INTERVISTA A LO STATO SOCIALE

Il 28 gennaio Lo Stato Sociale ha lanciato una notizia attraverso i propri profili social che ha sorpreso e spiazzato positivamente i loro fan : l’uscita di un disco ogni venerdì, uno per ogni componente del gruppo. Lo Stato Sociale sono un complesso che ha raggiunto la notorietà con la partecipazione alla 68esima edizione del Festival di Sanremo. Con il brano “Una vita in vacanza” sfiorarono la vittoria e conquistarono il cuore di grande e piccini.

Tra meno di un mese calcheranno nuovamente il palco dell’Ariston, così noi di uRadio abbiamo deciso di intervistare Francesco, Checco, Draicchio tastierista della band.

Lo Stato Sociale

Ciao Checco, io sono Alice; è davvero un grande piacere per me poterti intervistare oggi.

C: Ciao Alice, il piacere è tutto mio.


Da chi e come è nata l’idea di pubblicare questi 5 album?

C: L’idea è stata, come al solito, un’idea collettiva spinta in particolar modo dalle necessità individuali di alcuni di noi. Sicuramente non tutti e cinque avevamo l’idea di fare un album. Il progetto è arrivato dopo. Alcuni di noi si sono espressi dicendo che avrebbero avuto piacere nel tentare di dare più spazio alla propria poetica e di farsi conoscere di più dal pubblico. Noi, da buoni fratelli, abbiamo accolto l’idea, dedicandoci singolarmente all’uscita di un nostro personale album


Avete lavorato singolarmente o tutti insieme?

C: Diciamo che per questi album abbiamo lavorato tutti insieme. Ci siamo aiutati a vicenda ma, allo stesso tempo, singolarmente ognuno per il proprio album. I brani sono ovviamente tutti scritti da Lo Stato Sociale. I testi, infatti, sono stati presi da un “calderone” condiviso da noi ormai da dieci anni. Per questo il modus operandi, per quanto riguarda la redazione dei testi originali, è rimasto lo stesso. Ciò che è cambiato è il modo di fare musica : ognuno di noi ha realizzato il proprio lavoro in cinque studi diversi, realizzando il “vestito” sonoro che più si addice a sé.


Il tuo disco “Checco” è uscito lo scorso venerdì. Quali sono, se ci sono, le influenze musicali che hanno ispirato il tuo disco?

C: Sicuramente ci sono. Si rifà prima di tutto al rock americano anni 90, ma anche a sonorità tipo l’hip hop di inizio anni 2000. Nel mio album ritroviamo anche un po’ di cantautorato emiliano moderno, ad esempio Vasco Rossi e Ligabue. In realtà non erano di mio riferimento iniziale ma, come mi hanno fatto ben notare, l’accento emiliano richiama molto il loro genere.


Personalmente sono rimasta colpita dal brano “Perso”. Come è nato e cosa significa per te?

C: Il brano in questione parte da un testo originale di Bebo. Bebo scrive molto, è un grande archivista di se stesso. Noi del gruppo abbiamo delle cartelle condivise dove registriamo i nostri testi. L’ho letto e mi è piaciuto particolarmente. Ho adattato le parole e le metriche alla musica, lavorandoci su con Bebo, ed è nata più o meno così. Parla essenzialmente di momenti di smarrimento, dove non sai dove sbattere la testa. Un pezzo che cerca di dare speranza : c’è sempre un modo per risollevarsi. Dedicata a chi non sta passando un periodo facile.

Francesco “Checco” Draicchio

Perchè avete deciso di pubblicare questi album proprio adesso ad un mese dalla vostra partecipazione a Sanremo?

