Online Games: cosa possono darci?

Nel corso dei nostri appuntamenti a tema videoludico abbiamo sempre parlato di giochi prevalentemente offline, dove l’esperienza solitaria è la caratteristica peculiare di un coinvolgimento tutto suo e di una capacità di introspezione ineguagliabile (basta pensare a titoli come TES Skyrim, The Witcher, Assassin’s Creed, e altri ancora).  Ma per quanto riguarda l’esperienza online? Beh, c’è parecchio da dire al riguardo e sapere da dove cominciare è tutt’altro che facile. Anch’essa ha dei lati meravigliosi e pieni di sorprese, da scoprire in compagnia di altri giocatori con i quali condividere l’impegno, la delusione, le sconfitte e le vittorie. E, perché no, magari innamorarsi e fidanzarsi grazie ad essa, come nel mio caso. (Non si può mai sapere cosa c’è dietro l’angolo, neh? Tra un Headshot e un fidanzamento c’è l’imbarazzo della scelta, ma probabilmente in entrambi  casi perdi punti vita).

neverwinter-wallpaperProbabilmente la mia prima esperienza di gioco online si lega a qualcosa di terribilmente scontato: gli MMORPG. Partita da una brevissima esperienza di World of Warcraft, poi tragicamente finita sul nascere per via del canone da pagare mensilmente e per una serie di altre complicazioni che ho avuto all’epoca, passata in seguito ad un’altra breve esperienza sul vecchio Lineage II e una un pò più lunga su Runescape, sono successivamente approdata sul mondo di Neverwinter Online. Seguito un pò criticato di Neverwinter Night, l’Online ha saputo soddisfare e deludere allo stesso modo: ho giocato per quasi due anni, trovandolo estremamente piacevole e dilettevole al punto giusto. Trovo particolarmente divertenti gli eventi organizzati in occasione delle festività natalizie, per Pasqua o semplicemente per gli anniversari interni al gioco: in questo modo la classica salita tortuosa di livello diventa più piacevole, fino ad arrivare al picco massimo di livello 70. Prima che ci fosse questo, il mondo dei giocatori arrivava solo fino al 60 – quando introdussero i successivi dieci livelli, il gioco cambiò drasticamente, rendendo estremamente svantaggiati coloro che non potevano o non volevano spendere soldi reali per avere vantaggi all’interno del gioco. Neverwinter Online è catalogato come Free to Play, cioè senza la necessità di pagare per avere l’attrezzatura migliore o altri tipi di vantaggi, ma qui si cade nel vero problema di questo gioco: mentre un giocatore medio deve faticare o farmare (cioè dilettarsi a fare le stesse azioni ripetitive per quante più ore possibile per avere del guadagno monetario o in termini di materie prime) per almeno 15 ore al giorno, il giocatore “d’élite” che spende soldi reali riesce a fare tutto questo grazie ad un mero click e il numero della propria carta di credito. Questo ovviamente è valido particolarmente se si intende tenere testa almeno dieci secondi nel PvP, Player contro Player – perchè altrimenti le normali campagne del gioco non prevedono che tu debba lottare con gli altri player ma solo contro i mostri. Le campagne sono dei modi molto belli di lottare assieme agli altri, amici o semplicemente alleati trovati sul momento: è vero che le missioni puoi farle da solo, ma lo scopo di un MMO principalmente è quello di spingerti a collaborare con gli altri. Alcuni Dungeon di livello 70 sono fondamentali per avere la speranza di droppare, ehm, volevo dire – per avere la possibilità di trovare nei puzzolenti cadaveri dei nemici pezzi del set di armatura desiderato. Per farlo, molti boss finali richiedono un giusto equilibrio tra le classi del party e soprattutto una certa strategia di gruppo, in termini sia di bravura stessa di ogni giocatore, sia della conoscenza della propria classe e delle migliori azioni contro quel particolare Boss. Ultimamente, dopo una pausa di circa nove mesi, ho deciso di riprendere Neverwinter nonostante i suoi piccoli difetti e lo squilibrio tra le classi – è sempre piacevole lottare con gli amici e ingegnarsi per superare il prossimo ostacolo, indipendentemente da tutti gli idioti che si trovano per il mondo virtuale (ma anche per quello reale, quindi Get used to it!). A parte questi isolati casi che spesso possono infastidire, le nuove amicizie in questi tipi di giochi possono rivelarsi davvero sorprendenti e particolari – ovviamente variando da caso a caso!

