uRadio http://www.uradio.org Musica e eventi a Siena Sun, 16 Jul 2017 16:53:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 http://www.uradio.org/wp-content/uploads/2016/11/cropped-Logo_uRadio_Minimal_400x400-32x32.png uRadio http://www.uradio.org 32 32 Filo Sound Festival: venerdì con Fask, Gazebo Penguins e Pinguini tattici nucleari http://www.uradio.org/filo-sound-festival-venerdi-fask-gazebo-penguins-pinguini-tattici-nucleari/ http://www.uradio.org/filo-sound-festival-venerdi-fask-gazebo-penguins-pinguini-tattici-nucleari/#respond Sun, 16 Jul 2017 16:53:05 +0000 http://www.uradio.org/?p=6749 La serata di venerdì al Filo sound festival, nell’incantevole Cava di Roselle, si è aperta con i Pinguini Tattici Nucleari seguiti dai Gazebo Penguins e si è conclusa con i Fast Animals and Slow Kids. uRadio ha avuto la possibilità di intervistarli, ecco quello che ne è venuto fuori. Fast Animals and Slow Kids Partiamo[...]

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La serata di venerdì al Filo sound festival, nell’incantevole Cava di Roselle, si è aperta con i Pinguini Tattici Nucleari seguiti dai Gazebo Penguins e si è conclusa con i Fast Animals and Slow Kids. uRadio ha avuto la possibilità di intervistarli, ecco quello che ne è venuto fuori.

Fast Animals and Slow Kids

Partiamo dalla vostra provenienza, siete di Perugia e ci tenete sempre a farlo sapere. Pensate abbia influito nella vostra esperienza e in particolare per questo nuovo album?

Io penso che Perugia influisca sempre perché, indipendentemente da tutto, noi abbiamo scelto di continuare di vivere là, dove siamo nati, quindi il posto dove vivi e chi frequenti e le cose che fai nella tua quotidianità, soprattutto nel modo con cui noi ci approcciamo alla musica, che è un modo molto istintivo, puro, è alla base. Quindi dove vivi, quello che fai, chi incontri è poi la musica stessa. Quindi sì, il luogo dove viviamo influisce. Ci sarebbe da fare poi anche un discorso più ampio. All’inizio soprattutto avevamo un nome talmente complicato che spiegavamo bene tutti i dati anagrafici della band così almeno qualcosa rimaneva. Comunque l’ambiente musicale perugino è stato per noi molto importante.

Ora che siete passati all’aspetto più cosmopolita, con l’etichetta, che è una grossa etichetta, come vi trovate in questo senso? Cosa è cambiato da quell’ambiente più familiare ora che siete al centro di una etichetta con tanti altri grandissimi artisti?

Noi siamo entrati in Woodworm quando faceva ancora pochissimi dischi. Ci siamo entrati perché erano nostri amici e quindi questo senso della “grande etichetta” riferito a Woodworm ci fa parecchio ridere perché per noi sono sempre il Gallo e Andri. Andrea è tuttora il nostro fonico, il produttore dei nostri dischi insieme al bassista. Il Gallo è stato il nostro manager, il nostro tour manager e il nostro discografico. È tutto davvero in mega mega famiglia. Quindi sotto questo punto di vista la percezione della grande etichetta è da fuori, per noi è casa. Hanno gestito l’etichetta in maniera incredibile e professionale. Ci danno supporto sotto ogni punto di vista. Basta pensare al fatto che uno dei due soci è il nostro fonico, ciò vi fa capire.

Nel creare quest’album avete avuto libertà, come vi siete trovati nel farlo, cosa volete raccontare e cosa è cambiato?

Siamo assolutamente liberi. Pensa, noi registriamo in una casa di fronte al lago di Montepulciano, tra Chiusi e Castiglion del Lago e stiamo lì un mese. Uno cucina la pasta e l’altro intanto registra. Se non viene bene la voce, uno intanto va a correre e l’altro registra le maracas. La libertà espressiva è alla base. Oltretutto sei con una etichetta indipendente, allora perché sei con un indipendente se non sei libero di fare il ca**o che ti pare? Loro non pongono filtri di alcuna sorta.

In realtà noi componiamo sempre più o meno nello stesso modo. La musica per noi è terapeutica. Noi raccontiamo le nostre cosine del ca**o e le rielaboriamo. Quindi alla fine siamo molto istintivi. Se poi questa cosa è condivisa e condivisibile allora si crea il concertone, si crea la chiacchiera costruttiva, il confronto artistico. E devo ammettere che con questo disco e questo tour questa cosa si è ingigantita ancora di più. E questo tour sta andando super bene.

Vi fa piacere quindi che le persone si immedesimino in quello che scrivete?

Ma certo! Non per forza con la nostra visione, se qualcuno stravolge il nostro significato non siamo per niente gelosi. Ci sono persone che hanno capito l’esatto contrario di quello che volevamo comunicare e ci è piaciuta lo stesso! E’ ovvio che per noi, le canzoni che scriviamo hanno uno spazio, un tempo e un contesto ben definito ma per qualcuno questo spazio non esiste e ognuno le rielabora. Ed è questa la cosa più figa di tutte. Perché vuol dire che allora la musica ha qualcosa di universale. E quando questo accade è bellissimo.

