“Fiabe della buonanotte politicamente corrette”, di James Finn Garner

“Fiabe della buonanotte politicamente corrette” (titolo originale: “Politically Correct Bedtime Stories”) è stato scritto ed edito da James Finn Garner nel 1994 e nello stesso anno è stato pubblicato in Italia dall’editore Einaudi.

L’autore giustifica le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere questo libro:

“[…] the stories were sexist, discriminatory, unfair, culturally biased, and in general, demeaning to witches, animals, goblins, and fairies everywhere. […] We’d like to think that future generations of fairy tale fans will see this as a worthy attempt to develop meaningful literature that is totally free of bias and purged from the influences of the flawed cultural past.”

Nonostante il titolo fuorviante, questa raccolta è adatta a tutte le età per il suo carattere ironico, ma allo stesso tempo stimolante.

Sebbene sia stato scritto più di vent’anni fa, questo libro è quanto mai attuale. Proprio in un’atmosfera di accettazione più o meno condivisa delle diversità, infatti, questi racconti potrebbero fare la differenza negli adulti di domani e in quelli di oggi.

La raccolta di fiabe, rivisitate in chiave contemporanea e, appunto, politicamente corrette, è scritta con uno stile ironico e unisce i grandi classici come Biancaneve e i sette uomini di bassa statura ad una valorizzazione moderna delle diversità fisiche, di specie, di sesso, di pensiero ecc. L’ironia che incornicia le storie, però, non preclude il serio scopo dell’autore, che si impegna a eliminare, appunto, qualsiasi espressione politicamente scorretta.

In questo libro, infatti, non troverete fanciulle in pericolo che restano in attesa del principe azzurro pronto a salvarle, ma solo donne moderne, consapevoli del proprio valore e della propria forza, che, di conseguenza, sono capaci di togliersi dai guai contando esclusivamente sulle proprie forze.

Ampio spazio è riservato anche a vegetariani, animalisti e ad ogni carattere distintivo di qualsivoglia essere vivente, reale o fantastico che sia, proprio in accordo con la premessa dell’autore, il quale si impegna a non tralasciare all’interno del testo nessuna espressione discriminatoria e chiede venia qualora gli sfuggisse qualcosa.

In un’era in cui le diverse generazioni sono separate e isolate a causa di televisione, internet, smartphone e chi più ne ha, più ne metta, perché non provare a riscoprire il piacere e la complicità racchiusi nella lettura di un libro, simpatico e allo stesso tempo stimolante per grandi e piccini, ai propri figli, nipoti o fratelli?

Silvia Terreni

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