Italia ‘s got Talent (programma televisivo)

Tranquilli, non sarà come Hell’s Kitchen, con l’introduzione in inglese. Il titolo Italia’s got Talent è in inglese, ma è totalmente italiano (purtroppo).

Italia (/ita’lia/), da Viteliu e Italo (principe enotrio)

A

(geo) Stato dell’Europa meridionale, corrispondente a una delle regioni naturali europee meglio individuate, data la nettezza dei confini marittimi e di quello terrestre. tra lo spartiacque alpino e i tre mari (Adriatico, Ionio e Ligure-Tirreno). Più precisamente, paese considerato “bello” seppur contaminato da rogne a non finire (vd. TUTTO).

B

(tele) A livello televisivo, affibbiato ad altri termini inglesi, si parla di Italia’s got Talent, format italiano calco del programma angloamericano Got Talent, secondo il Guinness World Records il format televisivo internazionale più di successo al mondo (vd. E STI CAZZI). In questo format vengono selezionati nel corso delle puntate dei concorrenti non altamente qualificati (vd. UBRIACHI) capaci però di prodezze alquanto impossibili dalla stragrande maggioranza della popolazione (vd. IMBECILLI), e valutati da giudici appartenenti al palinsesto televisivo e/o al mondo dello spettacolo (vd. PRENDERE A CASO).

B1

(etim) D’origine britannica, dopo la diatriba sull’episodio pilota nel 2005, viene fatto esordire in America con America’s Got Talent, l’anno dopo per la NBC. Oggi è alla nona stagione, e ha visto come giudici la modella Heidi Klum, la producer musicale Sharon Osbourne, la cantante Mel B (ex Spice Girls), (vd. GNOCCA) nonché il conduttore tv Howie Mandel (?), l’attore David Hasselhoff (vd. SUPERCAR) e il conduttore radiofonico Howard Stern (vd. 500MILIONI). Dato il successo in America, i britannici ci riprovano nel 2007 per la ITV. A oggi conta otto edizioni, con Simon Cowell, il giudice più severo e cattivo del programma (vd. SEVERUS PITON), assieme all’attrice Amanda Holden, la cantante Alesha Dixon (ex Mis-Teeq) (vd. GNOCCA), il giornalista Piers Morgan (?) e il comico David Walliams (vd. LIBRI PER BAMBINI).

B2

(tele) Concentrandoci su quella italiana, la trasmissione ha quattro giudici (tre prima del 2015) intenti a giudicare concorrenti in 100 secondi tramite un buzzer rosso, il quale segnala il non gradimento della performance con tanto di lamentela (vd. LOGORREA). Per passare la prova d’eliminazione serve avere almeno tre-quattro apprezzamenti, oppure una tantum il golden buzzer, che garantisce l’accesso immediato senza sorbirsi tutti i commenti dei giudici (vd. MENO MALE). In caso di vincita, il premio è di 100.000 euro, oppure uno show personale a Las Vegas. Tra i primi a condurlo è Gerry Scotti (vd. DOTTOR SCOTTI!), reduce dal programma “padre” La Corrida (vd. CASINO), il quale voleva proporre all’inizio Gerry Scotti Talent Show (vd. PRIMA DONNA). Le prime edizioni si compongono con Gerry Scotti (vd. BUONA SERAH), Maria De Filippi (vd. ALLEGRIA!), e Rudy Zerbi (vd. PITON PELATO). Per questioni legali e finanziarie (vd. COPYRIGHT) il trio passa a Tu sì que vales, programma Mediaset “gemello” meno costoso (vd. TIRCHIERIA), e i giudici diventano Claudio Bisio (vd. MAI DIRE), Frank Matano (vd. PETO), Luciana Littizzetto (vd. WALTER E YOLANDA), e Nina Zilli (?), per Sky Uno.

B3

(tele) Il programma non è rimasto esente da critiche, alcune abbastanza gravi come quella del plagio a La Corrida (vd. CORRADO) e al voler sondare la vita privata dei propri concorrenti. Alcuni casi però squisitamente trash in Italia’s Got Talent sono nel passaggio di alcuni personaggi vincitori del programma all’interno del palinsesto televisivo (vd. UOMINI E DONNE), così come il mancato sostegno alla promozione dei propri prodotti vincenti, oppure il non sequitur in altri programmi (vd. AMICI) o la partecipazioni in altri meno “azzeccati” (vd. COLORADO). Inutile aggiungere come molte “meteore” della televisione di fine secolo abbiano potuto ripresentarsi con questi programmi, alcuni curiosamente amici o colleghi degli stessi giudici (vd. CLIENTELISMO). Per concludere, ha fatto scalpore la sospensione dalla liturgia di un prete apparso come concorrente nella seconda edizione, il quale non ha potuto celebrare messa per un mese; l’evento è stato commentato dai curatori come “Una delle poche azioni della Curia estremamente condivisibili anche dai più accaniti mangiapreti” (cit. Babb e Mink, 2012).

C

In passato, Italia significherebbe «terra degli Itali» e gli Itali sarebbero stati una popolazione italica che aveva per totem il vitello. Oggi al posto del vitello abbiamo la TV (vd. IRONIA DELLA SORTE). Se non altro abbiamo Mara Maionchi (vd. DIRE CAZ****).

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