L’Ensemble degli Intrigati porta la musica contemporanea all’attenzione di Siena

 

La musica contemporanea sbarca a Siena con l’Ensemble degli Intrigati: un’occasione per far evolvere l’arte verso nuove forme espressive


Segnatevi la data: il 20 novembre alle 21 la musica contemporanea riempirà la volta dell’Aula Magna del Rettorato. L’Ensemble degli Intrigati ci accompagnerà in un viaggio nel Novecento musicale, tra sperimentazioni avanguardistiche e “ritorni all’ordine”. Gli strumenti che siamo abituati a vedere in un’orchestra, tutti composti e rigidi, si libereranno dagli schemi in forme completamente nuove. Un concerto assolutamente da non perdere.

Ma chi sono i membri dell’Ensemble degli Intrigati? Sei musicisti per sei strumenti: Giuditta Di Gioia al flauto, Francesco Darmanin al clarinetto, Dagmar Bathmann al violoncello, Omar Cecchi alle percussioni, Massimiliano Cuseri al pianoforte, Davide Vannuccini alla consolle elettronica; la direzione è di Luciano Garosi. La grande novità è la presenza della musica elettronica accanto all’acustica: il Novecento, infatti, porta in musica questa novità, e cancella le distinzioni tra classico e moderno. L’Ensemble è nato nell’ambito di Camere Contemporanee, una residenza artistica che si impegna a valorizzare i giovani musicisti grazie al sostegno di Siae e di altre importanti associazioni. Debutta al 42° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, un’organizzazione che punta a realizzare in Toscana nuove politiche culturali rivolte verso l’internazionalizzazione; si è esibito poi ad Arezzo per il fuori mostra su Bill Viola.

L’Ensemble degli Intrigati

Il programma e la necessità di un impegno

L’Ensemble degli Intrigati si pone come obiettivo la diffusione della musica contemporanea. Il programma quindi comprende brani di Xenakis, Sciarrino, Scelsi, Hummel, Clementi, Belli e Solbiati. Non conoscete nessuno di questi nomi? Non preoccupatevi: la musica del Novecento è largamente sconosciuta, vuoi perché troppo vicina al nostro tempo, vuoi perché non abbastanza canonizzata dalla storia.

In questi anni di totale indifferenza verso le arti noi comuni mortali possiamo prenderci l’impegno di scoprire, secondo i nostri ritmi personali, le nuove forme di arte, senza snobismi o timori. Si tende a pensare che l’arte sia morta con la fine dell’Ottocento, cioè con l’ultima epoca canonizzata; non è così, l’arte continua ad evolversi, e i brani che una volta erano considerati “contemporanei” adesso sono diventati parte del canone. Perché impedire anche a queste nuove forme di arte di evolversi e di entrare nel canone? L’arte si evolve anche perché c’è partecipazione da parte del pubblico: in questo mondo indifferente è fondamentale prendere una posizione. Perciò, non perdetevi questa opportunità di riflessione sulla contemporaneità: l’ingresso è pure gratuito, quindi non avete scuse. Un giorno magari potrete dire “quando uscì quel brano io c’ero”.

Appuntamento al 20 novembre alle 21!

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