Femminismo e cinema: le donne che fanno girare la settima arte

Il rapporto tra donne e mondo del cinema non è mai stato del tutto idilliaco. Lo star system è ancora tra le mani di pochi (e tutti uomini), eppure qualcosa sta cambiando.

Le donne parte dell’industria cinematografica, oggi più che mai, si sono fatte portavoce della causa femminista. Non solo: molte di loro sono impegnate nelle lotte contro i cambiamenti climatici ed in quelle per i diritti civili e LGBTQIA+.

Insomma registe, attrici, sceneggiatrici si stanno unendo contro chi comanda. Non per se stesse o per il solo genere femminile ma per tutti, per gli esclusi, per un sistema equo e senza abusi al quale chiunque, grazie alle proprie doti, possa accedere.

Questo articolo è un omaggio ad alcune di queste donne: per celebrare i loro traguardi nella settima arte e per ringraziarle delle battaglie che portano avanti senza paura.


LINA WERTMÜLLER


Apriamo con un orgoglio italiano. La regista romana è stata infatti la prima donna a ricevere la candidatura alla miglior regia, per il film “Pasqualino settebellezze” durante gli oscar del 1977.

Carattere forte e indipendente, nel periodo in cui nel nostro paese le donne potevano ambire solamente a sposarsi e fare le casalinghe, lei lavorava come aiuto regista per Fellini nei capolavori “8 e 1/2” e “La dolce vita“.

Successivamente iniziò il suo lavoro autonomo, creando alcune delle più importanti opere sulla frattura sociale e geografica italiana spesso riconoscibili per i lunghi ed originali titoli.

Attraverso i suoi film ha raccontato l’esasperazione dei ruoli maschili e femminili, come la società impone, stigmatizzandone i tratti e le caratteristiche.

Si è dimostrata da sempre una donna all’avanguardia ed ancora oggi la sua eco non si è spenta, e stata infatti insignita dell’Oscar alla carriera durante la scorsa edizione degli Academy Awards.


MARJANE SATRAPI


Parliamo ora di Marjane Satrapi, autrice della graphic novel autobiografica “Persepolis“, trasformata in seguito in un film di animazione da lei stessa sceneggiato e diretto.

In questa opera viene ripercorsa la storia della rivoluzione Islamica del ’78 e dei suoi effetti sulla vita della giovane Marjane e di tutte le persone del paese.

La regista ha creato una forte denuncia verso la società iraniana e sul forte controllo che gli uomini esercitano sulle donne del paese, mostrando come dei diritti, considerati base nelle società liberali, le fossero totalmente negati.

Alcune delle azioni più semplici della vita quotidiana come truccarsi, ascoltare rock’n’roll o esprimere la propria opinione le erano vietate, portando all’esasperazione il suo spirito ribelle.

Perciò, emigrò in Francia dove iniziò la sua opera di sensibilizzazione sulle condizioni delle donne persiane. Oggi è una delle registe più apprezzate e di successo del cinema francese.


FRANCES MCDORMAND


Altra donna da citare in questo articolo è la due volte premio Oscar Frances McDormand. Nota per il suo grande talento, è da sempre impegnata in campagne per i diritti civili.

Il suo più famoso atto di protesta risale al 2018: durante la sua premiazione come miglior attrice, ha tenuto uno dei discorsi più importanti nella storia degli Academy.

Infatti, dopo aver invitato ogni nominata donna in ogni categoria ad alzarsi in piedi, ha ricordato a tutto il pubblico dell’Inclusion Rider: clausola che permette ad un attore o regista di richiedere la maggiore inclusività possibile nel cast e nella produzione di un film.


JANE FONDA


Non poteva mancare in questa lista la grande Jane Fonda. L’attrice, sin dagli inizi della sua carriera, si è sempre impegnata nell’attivismo compiendo alcune delle proteste più celebri degli anni ’70.

In prima linea nelle manifestazioni contro l’intervento statunitense in Vietnam, ha addirittura visitato Hanoi nel ’72. Questo le è valso lo sgradevole nomignolo di ‘Hanoi Jane’.

Inoltre, è una delle maggiori sostenitrici dei diritti dei nativi americani, contro le speculazioni sulle loro terre sacre.

Ma queste sono solo alcune delle azioni compiute da Jane, le sue battaglie continuano ancora oggi! Ormai ottantaduenne, l’attrice si è unita alle proteste dei “Fridays for future“, venendo anche più volte arrestata.

Insomma: la signora Fonda è la rappresentazione vivente che nelle battaglie per i diritti, l’età non conta. E pure nel mondo del cinema.


OPRAH WINFREY


La “Queen of tv” statunitense, oltre ad aver recitato in alcuni famosi film, è stata nominata su Forbes come una delle donne più influenti al mondo.

Impegnata per i diritti degli omosessuali, ha introdotto il dialogo sulla sessualità nella televisione mainstream.

Oprah è inoltre una sostenitrice del partito democratico ed ha preso parte alle campagne elettorali di Barack Obama e Hillary Clinton.


MARY HARRON


La regista canadese autrice di “American Psycho” e “Ho sparato a Andy Warhol” è molto apprezzata tra gli ambienti femministi e LGBTQIA+.

Nei suoi film si può infatti notare una forte critica verso i classici ruoli di genere, soprattutto del machismo. Non mancano l’esaltazione di donne controverse e di conturbanti personaggi queer.


EMMA WATSON


L’attrice, oltre ai suoi impegni al cinema, è coinvolta in molte iniziative per la parità di genere e la difesa dei diritti delle donne.

La UN women l’ha infatti scelta come ambasciatrice di buona volontà per l’iniziativa HeForShe, che invita anche gli uomini a lottare per il raggiungimento dell’equità tra i sessi.

Inoltre ha avviato delle iniziative per l’assistenza delle vittime di abusi sessuali sul lavoro ed un club del libro per la diffusione di letture a tema femminista.


Naturalmente queste sono solo alcune delle donne che, dal mondo del cinema e non, lottano per l’equità e s’impegnano per la difesa dei loro diritti.

Il loro esempio serve a mostrare che non esiste età o provenienza, che non permetta di unirsi per cambiare il mondo e protestare per far sentire la propria voce.


Franco Ferrari

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