Abbiamo parlato del vostro successo. Il mondo cosiddetto indipendente si sta fondendo con quello cosiddetto mainstream?

E’ tutto la stessa solfa, ragazzi. Bisogna reprimere questo discorso perché così si rischia di credere che esistano delle vie particolari per portare alla creazione musicale. Non produci musica indipendente o musica mainstream, produci musica. Comunica solo quello che hai in testa, quello che ti muove dentro. E’ questo l’unico filtro che ti interessa. Se la tua identità è forte, che tu sia major, indipentende, non conta nulla. Quello che conta è quello che ca**o sei te. Bisogna tornare alle origini, la musica e basta.

Nella prima parte dell’anno c’è un disco appena uscito che vi è piaciuto particolarmente?

Quello dei Culture Abuse, Peach, che è una figata.

Gazebo Penguins

Voi ormai fate musica da molto tempo. Ci chiedevamo se c’è un filo conduttore fra i vari album e se c’è un filo conduttore all’interno di questo album, Nebbia.

No, diciamo che ogni disco ha rappresentato per noi una storia a sé. Da quando abbiamo iniziato a cantare in italiano, con Legna, quello era un momento dove volevamo fare quella musica, cantarla in quel modo e soprattutto gridarla in quel modo. Poi è venuto Raudo che era legato ad altre tematiche. Legna era più legato al fuori, Raudo al dentro, alla familiarità della casa. Si parla tanto in quell’album di spostarsi, di tornare a casa. Quindi ha una sua atmosfera domestica e alienata per poi arrivare a Nebbia, che non è dentro e non è fuori. Come la Nebbia che è un po’ ovunque. Abbiamo voluto parlare nel disco della nebbia che è sia quella atmosferica, palpabile ed è anche quella che si prova quando non ci capisci un ca**o.

Voi vi sentite nella Nebbia?

E’ una ciclicità dalla quale non ti puoi staccare, torna tutti gli anni. Non riesci a staccarti dalla nebbia. Era molto nebbioso il periodo in cui abbiamo scritto questo disco ma in realtà ti accorgi che poi ne esci e ci ritorni dentro.

Tornando all’album, perché per voi Soffrire non è utile?

Quella canzone è nata da questa constatazione: ti può capitare la cosa più brutta, che per me è una cosa ma per te può essere un’altra e la vedi proprio nera. Poi magari ti ritrovi fra un anno, due, nella stessa situazione con la stessa incapacità di agire, con la stessa impotenza di fronte che non puoi regolare e allora tutto quello che ho vissuto, sofferto non è servito a niente.

Per quanto riguarda la parte tecnica, come lavorate agli album?

Per questo disco siamo partiti prima dalla composizione dei giri di batteria, poi alcuni accenni melodici e poi i testi arrivano sempre in seguito. Una volta buttata giù la melodia del cantato andiamo a riempirlo con i testi. Anche per la parte tecnica ogni disco ha la sua storia. L’ultimo l’abbiamo registrato tutti separati, tutto precisino.

Avete collaborato con altri artisti, ad esempio I Cani, vi hanno influenzato?

Questo disco è stato un percorso nostro. In futuro siamo sempre aperti alle collaborazioni, ma questo disco abbiamo voluto farlo solo noi. Con i FASK c’è una grande amicizia, vogliamo bene a tutti.

Pinguini Tattici Nucleari

Prima di tutto, Pinguini Tattici Nucleari. Perché?

E’ il nome di una birra, Tactical Nuclear Penguin, che alcuni nostri membri storici hanno trovato in un locale. E hanno pensato, non sarebbe un fantastico nome per una band?

In realtà all’inizio volevamo chiamarci gli Antonello Venditti, però era già preso e quindi abbiamo optato, dopo diverse discussioni che hanno portato quasi allo scioglimento della band a Pinguin Tattici Nucleari. Sì, in realtà volevamo chiamarci gli Antonelly Venditty, per bypassare il copyright però alla fine abbiamo optato per Pinguini Tattici Nucleari.

Voi con Antonello Venditti avete provato ad avere un trascorso, in teoria. Però cosa è successo?

Allora, non dimenticherò mai le sue parole quando gli abbiamo chiesto se voleva partecipare a una nostra canzone. Lui ha risposto con parole che ho tatuate dentro al cuore e che segnano la mia vita quotidiana sempre. Lui ha risposto “No.” Senza neanche grazie. In carattere 68, in mezzo al foglio. No.

Il vostro ultimo album, Gioventù Brucata, è nato grazie a un crowdfunding. Come vi siete trovati? Eravate anche disposti ad andare in giro per l’Italia. E’ una strada percorribile?

