Quando scrive lei: le donne viste dalle donne

Faccio una premessa: questo articolo non vuole essere un compendio di “letteratura femminista” o una “lista dei cinque libri da leggere assolutamente se vuoi essere un* ver* femminist*”. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, che è stata esattamente una settimana fa, si scrivono tante cose, molte anche inutili e persino dannose. Per capirci, le riviste patinate possono fare tutti gli articoli che vogliono intitolati “i migliori libri scritti da donne”, ma sono completamente inutili se poi, la pagina dopo, scrivono: “10 consigli per soddisfare il tuo uomo a letto (e rimanere a bocca asciutta)”.

Insomma, questa non è la mia intenzione. Vorrei, molto umilmente, indicarvi qualche spunto di lettura nella speranza che vi possa aiutare a mettere in discussione qualche concetto.


Simone de Beauvoir, “Il secondo sesso” (1949)

Il secondo sesso viene considerato uno dei testi cardine del femminismo. In questa monumentale opera (non scherzo, l’edizione che ho a casa, del 1961, è di 524 pagine) de Beauvoir analizza con spietata lucidità i motivi bio- e sociologici della supposta inferiorità della donna.

La tesi di fondo è che l’uomo si considera il Sé, il “sesso base”, mentre la donna è vista come l’Altro. Quindi il sesso femminile (il secondo sesso, appunto) ha bisogno di quello maschile per determinarsi.

Nel corso dell’opera la scrittrice evidenzia tutti i ruoli in cui il patriarcato imprigiona la donna, come la sposa, la madre, la prostituta, la lesbica, la narcisista, l’innamorata, la mistica. A mio parere, Il secondo sesso è un testo fondamentale per scoprire e capire tutte le gabbie sociali in cui veniamo rinchiuse (o ci rinchiudiamo).

Simone de Beauvoir

Di de Beauvoir consiglio anche Memorie di una ragazza perbene (1958), primo di una serie di romanzi autobiografici. In questo, de Beauvoir racconta l’infanzia, l’adolescenza e i primi anni di università nella Francia dell’immediato dopoguerra.


Virginia Woolf, “Una stanza tutta per sé” (1929)

Nato da due conferenze tenute presso due college femminili dell’Università di Cambridge, Una stanza tutta per sé parte da una posizione molto semplice e allo stesso tempo molto potente: come sarebbe oggi la letteratura e in generale la società se le donne avessero avuto soldi e una stanza tutta per sé in cui scrivere?

Una donna non poteva avere la libertà necessaria per scrivere, in quanto l’unico modo che aveva per sopravvivere era il matrimonio, che la obbligava però alla cura esclusiva della casa e della famiglia. Per questo motivo le donne sono state ridotte al silenzio.

Virginia Woolf

Il saggio è ambientato nella fittizia università di Oxbridge: Woolf vuole così smantellare la cultura patriarcale partendo proprio dal luogo simbolo dell’esclusione, le università, nelle quali le donne sono state ammesse troppo tardi.


Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, “Morgana” (2019)

Le “storie di ragazze che tua madre non approverebbe” sono storie di “donne controcorrente, strane, pericolose, esagerate, stronze e a modo loro tutte diverse e difficili da collocare.

Donne che vogliono piacersi e non compiacervi, un po’ fate e molto streghe, belle e terribili insieme”, da Santa Caterina da Siena a Moana Pozzi, passando per Angelina Jolie e Ipazia. Il libro nasce da una serie di podcast che potete trovare qui.

Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

Ilda Bartoloni, “Come lo fanno le ragazze. Sex inchiesta” (2005)

Bartoloni raccoglie le testimonianze di alcune donne fra i 17 e i 34 anni che hanno in comune l’essere figlie e nipoti delle femministe degli anni Settanta. A queste donne viene semplicemente chiesto di parlare di sé, del rapporto con i genitori (soprattutto con la madre), con le amiche e gli amici, con l’altro o lo stesso sesso.

Queste ventidue donne si raccontano, svelano le loro fantasie, raccontano il loro risveglio sessuale e il modo in cui vivono il proprio corpo e la propria sessualità. Da leggere per confrontarsi con la propria esperienza e magari aprire i propri orizzonti.

Ilda Bertoloni

Lilli Gruber, “Basta! Il potere delle donne contro la politica del testosterone” (2019)

Molti di voi conosceranno Gruber per Otto e mezzo o per i meme della pagina Le bimbe di Lilli Gruber. Dopo essere stata conduttrice Rai, inviata a Berlino durante la caduta del Muro e in Iraq durante la Guerra del golfo, creatrice e conduttrice di numerosi programmi e autrice di vari libri, la giornalista ha scritto questo piccolo saggio rispondendo alla domanda “come sarebbe il mondo se fosse governato per la maggior parte dalle donne?”.

I maggiori ruoli di potere sono assegnati (e riservati) agli uomini, che non stanno facendo esattamente un buon lavoro (vedasi Trump, Xi Jinping, Putin, Salvini…); può darsi allora che, nel momento in cui il potere passa nelle mani femminili, il mondo potrebbe essere migliore.

Lilli Gruber

Gruber fa molti esempi di donne che si sono opposte alla “politica del testosterone”: in primis lei, poi Greta Thunberg, Alexandria Ocasio-Cortez, Canan Kaftancıoğlu, la Nazionale di calcio femminile statunitense.

Evidenzia inoltre come la lotta per la parità dei diritti non sia finita. In più, Gruber cita qui e là qualche saggio femminista che varrebbe la pena approfondire.


Per concludere

Questo è solo un numero limitatissimo di opere scritte da donne sulla questione di genere. Ne ho volutamente tralasciate molte altre, sia perché troppo settoriali sia perché a me sconosciute. Se avete qualche suggerimento o commento non esitate a farmelo sapere nei commenti.


Federica Pisacane.

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