Usiamo la memoria: un racconto dell’Archivio di Stato

Stamattina mi sono svegliata e ho fatto un giro su vari canali web per vedere in che modo si rinnovavano per l’odierna ricorrenza internazionale. Ho trovato un film (La città senza ebrei), ormai noto ma a rischio di estinzione, che vent’anni prima della strage razzista prevedeva già i suoi sviluppi ed esiti; non a caso il produttore fu perseguitato e poi ucciso. Ho trovato i video della Rai con i soliti momenti cruciali della Seconda guerra mondiale e della deportazione. Poi, ho trovato un articolo molto interessante di un professore di provincia, Enrico Galiano, ormai abbastanza noto per la pubblicazione di romanzi e interventi televisivi sull’insegnamento nell’età contemporanea. Ha pubblicato un post in cui descriveva il suo modo di insegnare la Giornata della Memoria ai ragazzi di terza media: ogni bambino scrive il nome delle persone più care su diversi fogli di carta mentre il professore costruisce una barchetta dello stesso materiale, tutti i personaggi salgono a bordo e la nave salpa dentro un secchiello pieno d’acqua. Sappiamo tutti come finisce la storia: la barca si ribalta e i passeggeri cadono in mare. Grazie a questa lezione di vita, di attualità, l’insegnante ha ottenuto uno spontaneo minuto di silenzio, quel minuto che, ricordiamo bene, a scuola era difficile rispettare.

La lezione sembra abbastanza chiara, ma forse non lo è per tutti.

Il Comune di Siena tace

Dopo aver letto la storia, vado alla ricerca degli eventi che Siena offre oggi: il nulla. Non si sa se sia per la decisione di unire insieme le ricorrenze della Shoah e delle Foibe, ma se anche fosse non sarebbe ammissibile. Non si trovano proiezioni di film in città e l’unico spiraglio di luce è offerto dall’Istituzione: l’Università.

“Archiviare” non è “dimenticare”


Voci di carta. Le leggi razziali nei documenti della città di Siena (fino al 31 Gennaio)

È proprio presso l’archivio di Stato che si tiene l’evento culmine dei precedenti incontri (il 25 alle Stanze della Memoria e il 26 agli Intronati per i bambini): una visita guidata alla documentazione che mostra la quotidianità delle leggi razziali nella città, con concerto serale a seguire.

L’esibizione, visitabile da dieci settimane, ha consentito di toccare con mano la situazione a Siena tra 1938-45. Le guide dei vari gruppi di visitatori (numerosissimi, ma con l’età media di 60 anni) hanno mantenuto un forte contatto con l’attualità e trasmesso la passione per il concetto di archivio, suggerendo anche agli studenti di intraprendere un’avventura nei polverosi documenti delle proprie scuole per recuperare questa sempre viva minaccia.

Il concerto: “Musica dall’esilio. Omaggio a Mario Castelnuovo-Tedesco”

Fiorentino di religione ebrea, nasce bambino prodigio e sviluppa una sensibilità musicale straordinaria. Vede cambiare attorno a sé tutto il mondo negli anni cruciali del fascismo e scappa a causa delle leggi razziali del 1938. In America vive producendo musica per film augurandosi che il suo Paese possa rialzare la testa. L’Istituto Franci ha organizzato una concerto, comunicando a tutti con il linguaggio universale delle note la biografia di un Maestro di vita e di musica.

Durante la ricreazione tre studentesse si avvicinano timorose al professore, una di loro prende coraggio e gli chiede se possono raccogliere i foglietti di tutti i compagni dal secchiello.

“E intanto io le guardavo, e dentro di me pensavo che finché tre ragazze decidono di saltare la ricreazione per tirare su dal fondo di un secchio dei fogli di carta, c’è ancora motivo per credere in un mondo diverso.”


Enrico Galiano, 24 Gennaio 2019

Ludovica Carlini.

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