La Collezione Salini al Palazzo pubblico: un viaggio nell’arte senese

Il 15 giugno è stata inaugurata la mostra Siena dal ‘200 al ‘400 con circa 150 opere provenienti dalla Collezione Salini, ubicata nel castello di Gallico (Asciano), maniacalmente ristrutturato dall’architetto SimonPietro Salini ormai quasi trent’anni fa. La collezione è ospitata nei Magazzini del Sale ed è aperta fino al 15 settembre dalle 10 alle 19. Ingresso (udite udite!) libero, ma è possibile fare un’offerta da destinare al restauro di opere d’arte e di monumenti (soprattutto quelli danneggiati dal terremoto del Centro Italia).

Per arrivare alla mostra si entra dall’ingresso del Museo civico, ma invece di salire dovrete scendere le scale. Vi ritroverete in un sotterraneo umido e freddo (non male per combattere l’afa), illuminato dai faretti puntati verso le opere. Nel complesso sembra di entrare in una chiesa romanica. La mostra si snoda dai primi del Duecento alla fine del Quattrocento in un percorso che vi mostrerà l’evoluzione della pittura e della scultura senese. Unica pecca, i cartellini indicano soltanto l’autore, senza un titolo o una descrizione dei personaggi, perciò a volte bisogna lavorare un po’ di fantasia per capire chi è il santo che stiamo osservando.

Opere d’arte senesi, appunto. Ma di chi? Per fare solo qualche nome, troverete Duccio di Buoninsegna, Giovanni Pisano, i fratelli Lorenzetti, Simone Martini, Jacopo della Quercia e Francesco di Giorgio. Non solo arte però: la Collezione Salini ospita anche alcune maioliche e vere e proprie opere di oreficeria, con incisioni così minute che una custode, molto gentilmente, vi farà scoprire con una piccola torcia, se glielo chiederete. Inoltre potrete osservare come veniva arredata una camera da letto in epoca medievale: scoprirete, ad esempio, che i letti erano molto più corti di come sono ora, e che il tartan scozzese pare sia stato inventato a Siena…

In poche sale, praticamente, siamo in grado di viaggiare attraverso l’arte senese medievale, respirandone pure l’atmosfera. Consiglio di visitarla appena apre oppure la sera verso l’orario di chiusura, per evitare sovraffollamenti che vi impediranno di immergervi completamente nella spiritualità dell’arte medievale. Lasciate a casa orologi e cellulari e non lasciatevi distrarre da niente.

Maggiori informazioni sul sito.

Federica Pisacane

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