Ora o mai più (programma televisivo)

ora/ (tronc. or) [lat. hōrā, abl. del sost. hora “ora²”]

A

(avv.) Con ora si intende il momento presente, l’adesso, in questo momento, l’attimo immediato e fuggente (vd. CAPITANO MIO CAPITANO). È anche l’avverbio preferito per chi afferma di fare qualcosa in quel preciso istante e poi ritrovarsi a farlo x giorni dopo o x minuti prima della scadenza della consegna (vd. AUTOBIOGRAFISMO).

B

(tele) In riferimento al programma Ora o mai più, si tratta di un format televisivo della RAI (vd. GOVERNO) in onda su Rai Uno dall’8 giugno 2018. Condotto da Amadeus (vd. CIPOLLA) e ideato da Carlo Conti (vd. SCOSSAH), Ora o mai più è un talent televisivo dedicato alla musica italiana contemporanea, in cui sono protagonisti otto cantanti di chiara ma veneranda età (vd. OSPIZIO), divenuti celebri per le loro classiche ma ormai dimenticate canzoni (vd. NO TRAP). I “maestri” del programma guidano in ogni puntata i rispettivi “allievi” (vd. AMICI): questi decaduti della musica devono riuscire a convincere la giuria di esperti delle proprie qualità canore (vd. AMICI), con l’aggiunta nello scrutinio finale dei voti del pubblico (vd. E CHE CA***).

B1

(tele) Nella prima stagione i “maestri” sono stati mostri sacri come Marco Masini (vd. VAFF****), Patty Bravo (vd. ET), Red Canzian (vd. PAOLO BITTA), Loredana Bertè (vd. PUFFETTA), Orietta Berti (vd. BARCA, vd. SEA WATCH) e altri. Tra i concorrenti abbiamo invece cantanti anni Novanta come Lisa (vd. LISA), i Jalisse (vd. FIUMI DI PAROLE), Marco Armani (vd. TU DIMMI UN CUORE CE L’HAI) e altri.

In questa stagione la vincitrice è stata Lisa, così come risulta vincitore lo stesso programma, con una media del 21,6% di share per sole quattro puntate in sessione estiva. Peccato che né Lisa né lo share siano ritornate: la prima puntata della seconda stagione ha registrato il 18% di share, contro il 25% della prima puntata della scorsa stagione (vd. EFFETTO ADRIAN).

B2

(tele) Nella seconda stagione di Ora o mai più i nuovi “maestri” (in aggiunta ai predecessori) sono Ornella Vanoni (vd. RONF), Ricchi e Poveri (vd. CHE SARA’) e Toto Cotugno (vd. MOCCOLI). Mentre tra i concorrenti abbiamo cantanti anni Duemila come Annalisa Minetti (vd. BOCELLI), Donatella Milani (vd. CASINO), Michele Pecora (vd. FESTIVALBAR) e altri. Ed è in questa stagione che il trash la fa da padrone. Nelle ultime puntate, forse per aumentare lo share, hanno fatto notizia diversi alterchi tra allievi e maestri, dovuti a screzi non accaduti dietro le quinte bensì in diretta nazionale,come nel caso di Donatella Milani e Donatella Rettore (vd. DONATELLA), così come alcune accese diatribe tra maestri, come è accaduto tra la stessa Donatella Rettore e Ornella Vanoni, a loro volta interrotte da qualche feroce battuta di Toto Cotugno (vd. MOCCOLI).

B3

(tele) “Recentissima produzione trash italiana, Ora o mai più indica proprio ‘fai la stronzata ora, così non la farai più‘. Partecipare a un programma RAI è ormai un pegno all’essere messi alla berlina, e non per risollevare le proprie carriere con un contratto discografico. Basti notare come, in diretta nazionale, la stessa Vanoni si addormenti di sana pianta, quasi preso da un micropisolino berlusconiano, per poi risvegliarsi e criticare maliziosa le performance altrui, alimentando così la deriva da pollaio della trasmissione – non a caso viene sempre citato Uomini e Donne o C’è posta per te dagli stessi maestri quando fanno notare l’involuzione del programma. Chissà se Maria de Filippi farà causa al programma per pubblicità negativa; probabilmente si metterà a ridere guardando le clip di tutte le parolacce di Toto Cutugno, o le litigate tra Rettore e Milani, o le offese gratuite alla Minetti, o i vari momenti di metateatro della trasmissione, con riferimenti alle ingerenze nei confronti di autori e addetti. Il tutto in diretta nazionale.” (cit. Babb & Mink, articolo del 12 febbraio 2019).

C

(poet.) In latino antico, “ora” si riferisce sia al verbo “pregare“, sia alla riduzione regionale di aura, brezza, leggero venticello. In pratica, Ora o mai più è un invito, non solo sul fare una stronzata e andarsene, ma anche di pregare e di cambiare venticello (vd. PETO).


Niccolò Mencucci.

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