Storia di uno scrittore che ci insegnò a volare: il mio amico Luis

Luis Sepúlveda è morto. Che scoperta, mi direte; è morto da quasi un mese. Infatti, se provate a googlare il suo nome, vi usciranno moltissimi articoli al riguardo. Molti più articoli sulla sua morte che sulla sua vita, purtroppo.

Ma forse, prendersi un mese per riflettere ha il suo significato: ci si rende conto di che cosa si è perso davvero. Non sono riuscita a trovate una scusa migliore per il mio redattore, siate clementi almeno voi! Al di là delle battute, è vero che prendersi un po’ di tempo per capire chi abbiamo perso può avere le sue motivazioni.

Non avevo mai letto neanche una riga di Sepúlveda. E in casa non avevo neanche un suo libro. Quando è stato possibile sono andata in libreria e ho chiesto se avessero uno dei suoi libri. Esauriti, tutti esauriti. Ho fatto quindi un rapido giro di amicizie per mettere insieme alcuni titoli dell’autore e mi sono messa sotto a leggerli.

Netflix mette a disposizione il film d’animazione La Gabbianella e il Gatto, slittato subito tra i film più visti. Alla fine allora, qualcosa ci avevo azzeccato: non sappiamo esattamente che cosa ci siamo persi.


Storia di uno scrittore cileno raccontata da me stessa

Questa storia inizia con una bambina (che poi sarei io) che prova ad ascoltare la storia di uno scrittore (che poi sarebbero i suoi libri). L’immagine è ispirata all’inizio di una fiaba di Luis – ormai lo chiamo Luis, siamo in confidenza- intitolata Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa. Quanto ci dice Luis della sua vita attraverso i suoi libri?

Nei libri di Luis c’è tutta la sua vita senza gli eventi della sua vita. Certo, ci sono opere in cui si racconta e racconta ciò che gli è successo, ma non sono quelle che ci dicono di più su di lui.

Luis nacque in Cile nel 1949 a Ovalle ma crebbe a Valparaìso, in Cile. Il Cile (ma più in generale il Sud America) è in ogni piega della pagina e in ogni carattere della sua scrittura. La Natura emerge prepotente, molto spesso è lei la vera protagonista; impersonata da animali, quando non può emergere in se stessa.

Di giorno c’è l’uomo e la foresta, di notte l’uomo è la foresta.” Il mondo naturale di Luis non è accogliente, né spietato: è magnetico, affascinante e comprensibile. A un occhio, a un orecchio e a un cuore sensibile, che abbia pazienza, la Natura si mostra, parla e dona se stessa.

La Natura è sensibile, senziente ed espressiva. Luis è stato ecologista e attivista per Greenpeace, sensibile alle tematiche ambientali con netto anticipo rispetto a molti suoi – e anche nostri- contemporanei.


Storia dell’umanità e di un autore che divenne suo amico

La Natura nei libri di Luis è esattamente come appare, sono le persone a non essere come appaiono, nel bene come nel male. Il titolo di questo paragrafo è ispirato al libro per bambini “Storia di un gatto e di un topo che divenne suo amico”. Come fanno un topo e un gatto ad andare d’accordo?

Per come sono io, non saprei. Credo dipenda dal mio essere litigiosa e un po’ scontrosa. Come fa uno scrittore, divenuto parte della guardia personale di Salvador Allende, ad assistere al colpo di stato militare di Pinochet? Come fa a veder morire Allende, a venir arrestato, rinchiuso e torturato per mesi e scrivere La storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare? Oppure Il vecchio che leggeva romanzi d’amore?

Credo ci sia qualcosa, in Luis, che non si sia mai spezzata. Una fibra legata alla speranza, molto più che alla morale. La maggior parte dei suoi personaggi, in particolar modo i protagonisti, è chiusa, scontrosa e recalcitrante riguardo a quanto deve affrontare.

Un gatto non vuole prendersi cura di un pulcino di gabbianella, un uomo anziano non vuole dare la caccia a un tigrillo, un killer vuole eseguire il suo incarico ma è ostacolato dai suoi sentimenti. Eppure, con impegno tutti fanno quanto è necessario.

Per quanto la natura dei personaggi sia un dato di fatto, questa non è mai vincolante nelle loro scelte. Il carattere dei protagonisti è ciò che loro sono disposti a mettere in discussione per salvare ciò che è più fragile e prezioso.


Storia di una lettrice che scoprì l’importanza della lentezza

E della pazienza. Luis era innamoratissimo della poetessa Carmen Yáñez, anche lei fervente attivista politica nonché grande letterata. Lei e Luis si sposarono giovanissimi ma vennero separati proprio a causa degli arresti, subiti da entrambi, da parte di Pinochet.

Rimasero separati diversi anni, finché Carmen non seppe, grazie alla fama internazionale acquisita da Luis, che era vivo. Trovò il modo di ricontattarlo, nel frattempo lui si era risposato, ma dopo alcuni dubbi decise di tornare da lei e si risposarono.

Ora capirete perché il titolo è una citazione del libro “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” La grandezza di un autore come Luis sta proprio nell’aver messo tutta la sua vita nello spazio bianco della pagina. L’inchiostro racconta altre storie, possibili, con personaggi altri, possibili.

Ma tutto il resto, tutto il tessuto emotivo dell’opera è in quanto non viene mai detto dall’autore ossia la sua vita e la sua esperienza. Ed è proprio questo a non rendere stucchevole la dolcezza dei suoi scritti. Tutto quello che noi leggiamo nelle sue pagine e che lui non ha scritto, ma ha saputo raccontarci.


Veronica Ragozzi

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *