Festival di Sanremo 2021 il Pagellone

Dopo una settimana di spettacolo (e pregna di articoli), il Festival di Sanremo, è ormai finito ma noi di uRadio serbiamo ancora un’ultima sorpresa! Ecco a voi il nostro pagellone 2021!

La conduzione

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Alla seconda esperienza del nostro dinamico duo vediamo come se la sono cavata
Amadeus 7-

Il nostro direttore artistico e conduttore dei record (almeno per Sanremo 2020), ci ha offerto un altro Festival pieno di sorprese, ma che ha un po’ risentito dell’assenza del pubblico dell’Ariston.

Sulla sua direzione artistica nulla da dire, ottima la scelta di Achille Lauro come ospite fisso, meno qualche monologo e qualche ospitata (e soprattutto gli orari che ci ha fatto fare ogni serata!).

Se imparasse a ballare sarebbe un artista completo…

Fiorello 6+

Lo showman siciliano, vero protagonista del Festival 2020, quest’anno regala una prestazione meno entusiasmante, diventando a tratti pedante.

Bisogna riconoscergli le difficoltà nel dover confrontarsi con un teatro vuoto, che di certo non aiuta nel gestire i tempi comici, rimane comunque nella sufficienza piena.

Matilda De Angelis 8.5

C’è della ragazza in questo talento! scherzi a parte l’attrice dimostra di saper tenere il palco molto meglio di tante personalità dello spettacolo già navigate.

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Presenta, recita, canta e sa far ridere meglio di Amadeus (cioè lui lo fa nell’altro senso alcune volte) ed ha solo 26 anni… che dire?

Elodie 10-

A quando una edizione del Festival tutta al femminile con lei come conduttrice principale? Chiedo per un amico.

P.S. Il meno è dovuto all’outfit con cui ha voluto rendere omaggio al Garofano Rosso di Bettino Craxi.

Vittoria Ceretti 5.5

Non me ne vogliate è risultata un po’ anonima, soprattutto se confrontata con le prime due Co-conduttrici, anzi in maniera un po’ perfida potrei definirla più una valletta vecchio stile che vice di Amadeus.

Barbara Palombelli 4

La conduttrice romana, che già di suo non brilla per simpatia, non da una bella mostra di sé con un monologo finto femminista in salsa boomer e soprattutto pieno di frasi fatte

Se lo fosse risparmiato forse avrebbe ottenuto la sufficienza.

Beatrice Venezi 6-

La Direttrice d’orchestra, che ha presenziato la premiazione delle nuove proposte, da una buona immagine di sé, peccato solo per uno scivolone non indifferente sulla terminologia di genere con cui declina il suo lavoro.

Achille Lauro & Zlatan Ibrahimovic 9 e 7

Non proprio conduttori ma ospiti fissi di questo festival hanno saputo caratterizzarlo entrambi a modo proprio.

Achille, forse peccando ogni tanto di superbia, ha dato un bel dito medio a tanti benpensanti spettatori incalliti di Rai1 e tanto basta a meritare un pollice all’insù!

Invece Ibra, malgrado alcune difficoltà, si è dimostrato una buona spalla, soprattutto nel suo ruolo di duro, promosso.

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Le nuove proposte

Folcast 8

Ci stiamo ancora chiedendo come possa fare una sedia senza ruote a girare intorno a stanze vuote. La mitica forza della rima può tutto nelle canzoni. A parte questo, per impegno, dedizione, comprensibilità del testo e impiego della chitarra durante l’esibizione ti diamo un bell’otto. 

Avincola 8

È il tipico cantante sanremese, giusto? Il suo brano, con sonorità che richiamano i quattro accordi −meraviglia del mondo– di Calcutta, è un brano d’amore con augurio a smettere di trattarsi reciprocamente male e con la speranza di un gran finale, magari un bel goal. Otto 

Davide Shorty 7

Il ragazzo ricorda qualcosa di esotico e lontano. Saranno quei suoi capelli raccolti nella coda o forse gli orecchini. Sette.

Wrongonyou 9

Nulla da ridire sulla canzone. Bel brano! Bella voce! Outfit sobrio, il giubbino che coi suoi ricami floreali si abbina perfettamente ai disegni floreali della chitarra e il berretto che forse è tutt’uno col personaggio. Nove.

I Dellai 7

Esibizione semplice, giocata sull’ambiguità e sullo scambio dei due gemelli, una situazione tipica della vita comune. Il brano, molto orecchiabile, è la descrizione di Luca che ancora non abbiamo bene capito quale sia tra i due. Sette.

Elena Faggi 9

Merita un nove solo per la descrizione chiara che riesce a fare, all’interno del brano, dello stato d’animo un po’ controverso di chi pensa e ripensa a qualcuno che non dà segni di vita o si palesa con segnali ambigui (evento non raro): c’è, dunque, un sentimento di odio verso questo qualcuno, ma per finta, e in realtà è desiderio. Chi non si è trovato in una situazione del genere?

Greta Zuccoli 10

Rubati spudoratamente gli “alberi infiniti” al Cielo in una stanza, riesce a sfruttarli in un brano tutto nuovo e con un contesto tutto nuovo, un amore finito, riuscendo però tramite essi a mantenere e ricreare nella mente dell’ascoltatore l’immagine dello spazio immenso e vasto, proprio come nella canzone citata. Dieci. 

Gaudiano 10 

Riesce egregiamente a raccontare sensazioni e sentimenti conseguenti alla perdita di una persona cara e riesce a farlo anche e soprattutto adattando alle parole l’andamento e il ritmo della musica. Vittoria di questo Festival meritata. Dieci.

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Serata delle cover

NOEMI : Prima di andare via con Neffa – voto: 6.5

Davvero un peccato per l’esibizione di Noemi e Neffa i quali a causa di un problema tecnico non sono a tempo con la musica ma leggermente in anticipo. Sicuramente avremmo potuto dare un voto più alto senza questo inghippo. 

FULMINACCI: Penso positivo (Jovanotti) con Valerio Lundini e Roy Paci – voto: 8.5

Una delle migliori esibizioni della serata. Difficile proporre un brano di Jovanotti e Fulminacci ne è stato all’altezza. La tromba fa da protagonista dell’esibizione. Il tutto arricchito dalla mitica pezza performance di Lundini il quale si è inventato un rap sulla chiesa che unisce Che Guevara a Madre Teresa. E poi il finale che spiazza: “La musica… la pandemia” al posto della “fantasia”. Jovanotti fa sapere tramite i suoi profili social che ha molto apprezzato.

FRANCESCO RENGA: Una ragione di più (Ornella Vanoni) con Casadilego – voto: 5

Una delusione quella che arriva da Renga, alle prese con una grande canzone del 1969 della Vanoni. Un pezzo vintage che aveva bisogno di essere rivisitato in chiave moderna per poterlo riapprezzare oggi e così non è stato. L’ho trovata una versione molto poco originale e noiosa.

EXTRALISCIO fest. DAVID TOFFOLO: medley Rosamunda-voto: 6.5

Il palco si trasforma in una balera con un’allegra polka. Il liscio al Festival è sicuramente una grande novità e questo porta nelle case degli italiani una voglia infinita di tornare alle sagre!

FASMA: La fine (Nesli) con Nesli – voto: 7 

Il pezzo più recente della serata: è infatti del 2009. Problemi tecnici durante l’esibizione: non funziona il microfono di Fasma (fonici Rai che succede?). L’esibizione viene interrotta da Amadeus e fatta ripetere. The show must go on! Duetto piacevole che supera le aspettative di tutti.

BUGO: Un’avventura (Lucio Battisti) con i Pinguini Tattici Nucleari – voto: 6

Uno dei super classici di Battisti e Mogol. A Sanremo Un’avventura arrivò nona. Chi lo avrebbe mai detto oggi? Ci presentano una bella versione rivisitata, con un sound che ricorda vagamente Viva La Vida dei Coldplay. I Pinguini tattici Nucleari danno un tocco moderno e ritmato, non fosse per le stonature continue di Bugo che abbassa notevolmente il voto della performance.

FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ: medley di Del Verde (Calcutta)Le cose che abbiamo in comune (Daniele Silvestri), Felicità (Al Bano e Romina), Non amarmi (Aleandro Baldi e Francesca Alotta), Fiumi di parole (Jalisse) – voto: 6

è un gioco musicale mal riuscito quello di Francesca Michielin e Fedez. I due uniscono diversi pezzi d’autore che hanno poco a che fare gli uni con gli altri. La Michielin e Fedez cercano di darne una versione comica come quando, ad esempio, cantano Felicità eliminando ogni traccia di gioia e felicità.

IRAMA: Cyrano (Francesco Guccini) –voto: 6.5

Canta Irama con la partecipazione di Francesco Guccini, nel monologo iniziale. Viene mostrata solamente la performance delle prove che sicuramente non le rende giustizia. Una scelta nobile quella di Irama di portare un pezzo del grande Guccini ma che non stupisce più di tanto

MÅNESKIN: Amandoti (CCCP) con Manuel Agnelli –voto: 7.5

La versione della Nannini è una specie di tango che rappresenta un amore passionale. Invece i Maneskin con Agnelli lo trasformano nella melodia di un amore tormentato. Con un ritmo assolutamente rivisitato. Partono con un sound romantico e delicato che poi si trasforma in rock puro e voce graffiata secondo quello che è lo stile dei Maneskin. La canzone intensa e assieme delicata, diventa lievemente crudele, ambigua e teatrale. Nel complesso una bella esibizione ma un po’ troppo struggente 

RANDOM: Ragazzo fortunato(Jovanotti) con The Kolors –voto: 5.5

Ragazzo fortunato è un pezzo del 1992 euforico  ed energetico.. Un Random che ce la mete tutta pur di star dietro ad un gruppo esplosivo come quello dei The Kolors ma non ce la fa. Esibizione bocciata

WILLIE PEYOTE: Giudizi Universali(Samuele Bersani) con Samuele Bersani – voto: 7 

Il capolavoro di Bersani del 1997. Ci regalano una versione fedele all’originale, semplice ma che funziona. Nulla di particolare

ORIETTA BERTI: Io che amo solo te (Sergio Endrigo) con Le Deva – voto: 7.5

Orietta è stata la protagonista di questo Festival e la sua voce è sicuramente impeccabile (una delle poche di questa edizione) e per questo non può non essere premiata. Avremmo preferito però una versione un po’ più moderna del grande successo di Endrigo… 

GIO EVAN: Gli anni (883) con i cantanti di The Voice Senior – voto: 4.5

Un disastro! Come rovinare un successo senza tempo. 

GHEMON: medley di Le ragazze, Donne, Acqua e sapone, La canzone del sole con i Neri per caso – voto: 6.5

Un bel medley a tema “donne”, ben arrangiato, con uno stacco orchestrale da blue-eyed soul. La voce di Ghemon non fa impazzire ma tutto sommato si merita una sufficienza piena

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA: Splendido Splendente (Donatella Rettore) con Donatella Rettore – voto: 7.5

La rappresentante di lista se la gioca alla grande con questo pezzo e con un duetto sublime con Donatella Rettore

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ARISA: Quando (Pino Daniele) con Michele Bravi – voto : 8

Omaggio a Pino Daniele con un suo successo immortale. Versione delicata, precisa e intonata, nient’altro da aggiungere.

MADAME: Prisencolinensinainciusol (Adriano Celentano) – voto: 7.5

Con questa versione Madame mostra tutta la sua bravura. Dopo aver aperto con uno sketch ci fa ballare con un pezzo di Celentano e con un arrangiamento da 10 e lode

LO STATO SOCIALE: Non è per sempre (Afterhours) con Francesco Pannofino e Emanuela Fanelli – voto: 8.5

Un’esibizione che rimarrà impressa. Come sempre lo Stato Sociale non solo interpreta i pezzi ma porta un vero e proprio show sul Palco dell’Ariston. Un omaggio che fa commuovere, dedicato a tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo.

ANNALISA: La musica è finita (Ornella Vanoni) con Federico Poggipollini – voto: 8

Nali esegue il pezzo in maniera impeccabile mettendo in risalto le sue doti canore e la sua voce inconfondibile.

