Una pecora in centro

Ho visto una pecora al guinzaglio con una pettorina di Hello Kitty che passeggiava con la propria padrona lungo il corso del centro storico di Grosseto.

Era il giorno dopo essermi lasciata con quello stronzo del mio ragazzo. Non solo avevo scoperto che mi tradiva con la ragazza con cui aveva scopato in Erasmus, ma mi aveva anche incolpata della faccenda. Un grand’uomo, non c’è che dire. Un uomo davvero con le palle. Ovviamente era troppo faticoso prendersi le proprie responsabilità: era molto più facile accusarmi di essere una frigida chiusa di mente del cazzo. Com’è che mi aveva detto? “Io non ho nessun problema; se tu hai un problema non è un problema mio”. Chiaramente le persone nel locale hanno spalleggiato lui perché era semplice prendersela con me, molto più debole emotivamente di lui. E poi io sono una donna, ovvero sono isterica e pure zoccola. La colpa è intrinsecamente mia.

Insomma, stavo camminando con la mia amica cercando di sfogare la mia furia immaginando che i sanpietrini fossero la sua faccia di merda quando ho alzato gli occhi e ho visto quello che all’inizio mi sembrava un enorme cane peloso. La mia vista non è delle migliori, lo ammetto, ma non mi sarei mai aspettata una cosa del genere.

La signora era assolutamente tranquilla, come se stesse portando a spasso un comune animale da compagnia. Lo scalpiccio degli zoccoli era inequivocabile; il suo occhio vitreo mi osservava mentre si avvicinava a noi. La padrona si fermò come se volesse farcela accarezzare; ma era possibile accarezzare una pecora con una pettorina di Hello Kitty? Le labbra tinte di rosso della signora si piegarono in un sorriso.

“Non è meravigliosa? Si chiama Morbidina” ci disse con un tono che ci invitava ad accarezzare il pelo dell’animale. Guardai la mia amica.

“Potete accarezzarla se volete” continuò.

La mia amica non stava muovendo un muscolo, così dovetti fare il primo passo. Allungai una mano verso la schiena dell’animale, che mi lanciò un’occhiata soddisfatta. Il pelo era straordinariamente morbido. Continuai ad accarezzarla.

“Sapete, è cresciuta con una cucciolata di cani e adesso crede di essere una di loro. Se non la porto a spasso fa le bizze”. Cercavo di immaginare una pecora con un guinzaglio in bocca che cercava di convincere la propria padrona a portarla a fare un giro. Guardai la signora e mi resi conto che quella scena non era poi così improbabile. Per di più, quella era proprio una pettorina di Hello Kitty.

“Corre e gioca con loro e certe volte tenta anche di abbaiare, senza successo ovviamente”. La signora rise sguaiatamente. La pecora continuava a guardarmi inespressiva. Io guardavo lei senza capire.

La mia amica decise che era il momento di andare. Continuammo a passeggiare lungo il corso.

“Forza, piccola mia! È ora di tornare a casa!” sentimmo in lontananza.


Federica Pisacane.

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