age_of_mythologyPassiamo a giochi dove, invece, a distruggersi è l’Amicizia. Anche quella che dura fin dai teneri anni dell’infanzia, che hai portato avanti con tanto affetto, momenti unici passati assieme e difficoltà lasciate alle spalle. Forse qualcuno di voi ancora ricorda i lontani anni dell’infanzia, dove ti sedevi al pc e trovavi un gioco chiamato Age of Empires come sperduta iconcina del menù di un vecchio Windows XP. Lo aprivi, lo osservavi – ti sembravano anche carini tutti quegli omini e le casette, tutto molto bello agli occhi curiosi di un bimbo. Poi cresci e decidi di giocare di strategia online, o in LAN, contro altri giocatori. Penso di aver rovinato numerose amicizie a furia di bestemmie su Age of Empires ma, soprattutto, su Age of Mythology che ne è il seguito. Per rimanere in tema di giochi di strategia online, ho avuto modo di apprezzare particolarmente anche tre giochi poco conosciuti dal mondo gamers: Sword of the Stars (strategia a turni in stile Sci-Fi), Age of Wonders e Spellforce (che tutt’ora gioco, in adorazione!). Hanno uno stile di gioco totalmente diverso dagli MMORPG e anche una mentalità completamente opposta: è vero che volendo si può giocare in squadra come alleati e scegliere come avversario il Computer, ma che divertimento ci sarebbe? E’ un po’ come quando giochi a Uno. La differenza sta nel fatto di spendere ore e ore a costruirti un impero che a quello romano fa un baffo, per poi vederlo crollare sotto i colpi del tuo migliore amico: in quel momento probabilmente viene messo alla prova il significato vero e proprio di “amicizia”. Soprattutto quando giochi alle cinque del mattino, dopo una maratona interminabile di giochi uno più diverso dell’altro, iniziando a sentire il peso della stanchezza. Qual’è la cosa bella dei giochi di strategia? Potersi ingegnare a conoscere al meglio il popolo scelto per la lotta (nel caso di Age of Mythology sono solo quattro: Nordici, Egizi, Atlantidei e Greci) e impegnarsi a portarlo avanti, attraverso le varie tecnologie, fino ad essere abbastanza potente da attaccare e distruggere gli imperi vicini. Tutt’altro che facile – non si gioca contro un computer, ma contro altri giocatori, con le loro idee, i loro inganni e trappole, le proprie strategie e la propria bravura. E, generalmente, quelli come me muoiono per primi siccome “La Miglior difesa è l’attacco” l’ho personalmente trasformata in “Il miglior attacco è la difesa” – chiudendomi dietro le mura perché non voglio attaccare nessuno. (La Logica mia è imbattibile!)

pmwalls_2832624Voglio concludere con il gioco più… semplice? – che ho mai potuto provare Online: Minecraft. Eh? Si, non è solo disponibile offline, ma anche online se si compra l’account a vita di 10 euro. La parte divertente sta nel fatto che si possono fare tantissime cose online – dal costruirti un proprio server e crearlo a tuo piacere, alle gare di parkour in stile Assassin’s Creed fatte di pixel e bestemmie, alle sfide più incalzanti. Una di queste è The Walls, che consiglio vivamente a chi ha voglia di farsi due risate giocando con i cubi. The Walls è una sfida in cui tutti i giocatori (se non sbaglio sono 16) hanno esattamente 15 minuti per prepararsi: la mappa è divisa in quattro quadrati (quindi quattro giocatori per quadrante) dove potrai usare tutti i mezzi a tua disposizione per prepararti a ciò che ti aspetta quando scadrà il tempo a disposizione: i muri che dividono le quattro sezioni cadranno e il gioco diventerà un tutti contro tutti. Qui ogni uno “Si dà alla pazza gioia”, nel senso che non c’è mai limite alla fantasia dei giocatori per cercare di rimanere l’unico ancora in gara e quindi vincitore. Io trovai un modo per salire in altezza e allo stesso tempo togliere i cubi sotto il mio, arrivando a creare una piccola piattaforma tra le nuvole da dove potevo sparare frecce. Avevo anche un blocco di dinamite, che volevo usare in casi di emergenza. Finale dell’Avventura? L’ultimo giocatore aveva trovato un’armatura e aveva iniziato a salire fino da me, cercando di scavare il pavimento della mia base per combattermi. Io gli ho buttato contro il TNT ma è sopravvissuto, io invece sono caduta dalla sporgenza e sono morta. Come si usa dire: Rest in Pieces. E da allora ho imparato a costruirmi basi più robuste!

Ultimamente di online gioco solo i cari vecchi Giochi di Ruolo da Chat, piuttosto che games veri e propri – vuoi per la rete internet un po’ scadente o per l’assenza di “compagni di giochi”, ma in un modo o nell’altro mi rifarò appena possibile – magari contro qualcuno di voi! Cos’altro aspettate? Aprite internet e datevi da fare, ci sono tantissime sfide là fuori che attendono solo voi per essere distrutte!

Adria Necula

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