Una sedia per Patrick Zaky

Una sedia per Patrick Zaky

Da qualche giorno Siena si è riempita, negli spazi vuoti lasciati dal Covid19, di sagome di cartone raffiguranti Patrick Zaky.

L’iniziativa “Una sedia per Patrick Zaky“, del fumettista ravennate Gianluca Costantini, è arrivata nella città del Palio grazie all’impegno di Sienambiente. L’obiettivo di questo evento è di sensibilizzare la popolazione sulla prigionia del ricercatore.

Patrick George Zaky è un cittadino egiziano residente a Bologna, dove ha frequentato il Master internazionale in studi di genere dell’ateneo bolognese. Il ragazzo è da sempre un attivista nel settore dei diritti umani e civili, in particolare è un acceso difensore della comunità LGBT+ del suo paese natale.

Proprio durante un viaggio in Egitto, per visitare la sua famiglia, il 7 febbraio 2020 Patrick è stato arrestato con l’accusa di fomentare delle manifestazioni anti-governative.

Da allora Patrick si trova prigioniero delle autorità egiziane, nel silenzio più assordante delle istituzioni italiane che nulla hanno fatto per aiutare uno studente di un nostro ateneo statale.


Gli italiani con Patrick

Malgrado questo impasse del governo, il popolo italiano ha da subito preso a cuore le sorti del ragazzo egiziano.

Le manifestazioni per la libertà di Patrick a Bologna

Varie manifestazioni a sostegno di Patrick si sono diffuse su tutto lo stivale, partendo da Bologna per poi diramarsi in tutte le città del Nord e del Sud. in favore del ricercatore si sono impegnate persino organizzazioni come Amnesty International e il Partito Radicale italiano.

Ma tra tutti coloro che hanno alzato la propria voce per la liberazione di Patrick Zaky, uno in particolare è riuscito a creare il simbolo che oggi unisce tutti i sostenitori della libertà di Patrick.

Gianluca Costantini, noto fumettista ed attivista originario di Ravenna, è infatti l’autore del ritratto di Patrick Zaky che è ormai diventato un’icona della solidarietà nei confronti del ricercatore. caratterizzato da uno stile minimalista e dal messaggio chiaro e diretto “FREEDOM FOR PATRICK ZAKY“.

Il disegno originale di Gianluca Costantini

Questa opera si è diffusa rapidamente su tutto il territorio nazionale ed è protagonista, con diverse forme, in tutte le manifestazioni dedicate a Patrick.

Ora con la nuova iniziativa “Una sedia per Patrick Zaky” la sagoma del ragazzo egiziano sarà presente in vari luoghi simbolici ed istituzionali di Siena e non solo.

Grazie a Sienambiente noi di uRadio abbiamo contattato Gianluca Costantini, che ha gentilmente rilasciato una intervista per parlare di questa sua opera e delle iniziative presenti in diverse città.


Ciao Gianluca! vuoi presentarti?

“Sì! sono un disegnatore e contemporaneamente anche attivista, nel senso che da ormai da 15 anni ho cambiato il mio lavoro di artista e mi sono interessato molto di più alla realtà delle cose. Ho cercato di fare interagire i miei disegni con i movimenti e le lotte delle persone e un po’ alla volta mi sono avvicinato sempre di più al tema dei diritti umani, all’inizio ho seguito manifestazioni di piazza come quelle di Istanbul, o quelle di Piazza Tahrir usando i disegni e dandoli ai manifestanti, oppure seguendo alcuni casi anche politici o sociali attraverso libri a fumetti e storie. Man mano che passava il tempo mi sono focalizzato sempre di più sulle persone e soprattutto con l’utilizzo di Twitter ho cominciato ad interagire e collaborare con coloro che sono direttamente coinvolti nei disegni che realizzo.”


Come è nata l’iniziativa “Una sedia per Patrick Zaky”?