GAIA: Mi sono innamorato di te (Luigi Tenco) con Lous and The Yakuza – voto: 8

Bellissima interpretazione di due vocalità così diverse. Sembra che cantino insieme da tempo, per come si cercano con lo sguardo, per come si inseguono con le voci. Un’esibizione che fa emozionare.

COLAPESCE DIMARTINO: Povera Patria (Franco Battiato) – voto: 7.5

Da loro avevo grandi aspettative e forse mi hanno un po’ deluso riportando una versione fatta bene ma un po’ troppo fedele all’originale. Tutto sommato danno un esibizione più che sufficiente.

COMA_COSE: Il mio canto libero (Lucio Battisti) con Alberto Radius e Mamakass – voto: 6.5

Versione carina ma troppo sciapa se pensiamo all’originale di Battisti.  

MALIKA AYANE: Insieme a te non ci sto più (Caterina Caselli) – voto: 8

Malika ce ne dona una versione raffinata, intensa e fedele all’originale. Piacevole da ascoltare.

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 Max Gazzè: Del Mondo(CSI) con Daniele Silvestri e la Magical Misery Band – voto: 7

Quest’anno Max Gazzè risulta essere un po’ sotto le aspettative rispetto a come siamo abituati a vederlo. Ciò nonostante l’arrangiamento è uno dei più belli delle cover di questo Festival.

Ermal Meta: Caruso (Lucio Dalla) con Napoli Mandolin Orchestra – voto: 8

Ermal ha scelto una strada più sicura, con una scelta un po’ scontata: l’interpretazione di una canzone di Lucio Dalla proprio nel giorno del suo compleanno. Tutto sommato una bella esibizione dove Ermal mette in risalto il suo bel canto.

Aiello: Gianna(Rino Gaetano) con Vegas Jones – voto: 6

Finale di serata un po’disastroso con la cover di un altro brano che ha fatto la storia del Festival. Prova a stupirci con Vegas Jones ma Aiello fallisce miseramente nel tentativo di trasporre Gianna di Rino Gaetano.

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Finalisti

Un milione di cose da dirti – Ermal Meta: 7


Il pezzo è molto piacevole, accogliente e decisamente nelle sue corde, forse fin troppo. Magari poteva starci un pizzico di rischio in più date le sue indiscusse qualità interpretative, da brividi!

Chiamami per nome – Francesca Michielin e Fedez: 7.5


Bisogna ammettere che dal “Cigno Nero” di strada ne è stata fatta! È sempre un piacere sentire come le loro voci riescono a fondersi insieme nonostante l’inevitabile evoluzione artistica e personale. Il brano è sicuramente radiofonico, il ritornello ti entra in testa sin dal primo ascolto ma probabilmente la vera forza del brano risiede nella sua melodia (e nel ricordo tenerissimo degli occhi lucidi di Fedez dopo la prima performance).

Zitti e buoni – Måneskin: 8

Un brano irriverente, struggente e chiassoso e per questo sincero, proprio come loro. E menomale che è riuscito a svegliarci dall’assopimento delle puntate! Una band che sembra nata e cresciuta insieme, dallo stile inconfondibile e da un front man magneticamente inimitabile! Sicuramente quando li ascoltiamo non riusciamo a stare “zitti e buoni” ma forse, hanno vinto il Fetival proprio per questo, no?

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Outfit

CONDUTTORI: 7

Amadeus ha brillato, letteralmente, dall’inizio alla fine. Fiorello un po’ meno ma ha vestito due taglie più della sua per tutta la settimana. Le vallette che si sono succedute sul palco hanno alzato il livello, belle e brave. Menzione speciale alla dea Elodie. 

CAMPIONI: 6

Anche qui le donne alzano il livello decisamente bassino degli outfit maschili, pur non facendo miracoli. Non abbiamo sognato come avremmo voluto. Eccezione per Noemi in Dolce e Gabbana che ha demolito l’autostima che mi era rimasta dopo Elodie. 

GIOVANI: 6.5

Discreti, niente di eccezionale ma in linea con il ruolo di sbarbatelli. 

ACHILLE LAURO: HA UN PO’ SGRAVATO

Bello il concept ma oramai non stupisce più. 


Valeria Capozzella, Alice Muti Pizzetti, Agnese Carcia, Elisa Militello, Franco Ferrari

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