Ha funzionato, ci ha fatto conoscere tanti nuovi amici, tipo Giovanni dei Marta sui Tubi e i Selton che lavorano per Musicraiser e anche tanta nuova gente che si è appassionata al nostro progetto proprio grazie alla visibilità che ci ha dato Musicraiser. Poi, non funziona per tutti, nel senso che bisogna farlo nel modo corretto. Noi grazie al loro aiuto siamo riusciti a indirizzarla nel modo giusto. É una cosa che consiglio se alla band in questione piace la comunicazione con i fans, se piace avere un rapporto diretto altrimenti, se si è un po’ oscuri, si tende a non comunicare troppo e potrebbe non funzionare. Noi siamo estremamente aperti, ci piace avere un rapporto molto aperto, siamo molto rock n roll, non pensiamo a strategie di comunicazione, siamo così.

Musicalmente gli Elio e le Storie Tese sicuramente sono una componente importante della vostra musica.

A livello di influenze siamo abbastanza svariati. All’interno del nostro gruppo ci sono influenze diverse. Di sicuro gli Elio accomunano tutti quanti. Altrimenti litigheremmo sempre. E anche nell’ultimo album abbiamo provato a toccare diversi generi musicali, tutti è ovviamente impossibile.

Nel vostro album ponete una domanda, “Ci amereste anche se non fossimo perdenti?”, come vorreste vi rispondessero i fans?

Noi abbiamo fatto la domanda, la risposta sta a loro. Direi con un bacio con la lingua. Può voler dire sì, può voler dire no ma è sicuramente molto bello.

Secondo voi, come vedete cambiato il cosìddetto mondo dell’indie e se esiste ancora una effettiva differenza fra mondo dell’indie e mondo mainstream?

Molto complicato e scomodo rispondere. Di sicuro negli ultimi anni ci sono un sacco di soldi in più nell’indie e quindi le cose girano meglio. E quindi le cose girano un po’ più come nel mondo del mainstream. Ci sono un po’ di personaggi che hanno fatto il salto della quaglia e sono andati da una parte all’altra. La cosa che differenzia ancora, sono i posti come quello dove siamo oggi. Le persone che si mettono in prima persona tendenzialmente senza guadagnarci e si sbattono per far girare la musica che ci piace. E questa cosa nel mainstream non esiste. Nel panorama del cosìddetto indie esiste ancora ed è una cosa che mi piace assai. Siamo in un periodo di transizione.

Sta bene Rodger?

Sì, lui sta sempre bene. Anche se non lo vedo da un po’.

Nell’internet impazza questa cosa dei calendari di Elio. Riusciremo mai ad averli?

Ci stiamo pensando. Abbiamo contattato dei marketer e ci hanno detto che il calendario non si fa d’estate, si fa d’inverno per regalarlo a Natale alla zia.

Il vero problema non è Elio, lui non vede l’ora di fare il calendario, il problema sono io (Marco Ravelli, ndr) che devo fare le foto a Elio. Perchè dovremmo farne altre. Quindi dovrei andare di nuovo a casa di Elio e vivere un’esperienza che ho fatto molta fatica a dimenticare per fotografarlo semi nudo nel suo letto.

In realtà non c’è bisogno che Marco vada a casa sua perchè abbiamo già pensato a tutte le location (Riccardo, ndr).

C’è ad esempio Elio nello spazio, versione astronauta con il green screen, poi cavallerizzo e vigile del fuoco. Anche Elio – eschimese che pesca, tutto nudo. La nudità di Elio è molto importante per la nostra band, è un simbolo. Senza Elio nudo non saremmo qui, penso sia scontato. Un po’ come Kim Kardashian senza il sex tape che è uscito anni fa, non saremmo qui senza Elio nudo. Abbiamo pensato anche a un film un po’ hard, spinto, ma si vedrà. Stiamo ancora discutendo con il proprietario del cavallo.

Giulia Nicolini

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FILO SOUND FESTIVAL: TUTTO L’INDIE DI CUI HAI BISOGNO http://www.uradio.org/filo-sound-festival-tutto-lindie-di-cui-hai-bisogno/ http://www.uradio.org/filo-sound-festival-tutto-lindie-di-cui-hai-bisogno/#respond Fri, 14 Jul 2017 14:27:42 +0000 http://www.uradio.org/?p=6734 Si è svolta ieri la prima giornata del Filo Sound Festival, un evento alla sua prima edizione che ha portato la musica live indie nel cuore della Maremma, nella bellissima cornice della Cava di Roselle. Sono state tre le band che si sono esibite: i torinesi Eugenio in Via di Gioia, i grossetani Abiku e i[...]

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Si è svolta ieri la prima giornata del Filo Sound Festival, un evento alla sua prima edizione che ha portato la musica live indie nel cuore della Maremma, nella bellissima cornice della Cava di Roselle.

Sono state tre le band che si sono esibite: i torinesi Eugenio in Via di Gioia, i grossetani Abiku e i genovesi Ex-Otago. uRadio li ha intervistati per voi.

EUGENIO IN VIA DI GIOIA

“Giovani Illuminati” descrive un po’ la nostra generazione e il rapporto con le nuove tecnologie e il web: una critica all’alienazione a cui portano. Come vi rapportate a queste tecnologie che, al giorno d’oggi, sono fondamentali per la produzione e la promozione della vostra musica?