C: Una domanda molto bella, a cui non ho una risposta ben precisa (ride n.d.r). Credo sia una scelta abbastanza coraggiosa, nel senso che il tempo è poco effettivamente per 5 album. Il rischio è quello di distogliere l’attenzione del pubblico e degli ascoltatori dalla nostra esibizione a Sanremo. La cosa che ci interessa però in questa fase è quella di raccontare effettivamente quello che siamo. Con la scorsa partecipazione al Festival diciamo che il nostro gruppo era stato percepito con un’idea distorta. L’intento è quello di far capire che non c’è solo Lodo e gli altri quattro, ma che siamo tutti sullo stesso piano. Con questi 5 album abbiamo voluto portare le stesse tematiche di sempre, con lo stesso modo di scrivere. Questa volta però vestito e colorato in maniera più individuale e personale, così da far emergere le personalità di ognuno di noi. Questo è il messaggio che vorremo che arrivasse al pubblico : noi siamo un collettivo di cinque teste con la voglia di fare cose differenti e questo secondo noi va in qualche modo esaltato e sottolineato. E soprattutto, quest’anno al Festival non canterà Lodo!

Lo Stato Sociale

Combat pop” è il brano che porterete a Sanremo : di cosa parla?

C: “Combat Pop” è un brano che parla di contraddizioni e come spesso ci viviamo dentro. Ci facciamo molte domande su cosa sia effettivamente lavorare nella musica. In questo momento, ad esempio, non si possono fare concerti e non si può avere un rapporto diretto con il pubblico. Per questo abbiamo scelto di partecipare al Festival. La domanda fondamentale è : perchè facciamo questo se poi alla fine partecipiamo a una trasmissione televisiva, intervallata da pubblicità? In questo modo serviamo al capitalismo e alle reti tv per fare marketing e per rendere fruibile un prodotto. La canzone parla appunto di questa voglia di tirarci fuori da questo tipo di meccanismo e di come ci si renda conto, però, che non è sempre possibile sottrarsi al capitalismo. Ci siamo immersi dentro. Una canzone fatta di tante domande.


Quest’anno a Sanremo niente pubblico : questo quanto influenzerà la vostra esibizione?

C: Il comitato tecnico scientifico si è pronunciato in maniera sfavorevole alla presenza del pubblico. Ovviamente non essendo virologi, scienziati o dottori non possiamo metterci a sindacare su una decisione presa da professionisti. Certamente dal punto di vista artistico sarà una grande mancanza. Una scelta che ci danneggia prima di tutto sull’esecuzione. Durante i nostri live siamo sempre stati abituati ad avere un rapporto diretto con il pubblico. Io ad esempio, alla scorsa partecipazione al Festival, ero sempre o sugli spalti o in mezzo all’orchestra. Era bello andare a giocare sui diversi piani del teatro. Andando a mancare questo aspetto ci dovremmo inventare qualche altra cosa per quest’anno.

Lo Stato Sociale
Lo Stato Sociale al Festival di Sanremo 2018
Cosa ne pensi degli altri big in gara? Temete qualcuno in particolare?

C: Il cast a me sembra molto fresco e giovane. Rispecchia piuttosto bene quello che è il pubblico ascoltatore di musica in Italia in questo momento. Una ventata di rinnovamento credo arrivi dall’edizione del 2018 a cui noi abbiamo preso parte. Io sono molto contento che ci si dia spazio ad artisti nuovi. Siamo in buoni rapporti con questi cantanti e io, personalmente, li stimo molto. Noi non sentiamo la competizione. Vorrei ricordare che non è una vera e propria gara; prima di tutto andiamo a presentare un nostro brano, e quale miglior posto se non il palco dell’Ariston? Noi a causa della pandemia, come tutti gli artisti, siamo fermi da un anno. Quest’anno partecipiamo a Sanremo, oltre che per far ascoltare “Combat Pop”, anche per avere l’occasione di fare fisicamente qualcosa, di poter cantare su un palco.


State pensando già ad un tour, avete qualche data in mente o è ancora tutto da definire?

C: Non avendo un orizzonte davanti e facendo fatica a capire come si muoveranno le istituzioni in merito, non ci siamo ancora mobilitati su questo. Sicuramente nessuno ci vieta di poter sognare e immaginare un futuro tour. Appena potremo sarà una delle prime cose che faremo. Ci manca il contatto con il pubblico.

Lo Stato Sociale
I ragazzi de Lo Stato Sociale durante la diretta con gli studenti universitari di Siena

Alice Muti Pizzetti

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