Grande Fratello (programma televisivo)

grande agg. Lat. grandem ‘grande, adulto, maturo’, d’uso pop. rispetto al più class. magnus .

A

(gen.) Che supera la misura ordinaria, in senso proprio o fig. Che possa essere un oggetto, una persona, uno stato, un ammennicolo anatomico del corpo umano (vd. IMMAGINA). Percettivamente, g. è inteso come qualcosa che si estende a livello spaziale, o temporale, o emotivo e psicologico (vd. NOIA).

B

(tele) Se legato a “Fratello”, si può intendere sia la figura dittatoriale semi-divina del Big Brother di 1984 (George Orwell, 1948, vd. 2+2=5), sia un programma nato trash e destinato a morire ancora più trash: Grande Fratello (vd. 2+2=eh?). Celebre reality show trasmesso in Italia su Canale 5 dal 2000 per la Endemol, si basa sul format olandese Big Brother, già ampiamente bistrattato nel resto del mondo (vd. OVVIETA‘). Il programma si basa sulla visione integrale (24 ore su 24) di un gruppo di persone, degli sconosciuti uomini e donne di varia estrazione sociale e collocazione geografica (vd. POLENTONI E TERRONI, si veda STEREOTIPO). Le regole impongono un divieto assoluto per orologi, computer, telefoni fissi, CD, lettori MP3, libri e televisori. E l’obbligo a seguire le prove settimanali (teatrini, karaoke, balletti) per ottenere un budget più consistente per le prove, e il confessionale (vd. NARCISISMO). Come ogni format, è previsto un regolamento in cui, violate certe regole (violenza, bestemmie, offese), si viene sospesi o eliminati, senza il voto del pubblico o il consenso di tutta la casa. 

B1

(storia) Nato nel 2000, attualmente è arrivata alla quindicesima stagione, passando per tre conduzioni (Daria Bignardi, Barbara d’Urso, Alessia Marcuzzi). Tra decine di concorrenti (da 10 della prima stagione, fino a 36 della dodicesima), per un totale di 291 concorrenti, con durate tra 49 giorni dell’ultima fino a 183 per l’undicesima, per un totale di 1447 giorni di programma e 219 puntate in diretta (vd. ARIA FRITTA). Lo stesso montepremi è cambiato, da 100.000 € nell’ultima stagione (meno dei 250 milioni di lire del 2000, pari a 125.000 €), fino ai 900.0001.000.000 € della sesta stagione. Malgrado la qualità del programma (anzi, proprio a causa della sua qualità) in diverse occasioni ha raggiunto punte di share mostruose, come la media del 37% della prima stagione (con punte quasi a 60%), e il superamento nel GF4 dello share del festival di Sanremo (vd. OBIETTIVI). Alla fine del format, molti partecipanti hanno ottenuto successo in diversi campi, dalla politica alla comunicazione (vd. FIGURE DI M****), dal cinema al teatro (vd. AQUILONE), fino alla televisione (vd. OPINIONISTA) e alla partecipazione in altri format televisivi simili, nati sulla scia del successo del GF (vd. PARASSITOSI).

B2

Il programma è giunto alla quindicesima edizione, con diverse polemiche al suo attivo. Oltre alla costante violazione delle regole, come l’attività sessuale o l’uso di torpiloquio o bestemmie in diretta TV (vd. MOSCONI), ci sono stati casi di violenza tra i partecipanti, così come polemiche riguardanti la conduzione del programma e la potenziale artificiosità delle scene presentate (vd. IGNORANZA). Tale percezione non è mutata nel corso del tempo, anzi ha avuto maggiori conferme e paradossi. Come il caso di Alessandro Cecchi Paone, detrattore fin dalla seconda stagione, e di recente ammesso alla casa, e prontamente cacciato nell’ultima stagione solo per aver riportato in chiaro la sua polemica (vd. FURBIZIA). A conferma della deriva trash, oltre alla conduzione della presentatrice di Domenica Live (vd. BARBARELLA), e alla constante degli opinionisti (vd. MALGY), è stata proposta dal 2016 il Grande Fratello VIP, con personaggi famosi al posto di sconosciuti – o meglio, ex vip decaduti e ritornati in auge per un’ultima follia televisiva (vd. ITALIA). A parte la stessa formula, l’alto contenuto di disagio del programma ha portato tranquillamente al fallimento il format (la media delle ultime stagioni s’aggira tra il 17 e il 23%, contro l’oltre 30 delle prime stagioni).

B3

“L’unico riferimento effettivo alla storia orwelliana è la costante della sorveglianza e del vojeurismo dei telespettatori (e degli autori del programma) sulle vicende degli abitanti della casa, con evidente violazione della loro privacy. […] Nel film “Tutta la vita davanti” di Virzi (2008), la protagonista Marta rimane folgorata dalla grande assonanza che c’è tra il programma, bistrattato persino dai propri autori, e i suoi studi sull’esistenzialismo heidegeriano, tanto da scriverne un articolo per una rivista accademica internazionale, e ottenere pure un compenso. Una situazione del genere è degna di un film, cioè irreale. […] Se vogliamo fare della filosofia spicciola e sviluppare un discorso sul concetto di essere, si può vedere come i soggetti non hanno alcun effettivo libero arbitrio da difendere. La gente fa a pugni per entrarci, e appena si trova una telecamera davanti quei soggetti sono i primi a rovinarsi la dignità. Probabilmente nello stato di Oceania questi avrebbero potuto far cadere la dittatura: che gusto ci sarebbe a sorvegliarli? Alla fine non c’è nemmeno voglia a dominarli, per quanto ridicoli sono…” (cit. Babb e Mink, 2013).

C

(età) Riguardo al tempo o all’età, si intende una persona matura, post-adolescenziale. Diciamo non appartenente al pubblico del GF. (vd. IPOCRISIA, dal “uno può vedere quello che gli pare, non significa nulla: l’intelligenza non è in ciò che si vede, ma in ciò che si capisce…“)


Niccolò Mencucci.

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