È un po’ la nostra prigione. Ne siamo attratti e spaventati. Ne siamo schiavi. Io sono schiavo della tecnologia. Più che della tecnologia, dello smartphone. Lo utilizziamo per i nostri scopi musicali. Però, da una parte, è un po’ una scusa per poterci stare sempre attaccati.

Qual è il vostro “chiodo fisso”?

Forse proprio questo (la tecnologia, ndr). Il cibo, quando siamo in tour, l’acqua gasata. Poi, dipende cosa intendi per “chiodo fisso”. Nella nostra canzone è inteso come un qualcosa che entra per sbaglio nella tua vita, quasi come fosse una droga e poi questa droga scopre di avere un posto nella tua vita grazie a te. Sono le relazioni malate, ecco.

A chi vi ispirate? Quali sono le vostre muse?

Beh, ci sono diverse muse da cui, più che trarre ispirazione, copiamo. Per Tutti Su Per Terra c’è stato molto Beirut, Edward Sharpe and The Magnetic Zeros, gli Alt-J per le percussioni. Di italiani, un sacco di artisti emergenti. In ogni festival a cui suoniamo incontriamo altri gruppi, più o meno al nostro livello, e ci scambiamo i cd. Abbiamo una macchina strapiena di cd di artisti emergenti che ascoltiamo un sacco. Quelli che ascoltiamo di più sono Bianco, la Rappresentante di Lista e Giovanni Truppi.

Secondo voi, com’è cambiata la discografia indie negli anni? Ha ancora senso parlare di “indie” e “mainstream”?

Non ha alcun senso. L’indie è il nuovo mainstream. Bisogna solo scrivere belle canzoni e poi, adesso che si può, passiamole in radio. Sfruttando l’onda mediatica dell’indie che sta andando di moda, un artista indipendente può arrivare in radio anche senza una major. Quindi, ben venga. Facciamo scrivere belle canzoni agli artisti italiani, a noi soprattutto. O indie di moda o no, noi siamo sempre sfigati.

Dove vi vedete tra 5 anni?

A settembre ci sciogliamo, tra 5 anni facciamo una reunion e speriamo che venga qualcuno! A parte gli scherzi, speriamo di continuare il percorso che stiamo facendo adesso, una crescita graduale ma costante, che tra 5 anni ci porterà là (indicando il main stage, ndr), a pagare le bollette con la musica. O entrare nei teatri. Mangi bene, suoni ad un’ora decente, la gente ti ascolta perché è seduta. In effetti, il top non sarebbero gli stadi, ma i teatri. I teatri grossi come gli stadi: il Colosseo!

Quali sono le prossime date del tour?

Brescia, Cuneo, Genova, Apolide, Alba, Basilicata e Calabria.

ABIKU

Che effetto vi fa suonare a casa?

Un effetto particolarissimo, specialmente stasera, perché faremo più che altro pezzi che nessuno ha mai sentito e sui quali abbiamo lavorato negli ultimi anni. Siamo particolarmente contenti di farlo a casa, davanti ai nostri amici, che in qualche modo hanno un canale preferenziale per capire di cosa parliamo nelle canzoni, quindi è il posto giusto per fare un concerto del genere. È bello.

Vi rende più nervosi suonare a casa o fuori?

Ma no, siamo sempre abbastanza tranquilli.

Nelle vostre canzoni fate tanti riferimenti a Grosseto e alla sua provincia, ma siete un po’ sparpagliati in giro per l’Italia. Quanto c’è di casa e quanto delle vostre vite lontano dalla Maremma?

Nei dischi precedenti c’è tantissimo di casa, in quelle nuove qualcosa di meno.

Qual è l’origine del vostro nome?

È una parola che ho letto in un libro di uno scrittore africano, Ben Okri, La Via della Fame. Il nome fa riferimento ad una leggenda del centr’Africa e mi piaceva come suonava questo nome.

Secondo voi, com’è cambiata la discografia indie negli anni? Ha ancora senso parlare di “indie” e “mainstream”?

Senz’altro, recentissimamente, si è venuto a creare una sorta di ponte tra il mondo indie e il mondo mainstream. Si vedono sempre più progetti provenienti dall’ambito indie che fanno i numeri dei mainstream, e questo mi fa molto piacere, mi sembra una prospettiva molto interessante per il futuro.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Far uscire il nostro nuovo disco, abbiamo quasi finito di registrarlo.

Avete già la data di uscita? No, ancora no.

EX-OTAGO

Siete una band che ha una formazione abbastanza “antica”, potremmo dire. Chi erano gli Ex-Otago 15 anni fa e chi sono oggi? Cosa avete tenuto costante in tutti questi anni e cosa è cambiato?

Beh, è una domanda bella tosta. Sicuramente ciò che è immutato è la visione dello “stare dentro la musica”, estremamente spontanea, anche un po’ coraggiosa e genuina. Abbiamo sempre voluto e fatto ciò che ci passava per la testa e continuiamo a fare esattamente questo, e continueremo. E poi sono cambiate un sacco di cose, che neanche ricordo tutte. Prima di tutto, il tuo ciuffo! Il ciuffo, esatto! Che si muoveva in maniera abbastanza indipendente dalla mia volontà e che però era sempre di lato, adesso ce l’ho più sbarazzino. E, comunque, il bello degli Otaghi è che siano sempre e comunque persone semplici nonostante il loro enorme e incredibile successo!

