Food Coop: un prezzo per tutti

Come poter dare ai cittadini prodotti di qualità a basso prezzo in un paese in cui il padrone è il mercato in grande scala? Ecco la domanda a cui cerca di rispondere il documentario “Food Coop”, proiettato entro il ciclo di eventi Casca il mondo casca la terraorganizzato dal Santa Chiara Lab venerdì 12 maggio alle ore 18:00.

Nel documentario si prende in esame un modello di mercato pensato nel 1973 dai fondatori di una cooperativa che potrebbe sconvolgere il mercato alimentare, e non solo.

Questa Coop nasce in uno scenario, quello statunitense, in cui anche il cibo fa da discriminante sociale e in cui chi può permetterselo compra prodotti alimentari freschi e di qualità, mentre chi non può è costretto a comprare prodotti industriali o comunque di bassa fattura.

Negli USA, precisamente a New York, Brooklyn, alcuni uomini stanchi del potere capitalistico si chiesero: “Cosa fa aumentare così tanto il prezzo del cibo?” e la risposta fu: “La manodopera”. Scoprirono che il prezzo all’ingrosso del cibo era nettamente inferiore di quello che si leggeva sugli scaffali dei supermercati e allora la risposta fu chiara a tutti: formare una cooperativa in cui ognuno dei soci lavorasse per essa, potendo mantenere così i prezzi più vicini a quelli della vendita all’ingrosso.

Inizialmente la Coop aveva un sistema molto liberare, in cui ognuno dava quel che poteva, ma ben presto ci si rese conto che il segreto per rendere una cooperativa funzionale sono le regole: si passava da un sistema liberale ad uno in cui ognuno aveva un turno ben stabilito e chi saltava un turno doveva recuperare facendone due e se non si adempiva ai propri doveri allora si veniva esclusi dalla cooperativa. Passo dopo passo si è venuta a creare quella che oggi è la cooperativa, una macchina ben oleata che conta ben sedicimila soci.

Ma cos’è realmente la cooperativa? A colpo d’occhio potrebbe sembrare un semplice supermercato con prodotti di qualità e prezzi bassi, ma ponendo qualche domanda ai soci si rivela la realtà della cooperativa, che conta tra i suoi grandi numeri insegnanti, psicologi, politici, artigiani, ogni tipologia di cittadino, dal meno abbiente al benestante che partecipa solo per avere cibo di qualità. Per diventare soci basta iscriversi ed essere disposti a lavorare nella cooperativa 2 ore e 45 minuti al mese, non hai bisogno di nient’altro che di buona volontà per ottenere ottimi prodotti alimentari a basso prezzo.

Nel film-documentario sono due le interviste che fanno veramente cogliere l’essenza della cooperativa: la prima in cui una donna fa un esperimento, compra gli stessi prodotti sia alla coop che in uno dei grandi supermercati presenti a New York riscontrando una differenza di prezzo del 40% (ca), che significa risparmi di circa 30 000 dollari in dieci anni: non male; la seconda intervista lascia in disparte il fattore venale e mette in gioco i sentimenti. L’uomo racconta quanto sia triste cucinare per se, mangiare da soli in un appartamentino di New York e di come grazie alla Coop sia riuscito a sentirsi integrato e dice “appena arrivato a Brooklyn cucinavo solo per me, cucinavo i prodotti comprati al negozio sotto casa, era deprimente. Ora parlo di cibo con i soci, mi consigliano ricette o nuovi ingredienti: mi hanno riempito la casa”. Ecco quindi il nocciolo della questione: la Coop può essere vissuta come ognuno vuole, puoi socializzare oppure no e nessuno ti criticherà in entrambi i casi.

Un modello da cui prender spunto, un modello di società che non vede discriminazioni, un modello che risulta tanto imperialista quanto liberale: fai quello che devi per la Coop, non importa chi tu sia o in che modo tu voglia farlo, l’importante è che rispetti i tuoi doveri e, di conseguenza, la cooperativa.

Chissà se mai una mentalità simile riuscirà ad entrare nella nostra società, in cui ognuno fa il proprio dovere nel massimo delle proprie capacità, senza dover dimostrare niente a nessuno, senza che nessuno debba imporsi sugli altri.

Mentre meditiamo sul futuro, il Santa Chiara Lab vi aspetta con le prossime proiezioni della rassegna “Casca il Mondo, Casca la Terra”. Prossimo appuntamento 19 maggio, ore 18.00, con “A Plastic Ocean”.

Giovanni Ricciardella

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