Il pastiche è di casa – termina Ciclomaggio 2017

Case sparse & ratatouille di citazioni al quarto incontro della panoramica bertolucciana

Si è chiusa ieri, 25/05, l’edizione 2017 di Ciclomaggio, con una performance artistica dedicata alle connessioni tra Attilio, Giuseppe e Bernardo Bertolucci

Frizzantissimo clima da “ultimo giorno” all’incontro finale della rassegna Ciclomaggio 2017: come ci spiega Fabiana Di Mattia, curatrice del pomeriggio insieme a Marco Verdecchia, la macchina organizzativa era in funzione da tempo e ha coinvolto un gruppo sempre maggiore di persone, una vera e propria  valanga creativa che ha dato senz’altro i suoi profumatissimi frutti, sapientemente serviti come golose primizie durante i primi tre incontri e giunta con il quarto a fine corsa, con un bilancio certamente positivo.

Di case di comignoli e di tetti: il Leitmotiv del ciclo di eventi ha fornito lo spunto per entrare, più o meno timidamente, in casa Bertolucci. Qui papà Attilio con i figli Giuseppe e Bernardo ci hanno aperto le porte della loro dimora durante una virtuale cena, affollatissima di ospiti illustri e spunti tematici, di opere d’arte e di poesie, di figure femminili fortissime e di padri ingombranti, in una matassa dipanata con maestria dagli organizzatori dei quattro eventi.

L’ultimo incontro ha rappresentato in maniera clamorosamente virtuale tutto questo: conflitti, eros, personalità complesse, cinefilia, interviste, Berlinguer, decolonizzazione, danze, Rossellini, momenti di complicità, vizi, insicurezze, soliloqui, voci interiori, Godard e tanto altro ancora, in un vortice di spunti e citazioni all’insegna della bandiera dell’arte, quella con la “a” maiuscola, portata alta da una famiglia -benedetta dall’estro creativo- che tanto ha dato al patrimonio culturale italiano e mondiale.

Questo movimento elicoidale di forme artistiche si è svolto all’interno del chiostro del palazzo di San Galgano, in un evento che conclude questo percorso racchiudendo i percorsi dei tre autori in esame, attraverso una performance artistica itinerante intitolata Il dolce labirinto di casa. Lo spettacolo, dislocato sui tre piani dell’edificio, si è fluidamente mosso tra coreografie itineranti, filmati, disegni e fotografie (di Zaira Allasia, Mariantonietta Confuorto, Flaminia Fiocco, Irene Martano), il tutto scandito dagli sketch teatrali di Francesca Del Zoppo, Aurrette Djoumbi, Tommaso Ghezzi, Giovanni Lamanna, Pierluigi Noschese, Guido Sciarroni, Luca Sciortino, Marco Verdecchia.

L’elaborato pastiche citazionistico ha messo un punto all’edizione 2017, ma solo un punto e virgola al “format” Ciclomaggio, che ci auguriamo di veder rifiorire a primavera il prossimo anno, carico di nuove e preziose infiorescenze da cogliere ed inserire in un rinnovato bouquet artistico.

Mattia Barana

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