Quando eravate piccoli, sognavate di fare gli indiani. E adesso cosa sognate?

Beh, Olmo fa il geometra, quindi…

Sì, ho una piccola attività, piccoli abusi edilizi in zone dislocate. È una cosa che mi dà tanto.

E ora l’indiano lo fai col fisco!

Dopo essere stati in capo al mondo, siete tornati a Marassi, il posto dove siete nati. Come mai questo ritorno alle origini?

Ce n’è sempre bisogno. Se ci pensi, siamo la generazione che può contare decine e decine di amici che sono andati dall’altra parte del mondo a lavorare, a cercar fortuna, a fare esperienza all’estero e poi, se ben vedi, un gran numero di questi amici, più passano gli anni, più ritornano a casa. C’è chi si ferma, però in tanti dicono “ma sai cosa? A casa non si sta poi così male”. Il gran pregio di essere stati fuori è di guardare casa sotto una prospettiva nuova. Tutto ciò che magari sembrava noioso, stantio, limitante, vecchio, troppo banale, una volta che si è stati fuori si scorgono quelle piccole sfaccettature, quegli anfratti a cui non si faceva caso, che sanno raccontare un sacco di cose, com’è Marassi per noi.

Siete nella musica da tanto tempo. Secondo voi, com’è cambiata la discografia indie negli anni? Ha ancora senso parlare di “indie” e “mainstream”?

Adesso che è mancato Paolo Villaggio, a questa domanda si può rispondere solo con una risposta: “è una cagata pazzesca!”. La storia sta dimostrando il contrario, questi mondi si stanno confondendo. Ci è capitato di recente di andare al Festival Show a suonare, una specie di Festivalbar, dove abbiamo potuto vedere da vicino un po’ il mondo al contrario. C’era questo meraviglioso red carpet e quando passava Elodie, Moreno, Marco Carta e molti altri, tutti impazzivano. Quando siamo passati noi si mormoreggiava “ma questi chi cazzo sono?”.

No, mi hanno riconosciuto!

Sì, ma perché ti hanno scambiato per un altro.

Sì, per Alvaro Soler.

In realtà, noi stiamo facendo un’attività live che sembra dimostrare il contrario rispetto a queste figure, che sono tanto note per via della televisione e i mezzi di comunicazione canonici che poi, ai concerti, fanno veramente poca gente. Ora c’è tutto quel filone che chiamiamo musica indipendente che sta facendo dei numeri ben più alti. La tv sta diventano un po’ come Babbo Natale, una cosa a cui bisogna credere o meno. Secondo me, per capire un po’ queste definizioni, bisognerebbe capire il significato delle parole e si vedrebbe che i confini sono molto più labili di quello che si crede. “Indie” sta per indipendente, ma ci sono tanti gruppi che vengono definiti indie che escono per etichette major. Ma questo non vuol dire che l’attitudine indipendente, che significa “faccio un disco come cazzo mi pare” sia andata perduta. Sono etichette un po’ faziose. Come “mainstream”, cosa vuol dire? Che, sostanzialmente, ti ascolta tanta gente. Che il tuo messaggio è trasversale, che va sulle radio e le tv nazionali. Come “pop”. Per noi è un complimento, perché vuol dire “popolare” magari, scavando nei significati delle parole si scopre che tutti i confini sono labili e che tutti i confini sono validi. L’importante è mantenere una propria identità perché si ha voglia di fare musica e non per andare in televisione. Meglio fare diecimila concerti e perdere la salute che fare tanta televisione e fare 4 eventi mondani negli outlet.


Il Filo Sound Festival prosegue stasera con i Fast Animals and Slow Kids, i Gazebo Penguins e i Pinguini Tattici Nucleari e domani con Dargen d’Amico feat. Isabella Turso, Willie Peyote feat. Frank Sativa e Murubuntu + La Kattiveria e Dj T-Robb.

Melania Verde

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Cinema in Fortezza: un’altra gioia http://www.uradio.org/cinema-fortezza-unaltra-gioia/ http://www.uradio.org/cinema-fortezza-unaltra-gioia/#respond Wed, 21 Jun 2017 15:41:41 +0000 http://www.uradio.org/?p=6723 Non sapete come trascorrere le serate in questa torrida estate senese in piena sessione? Volete uscire ma non avete voglia della “solita” piazza o del solito locale? uRadio vi dà la soluzione. Dal 23 giugno fino al 31 luglio ritorna un appuntamento ormai fisso: il Cinema in Fortezza! La proiezione, che sarà unica ogni sera,[...]

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Non sapete come trascorrere le serate in questa torrida estate senese in piena sessione? Volete uscire ma non avete voglia della “solita” piazza o del solito locale?

uRadio vi dà la soluzione.


