Marc Augé: i migranti come eroi della globalizzazione. Società planetaria in arrivo?


L’antropologo ha concluso il festival


Domenica 8 aprile si è chiuso Parole in cammino con un’intensa mattinata dedicata alla Costituzione italiana. Tra gli altri, è intervenuto anche il celebre antropologo francese Marc Augé.

La sessione si è tenuta nell’Aula Magna del Rettorato. I lavori si sono aperti con i saluti della Prorettrice Vicaria dell’Università di Siena, Sonia Carmignani. La giurista ha ricordato che la legge fondamentale italiana veicola i valori fondativi della nostra democrazia, tuttora validi e comprensibili, servendosi di una lingua piana e sobria.

Marc Augé con Carla Bagna

Un’attenta analisi della Costituzione italiana

La bellezza stilistica e l’efficacia comunicativa della Costituzione sono state lodate anche dagli esperti di diritto Andrea Pisaneschi e Pietro Costa, i quali hanno sottolineato la sua duplice peculiarità: la sua esattezza ed essenzialità la rendono unica, eppure molti Stati si sono ispirati ad essa per redigere le proprie Costituzioni, senza però ottenere un risultato paragonabile.

La nobiltà e la chiarezza di espressione della Costituzione è stata oggetto anche della riflessione di Silvia Calamandrei, laureata in storia contemporanea e traduttrice, nonché nipote del famoso Piero: avvocato e accademico italiano, oltre che cofondatore del Partito d’Azione, fu membro dell’Assemblea Costituente.

Il linguista Michele Cortelazzo, invece, ha dedicato il suo intervento agli studi sulla lingua della Costituzione condotti da Tullio De Mauro. In particolare, si è mostrato che la maggior parte del testo sia composta da parole del lessico di base, quindi altamente comprensibili; inoltre, a livello sintattico, le frasi tendenzialmente contengono meno di 20 parole.

L’indice di leggibilità del 49,69% rappresenta un ottimo punteggio per un testo ufficiale. Tutti questi aspetti tecnici, insomma, sottolineano l’eccezionalità linguistica della Costituzione rispetto ai testi normativi, a tal punto che De Mauro la paragonò ai testi scientifici per nettezza perentoria, accessibilità ed efficacia.

La testimonianza personale di Aristeo Biancolini

La parola è poi passata ad Aristeo Biancolini, membro della resistenza. L’ex sindaco di Chianciano ha raccontato alcune vicende personali, fulgidi esempi di difesa della democrazia e di impegno sociale e politico.

Aristeo Biancolini

La riflessione sul rapporto tra comunicazione e politica

Sono quindi intervenuti Mario Morcellini, esperto di comunicazione, e Giovanni Currado, giornalista e fotografo, responsabile dello studio dell’immenso archivio fotografico Riccardi. Partendo da alcune immagini dell’archivio, hanno mostrato il cambiamento di percezione della politica, da partecipazione e fede (intesa in senso laico) ad arida avversione nei confronti dell’establishment.

Questo netto cambiamento è dovuto anche al ruolo svolto dalla comunicazione, che ha causato un aumento dell’incattivimento. Un determinante contributo allo sviluppo dell’antipolitica è stato dato da un sistema informativo non sempre all’altezza, spesso contraddistinto da opacità o da simpatie politiche più o meno velate.

Per di più, la recente campagna elettorale, la peggiore di sempre secondo molti, ha sofferto dell’assolutismo di alcuni conduttori poco competenti e dello stile da talk show, finalizzato a liberare l’applauso con lo slogan più che a informare. Nulla è però perduto se le persone ricominciano a pensare e a usare la comunicazione come loro alleata nel difficile processo di ricerca della verità.

 

Société et migration: l’intervento di Marc Augé

Infine, il celebre antropologo Marc Augé ha tenuto la lezione di chiusura della manifestazione. Introdotto dalla professoressa Carla Bagna, docente di Linguistica Educativa presso l’Unistrasi, Augé ha cominciato il suo intervento con delle attente considerazioni sull’infinita piccolezza della terra; ciononostante, l’umanità è ora in preda a una forte paura dell’avvenire a causa della considerevole espansione demografica mondiale e dei consistenti fenomeni migratori che riguardano l’Occidente.

Ne risultano minati l’equilibrio sociale, la sicurezza e la fiducia nel futuro. La migrazione, elemento antropologico fondativo della civiltà umana, assume ora anche dei caratteri di rivincita nei confronti degli stati colonizzatori. Ad essa si contrappongono il fenomeno della delocalizzazione e del turismo di massa, che invertono lo spostamento di persone e capitali.

In virtù di ciò, nel nostro mondo globalizzato, governato da uno sfrenato consumismo capitalistico, i migranti appaiono come dei veri eroi del mondo che si sradicano dalla loro cultura per entrare in un’altra. Risulta quindi centrale la questione dell’identità, al tempo stesso individuale e plurale: nessun individuo può infatti vivere isolato. L’azione politica deve perciò garantire al contempo le libertà individuali e le relazioni, per evitare una discesa sia nell’anarchia che nel totalitarismo.

A concludere il festival è stata un’interessante riflessione: in un futuro lontano, si arriverà alla costituzione di una società planetaria. Ancora una volta, Parole in cammino ci fa dono di riflessioni affascinanti, a cui, speriamo, si aggiungeranno nuovi stimoli l’anno prossimo.


Davide Delle Chiaie.

 

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