Il Maestro e Margherita sul palco del teatro dei Rinnovati

Dal 16 al 18 novembre, il teatro dei Rinnovati di Siena ha ospitato la messa in scena de Il Maestro e Margherita,  prodotta dal Teatro Stabile dell’Umbria.

Lo spettacolo ha una potenza espressiva prodigiosa. Ogni personaggio viene caratterizzato senza eccesso e in maniera totalmente efficace. I corpi hanno un’intensità comunicativa fenomenale. L’allestimento delle scene è per lo più minimo ed essenziale; solo durante la ‘’passerella dei dannati’’ vi è un netto stravolgimento e appesantimento anche su un piano scenografico, dato dalla pluralità di oggetti.

 La vicenda viene divisa in due atti attraverso i quali le tre linee narrative vengono rese in maniera piuttosto chiara. La scena di chiusura del primo atto vede un fermo immagine molto suggestivo che richiama a grandi linee la Pietà di Michelangelo; l’unico dettaglio di movimento è reso dai gesti ripetitivi dei demoni che circondano il corpo di Cristo.

 Nel secondo atto si raggiunge il picco massimo di tensione narrativa. Margherita, interpretata dalla giovane Federica Rossellini,  diventa il perno della narrazione.  Il contrasto tra il carattere inizialmente dolce del personaggio e quello delirante dopo l’incontro con Woland, è perfettamente reso dall’attrice. La giovane conduce, spoglia dei suoi abiti, un monologo carico di forza espressiva stupefacente, tanto da meritarsi un fragoroso applauso a scena aperta.  A termine spettacolo saluta il pubblico e confessa dolcemente:  “il monologo da strega è per me la parte più semplice, mi libera. Trovo molto più difficile invece interpretare Margherita nelle sue normali vesti’’.

Ad affiancare Margherita è Francesco Bonomo, che interpreta abilmente sia il Maestro che Ponzio Pilato. Caratteristico di questo spettacolo è infatti la pluralità di ruoli assegnata ad uno stesso attore, da cui si coglie tutta la poliedricità e bravura della troupe.

Protagonista assoluto di quest’opera è l’attore Michele Riondino, nel ruolo di Woland. Riondino dà vita a un inquietante Demonio che ricorda molto da vicino Heath Ledger  nei panni di Jocker. Con totale maestria controlla corpo e voce, legando insieme gli eventi della narrazione. Con estrema bravura, inoltre, l’attore riesce a creare una sorta di aura maligna che fa parte del suo personaggio, come se anche l’aria che lo circonda avesse un peso e una parte durante lo svolgimento delle scene.  Il pubblico è totalmente stregato.

A termine spettacolo, i ragazzi del Teatro Stabile dell’Umbria ci dicono: ‘’abbiamo trovato il pubblico di Siena molto coinvolto e appassionato, siamo stanchi ma questo dà tanta soddisfazione. Prossima meta sarà in Piemonte, poi scenderemo verso il Sud e passeremo ancora per la Toscana, a Grosseto’’.


Veronica Saglimbeni.

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