Dal 23 giugno fino al 31 luglio ritorna un appuntamento ormai fisso: il Cinema in Fortezza!

La proiezione, che sarà unica ogni sera, inizierà alle 21.45.

Si parte questo venerdì con La battaglia di Hacksaw Ridge, di Mel Gibson del 2016 e si conclude il 31 luglio con Smetto quando voglio Masterclass di Sydney Sibilia del 2017.

Verranno proiettati anche film come Capitan Fantastic (26 giugno), Elle (30 giugno), La La Land (6 e 20 luglio), Manchester by the sea (13 luglio) e Famiglia all’improvviso – istruzioni non incluse (19 luglio).

Trovate la programmazione completa e i prezzi sul sito del Cinema Nuovo Pendola.

Giulia Nicolini

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Hipster non si nasce ma si diventa: are u-ready for Hipsteria? http://www.uradio.org/hipster-non-si-nasce-si-diventa-are-u-ready-for-hipsteria/ http://www.uradio.org/hipster-non-si-nasce-si-diventa-are-u-ready-for-hipsteria/#respond Tue, 20 Jun 2017 09:44:52 +0000 http://www.uradio.org/?p=6709 Hipsteria è il tema che abbiamo lanciato per la nostra festa, giocando l’asso nella manica e immergendoci in quella fetta sociale, gli hipster appunto, che tanto critichiamo ma che in fondo colpisce tutti noi. Siamo però sicuri di conoscere davvero il detestabile ma affascinante trash del momento? Intanto, prima di calarmi nella parte seria e storica[...]

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Hipsteria è il tema che abbiamo lanciato per la nostra festa, giocando l’asso nella manica e immergendoci in quella fetta sociale, gli hipster appunto, che tanto critichiamo ma che in fondo colpisce tutti noi. Siamo però sicuri di conoscere davvero il detestabile ma affascinante trash del momento?

Intanto, prima di calarmi nella parte seria e storica del post, ci tenevo a informarvi che, non appena ho vinto questo articolo, non ho potuto evitare di ascoltare in loop questa canzone.

Il termine hipster nasce in America negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, in quello che era il bacino degli appassionati di jazz, nel bel mezzo della cultura beat. La parola è formata da hip (aggiornato, all’ultima moda, moderno) e il suffisso –ster che, in inglese, serve a indicare l’agente, chi fa qualcosa. Quindi il significato nell’insieme diventa “chi si tiene aggiornato, all’ultima moda, chi segue la moda”. Di fatto il soggetto in questione si abbandona totalmente alle sue velleità anticonformiste, lasciandosi guidare da quelli che vengono definiti gli imperativi ribelli del sé. Si muove sopra le righe, ostentando un suo essere diverso rispetto alla massa informe, mescolando modi raffinati e atteggiamenti decadenti fauvisti. L’amore per il kitsch scandisce le sue serate o diventa il fil rouge per mappare i locali che frequenta.

Ci sono tantissime pagine che hanno dedicato una sbrodolata di parole a questo caso umano ormai sempre più mainstream e prevedibile. D’altra parte ogni periodo storico ha avuto la propria piaga sociale e a noi sono toccati i baffoni tatuati. Interessante è buttarsi in quella che è l’analisi superficiale e d’impatto: basta uscire di casa per trovare, nel raggio di 100 metri, barbe, camicette con fantasie estrose o occhiali dalle montature spaziali e quindi avere davanti un reale esemplare di hipster. O forse uno dai dubbi gusti estetici. Il look androgino per le ragazze va alla grande, ma aggiungiamo anche t-shirt stencilate, converse alte o vans sfondate, jeans talmente stretti da fermare la circolazione (NB: per LUI e per lei), papillon multi-color e bretelle démodé.

Ma ci sono altri fattori che accomunano questo gruppo sempre più ricco di partecipanti, che vi permette di scoprire di farne parte da anni senza averlo mai saputo, oppure di correre in direzione ostinata e contraria continuando a disprezzarli. Cercate l’ironia (utilizzata per nascondere i loro passati eterogenei più o meno oscuri), i gusti musicali cresciuti con etichette discografiche rigorosamente indipendenti, ma sopratutto ascoltate le loro splendide ed illuminanti opinioni. Ne hanno a bizzeffe e riguardano la fotografia, Instagram, il cinema, Instagram, Bukowski, Instagram, la musica che ascoltano. Frequentano locali con le lucine di Natale perennemente accese, piantine grasse ai tavoli e che servono rigorosamente veg o slow food.

Dopo essere stato al mercatino dell’usato (ancora meglio se all’East Market degli Imbruttiti) per prendere libri usati e vinili, se la tira senza averne l’aria e sappiate che il negroni che guarda dall’alto e mescola all’aperitivo può accompagnare solo. Lo sguardo annoiato e perso nel vuoto in realtà è calcolato per sembrare un vero intellettuale immerso nel suo flusso di coscienza che spesso si limita a cercare l’angolo perfetto per lo scatto delle lomo, le polaroid (l’immagine di sé che mette ansia). 