“Il disegno originale di Patrick Zaky l’ho disegnato il giorno stesso in cui lui è stato arrestato. Quel disegno, che subito venne utilizzato da Amnesty Italia per la campagna di liberazione, un po’ alla volta è diventato di dominio pubblico e tantissime persone hanno cominciato ad usarlo, finché il sindaco di Bologna a Marzo, mi ha chiesto di stampare una gigantografia da mettere in Piazza Maggiore…”

la gigantografia di Patrick in Piazza Maggiore

“…E quindi per una settimana c’è stato questo disegno gigante a Bologna e da lì è nata l’idea del Rettore dell’Università, di realizzare le sagome, visto che le sale universitarie, a causa dell’emergenza Covid, erano vuote decidemmo di metterle come fossero dei veri studenti nell’Aula Magna. Giorni dopo le sagome furono spostate nelle aule studio, ad occupare i posti che dovevano essere lasciati vuoti per il distanziamento. Ciò doveva simboleggiare il fatto che Patrick è uno studente come tutti gli altri e che la sorte di Patrick sarebbe potuta accadere a chiunque in un paese senza democrazia…”

le sagome di Patrick nell’aula Magna di Bologna

“…Da quell’evento lì anche la sagoma di Zaky è diventata, diciamo, ingestibile apparendo ovunque dai balconi delle case ad altre istituzioni, come la biblioteca di Ravenna, nei concerti di Niccolò Fabi, che ha riempito i posti vuoti per il distanziamento con le sagome di Patrick e poi anche a Poggibonsi, dove circa un mese fa abbiamo organizzato una installazione nel teatro comunale, l’iniziativa era stata promossa da Sienambiente, che avendone stampate più di 50 decise di portarle anche a Siena in collaborazione con l’Università ed altri luoghi simbolo della città.”


Insomma questa tua opera ha ottenuto vita propria diffondendosi in tutta Italia.

“Questo è interessante come fenomeno civile, i cittadini hanno utilizzato l’arte per comunicare i problemi di questo ragazzo, che è stato un po’ adottato da tutti noi italiani. Il disegno è diventato una sorta di veicolo per comunicare al governo la volontà degli italiani di aiutare Patrick.”


Quali reazioni hanno avuto le persone di fronte a queste sagome?

“È strano perché il disegno è molto semplice, però, essendo la storia di Patrick molto triste, la gente si è mostrata molto empatica nei confronti di queste opere soprattutto per la gigantografia di Piazza Maggiore. Anche per le sagome tutti hanno dimostrato una certa empatia, tutti le fotografano, tutti vogliono sostenere l’iniziativa, persino in molti eventi letterari gli autori vogliono Patrick in prima fila. Insomma la sagoma di Patrick è diventata una presenza comune, molti non sanno neanche chi sia l’autore, ma tutti conoscono il disegno e questo è per me importantissimo.”


Quanto si è fatto, e quanto si deve ancora fare, in Italia per Patrick?

“Molti comuni hanno fatto molto per Patrick Zaky, centri come Bologna, Milano, ma anche altri più piccoli come Poggibonsi, hanno avviato l’iter per conferirgli la cittadinanza italiana, sono ormai circa un centinaio. l’università di Bologna è forse l’ente che sta facendo di più per lui. Quello che sta facendo di meno, forse, è proprio lo Stato italiano, come nel caso Regeni le istituzioni sembrano sotto una sorta di ricatto economico, in quanto noi siamo il primo partner nella vendita di armi per l’Egitto, dietro questa cosa girano talmente tanti soldi che possiamo tranquillamente definirci sotto ricatto…”

“…Lo stato non ha mai avviato delle indagini né lo ha fatto il Ministro degli Esteri, lasciando le proteste ai cittadini e alle ONG. Anche In Egitto c’è un piccolo movimento che lotta per la sua liberazione, composto dai famigliari e da alcuni attivisti egiziani, ma far valere i propri diritti col governo del Cairo è quasi impossibile di questi tempi.”


Grazie per quest’intervista speriamo che con iniziative come questa i cittadini riescano a convincere lo stato ad intervenire in difesa di Zaky!

“Grazie a voi di uRadio per questa intervista! e sì, speriamo che finalmente un cambiamento nasca dalle nostre manifestazioni.”


Noi di uRadio ringraziamo Gianluca Costantini e Sienambiente per aver portato quest’iniziativa anche qui a Siena e a nome di tutti gli studenti senesi ci auguriamo di rivedere Patrick al più presto qui in Italia LIBERO.


Franco Ferrari

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