

Un pensiero rivolto anche a tutte le generazioni di donne che hanno fatto la storia del Paese e che si sono battute, giorno dopo giorno, per un futuro migliore.

“Penso alle donne, alle donne nere, asiatiche, bianche, ispaniche, nativo americane, che nel corso della storia di questo Paese hanno aperto la strada per questo momento, si sono sacrificate per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti noi; penso alle donne nere che troppo spesso non sono considerate, ma che sono la spina dorsale della nostra democrazia.”

Kamala Harris

“I’m speaking”

Una donna, un modello di giustizia, uguaglianza, solidarietà e coraggio.

Una voce che è riuscita a farsi ascoltare fra il caos delle discriminazioni razziali e di genere, per rivendicare i propri diritti. Insegnandoci che ciascuna donna merita di essere ascoltata perché semplicemente “sta parlando”.

Washington D.C – la celebre frase di Kamala Harris pronunciata durante un dibattito elettorale con Mike Pence, diventa un’opera d’arte per la Giornata Internazionale della Donna.

Agnese Carcia

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