Ma dopo queste cinquecentotrentadue parole, mi rendo conto che forse ho speso troppo tempo per spiegare cosa vuol dire essere hipster senza soffermarmi su un punto fondamentale: hipster non si nasce, ma si diventa.


Quale occasione migliore per diventarlo se non al settimo compleanno di uRadio, sabato 24 giugno? Vi aspettiamo nel cortile del Rettorato, a partire dalle 18:30 con l’Europe Lounge in collaborazione con ESN Siena GES e dj set di Ballacoiloop, a seguire esibizione live dei Belindà e, per finire, dj set by Smerling dalle 23:30!

Elisa Carioni

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La Collezione Salini al Palazzo pubblico: un viaggio nell’arte senese http://www.uradio.org/la-collezione-salini-al-palazzo-pubblico-un-viaggio-nellarte-senese/ http://www.uradio.org/la-collezione-salini-al-palazzo-pubblico-un-viaggio-nellarte-senese/#respond Sat, 17 Jun 2017 15:03:54 +0000 http://www.uradio.org/?p=6692 Il 15 giugno è stata inaugurata la mostra Siena dal ‘200 al ‘400 con circa 150 opere provenienti dalla Collezione Salini, ubicata nel castello di Gallico (Asciano), maniacalmente ristrutturato dall’architetto SimonPietro Salini ormai quasi trent’anni fa. La collezione è ospitata nei Magazzini del Sale ed è aperta fino al 15 settembre dalle 10 alle 19. Ingresso[...]

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Il 15 giugno è stata inaugurata la mostra Siena dal ‘200 al ‘400 con circa 150 opere provenienti dalla Collezione Salini, ubicata nel castello di Gallico (Asciano), maniacalmente ristrutturato dall’architetto SimonPietro Salini ormai quasi trent’anni fa. La collezione è ospitata nei Magazzini del Sale ed è aperta fino al 15 settembre dalle 10 alle 19. Ingresso (udite udite!) libero, ma è possibile fare un’offerta da destinare al restauro di opere d’arte e di monumenti (soprattutto quelli danneggiati dal terremoto del Centro Italia).

Per arrivare alla mostra si entra dall’ingresso del Museo civico, ma invece di salire dovrete scendere le scale. Vi ritroverete in un sotterraneo umido e freddo (non male per combattere l’afa), illuminato dai faretti puntati verso le opere. Nel complesso sembra di entrare in una chiesa romanica. La mostra si snoda dai primi del Duecento alla fine del Quattrocento in un percorso che vi mostrerà l’evoluzione della pittura e della scultura senese. Unica pecca, i cartellini indicano soltanto l’autore, senza un titolo o una descrizione dei personaggi, perciò a volte bisogna lavorare un po’ di fantasia per capire chi è il santo che stiamo osservando.

Opere d’arte senesi, appunto. Ma di chi? Per fare solo qualche nome, troverete Duccio di Buoninsegna, Giovanni Pisano, i fratelli Lorenzetti, Simone Martini, Jacopo della Quercia e Francesco di Giorgio. Non solo arte però: la Collezione Salini ospita anche alcune maioliche e vere e proprie opere di oreficeria, con incisioni così minute che una custode, molto gentilmente, vi farà scoprire con una piccola torcia, se glielo chiederete. Inoltre potrete osservare come veniva arredata una camera da letto in epoca medievale: scoprirete, ad esempio, che i letti erano molto più corti di come sono ora, e che il tartan scozzese pare sia stato inventato a Siena…

In poche sale, praticamente, siamo in grado di viaggiare attraverso l’arte senese medievale, respirandone pure l’atmosfera. Consiglio di visitarla appena apre oppure la sera verso l’orario di chiusura, per evitare sovraffollamenti che vi impediranno di immergervi completamente nella spiritualità dell’arte medievale. Lasciate a casa orologi e cellulari e non lasciatevi distrarre da niente.

Maggiori informazioni sul sito.

Federica Pisacane

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Roam like at home – il Roaming internazionale diventa gratis http://www.uradio.org/roam-like-at-home-roaming-internazionale-diventa-gratis/ http://www.uradio.org/roam-like-at-home-roaming-internazionale-diventa-gratis/#respond Fri, 16 Jun 2017 15:03:43 +0000 http://www.uradio.org/?p=6698 Avete sempre sognato di poter navigare su internet in altri Paesi, come a casa vostra? Magari ricercare informazioni sui luoghi che state visitando, poter visualizzare mappe per non perdersi in città sconosciute? Ebbene il sogno è diventato realtà! Il Roaming internazionale diventa gratis, all’interno dei paesi dell’ Unione Europea; il nome scelto dalla Commissione, ROAM LIKE AT HOME, rende[...]

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Avete sempre sognato di poter navigare su internet in altri Paesi, come a casa vostra?

Magari ricercare informazioni sui luoghi che state visitando, poter visualizzare mappe per non perdersi in città sconosciute?


Ebbene il sogno è diventato realtà! Il Roaming internazionale diventa gratis, all’interno dei paesi dell’ Unione Europea; il nome scelto dalla Commissione, ROAM LIKE AT HOME, rende chiaro il concetto: avrete la possibilità di utilizzare il vostro BUNDLE di minuti, SMS e dati all’estero come quando siete comodamente seduti sul divano in salotto.

Il Parlamento Europeo ha approvato definitivamente l’abolizione dei costi di roaming nei paesi dell’UE in data 7 aprile. Era già stato raggiunto un accordo in precedenza, dal 1 febbraio, ma la decisione è stata ora ufficialmente approvata dai parlamentari europei.

Molti utenti si sono dichiarati dubbiosi a tal proposito, ma effettivamente non dovrebbero esserci fregature in merito al RLAH.

Le uniche restrizioni riguardano i dati di navigazione: è previsto un certo numero GB, più o meno abbondante, da utilizzare senza pagare nulla, eventuali commissioni scatterebbero solo dopo una certa soglia.

In linea di massima l’unica regola è passare all’estero meno tempo di quanto si passi nel proprio Paese natale, altrimenti l’operatore potrebbe contattare il cliente chiedendo spiegazioni (da fornire entro 14 giorni) e in mancanza di queste applicare i sovrapprezzi stabiliti:

  • CHIAMATE 3.2 cent/minuto + tasse
  • SMS 1 cent per SMS + tasse
  • DATI 7,7€/GB + tasse (questo costo diminuirà col tempo, basti pensare che nel 2022 sarà 2.5€/GB)

Riepilogando: il roaming gratuito potrà essere utilizzato in tutti i paesi dell’UE e anche nel Regno Unito, in quanto il processo per la Brexit è appena cominciato e ci vorranno alcuni anni prima che venga concluso. Ovviamente una volta terminata la Brexit, il tutto dipenderà da quali accordi commerciali intercorreranno tra UE e Regno Unito.

Ultimo ma non meno importante, il RLAH è stato applicato a partire da ieri, 15 giugno, ma nel caso in cui il vostro gestore non l’avesse fatto in tempo, potete contestare la cifra pagata rivolgendovi all’autorità competente, e quindi nel caso dell’Italia alla AGCOM.

Quindi che aspettte? Cominciate a navigare!

Zaira Allasia

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#cheSIfa – eventi dal 15 al 18 giugno http://www.uradio.org/chesifa-eventi-dal-15-al-18-giugno/ http://www.uradio.org/chesifa-eventi-dal-15-al-18-giugno/#respond Thu, 15 Jun 2017 10:44:48 +0000 http://www.uradio.org/?p=6655 Giovedì 15 CAVEAU DINNER CLUB: 12:00-15:30, Pranzo a Buffet BASILICA DI SAN CLEMENTE IN SANTA MARIA DEI SERVI: 17:00, Lectio Magistralis e Spettacolo Teatrale “Milite Ignoto Quindicidiciotto” TEATRO DEI ROZZI: 17:30-20:00, Presentazione del Documentario: “Voglio essere Rompicollo” COMPLESSO MUSEALE SANTA MARIA DELLA SCALA: 18:00-19:00, Making Strange: Jane South al Santa Maria della Scala LAB 6: 18:00-21:00,[...]

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Giovedì 15
  • CAVEAU DINNER CLUB: 12:00-15:30, Pranzo a Buffet
  • BASILICA DI SAN CLEMENTE IN SANTA MARIA DEI SERVI: 17:00, Lectio Magistralis e Spettacolo Teatrale “Milite Ignoto Quindicidiciotto”
  • TEATRO DEI ROZZI: 17:30-20:00, Presentazione del Documentario: “Voglio essere Rompicollo”
  • COMPLESSO MUSEALE SANTA MARIA DELLA SCALA: 18:00-19:00, Making Strange: Jane South al Santa Maria della Scala
  • LAB 6: 18:00-21:00, Aperishoot – Lab 6 Siena & Fuori Sede
  • VINERIA TIRABUSCIO’: 18:00-19:00, University Happy Hour
  • SNACK BAR 1961: 18:00-21:00, Aperitivo in Terrazza
  • DREAMCAFè SIENA: 18:30, Sprizzami
  • BEER POINT: 18:30, Aperi Birra!!!!
  • MULTIVERSO SIENA: 18:30-19:30, Presentazione corso di Voice Dialogue!
  • BIRRA LA DIANA: 18:30-20:30, Gift Of The Gab (A Lingua Sciolta) Pub Quiz – L’ULTIMO!
  • BAR LA FONTE DEI TUFI: 19:00-01:00, Sangria Party Latino
  • BARAONDA – SIENA: 19:00-23:00, Apericena al BaraOnda
  • CIRCOLO IL LEONE (Contrada dell’Istrice): 19:00-01:00, Braciere di Primavera con la musica live dei BCUBE
  • BAR MANGANELLI: 19:00, Happy Hour
  • MADINITALY BIOBARBOTTEGA: 19:30-00:00, The Green Onions Party
  • BAR DEL 31: 19:30, Happyyy Birthday Michele
  • CONTRADA DELLA TARTUCA: 20:00, Aggiungi un Posto a Tavola: Taverna del Lupo di Gubbio – la Braceria – