La prima giornata di Parole in Cammino si è chiusa al Teatro dei Rinnovati con Ivano Dionigi e Gian Antonio Stella

La prima giornata del festival Parole in Cammino si è chiusa con lo sfarzo del Teatro dei Rinnovati e le acute riflessioni di Ivano Dionigi e Gian Antonio Stella. Un semplicissimo allestimento, costituito solo da due sedie sul palco, corredate di microfoni, è stato perfettamente sufficiente a permettere lo svolgimento della serata.

Ivano Dionigi, ex-rettore dell’Università di Bologna, ha piacevolmente filosofeggiato in compagnia del direttore artistico Massimo Arcangeli, sempre pronto a rivolgergli attente domande sul suo intervento, dal titolo “La parola ambivalente”. Da appassionato latinista, Dionigi ha ricostruito l’etimologia del termine “ambivalenza”, servendosi di citazioni ciceroniane ma anche di esempi biblici come gli episodi della Babele e della Pentecoste. Per di più, inserendosi nel dibattito sull’importanza del recupero dei classici, ha sottolineato che già le culture greca e latina si sono servite dell’ars interrogandi per riflettere su questioni esistenziali che continuano ad attanagliare l’uomo, per poi constatare con amarezza che stiamo purtroppo assistendo a un progressivo “apartheid tra cose e parole”.

La lectio informale, densissima di riferimenti colti con un forte valore di attualità, è stata poi seguita dalla chiacchierata tra Riccardo Gualdo, linguista e moderatore, e Gian Antonio Stella, giornalista e scrittore che si è espresso sull’ “Involontaria comicità del burocratese”. L’opinionista ha reso omaggio ad alcuni gloriosi combattenti della guerra contro questa lingua ostile, tra cui Sabino Cassese, Tullio De Mauro e Massimo Vedovelli, che negli ultimi decenni hanno profuso energie senza essere mai davvero presi in considerazione; ha inoltre citato l’articolo di Claudio Giunta dal titolo “La lingua disonesta”, pubblicato su Internazionale.

La disperata agonia di chi sbatte contro il muro dell’assurdo mondo burocratico è inscindibilmente legata al grottesco divertimento che ne scaturisce, piccola consolazione che funge da altra faccia della medaglia: le lungaggini burocratiche e le espressioni verbose e incomprensibili hanno portato alla diffusione di sintagmi spassosi, come “vagantismo felino” per indicare i gatti randagi. All’incontro hanno fatto seguito un paio di domande con cui si è toccato anche il tema della semplificazione linguistica, che va intesa come modo più diretto ed agevole per comunicare, secondo la lezione di Italo Calvino, e non come faciloneria o pressapochismo nell’esprimersi.

La prima giornata del Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia è così terminata con temi allo stesso tempo complessi e affascinanti, in grado di coinvolgere e di indurre alla riflessione. Per chi volesse, dopo una notte di meritato riposo, sarà possibile trovare nuovi stimoli sabato, tra cui il giornalismo di Enrico Mentana e la comicità di Lercio, Spinoza e Oblivion.


Nel video seguente, montato da Valentina Carbonara, il ricordo a Tullio De Mauro e i momenti salienti di una giornata densa di avvenimenti, tematiche e personaggi di spicco nel panorama culturale italiano: da Francesco Giorgino a Massimo Cacciari, passando per Maurizio Bettini e Michele Mirabella, oltre a numerosi altri “artigiani” della lingua.

Davide Delle Chiaie

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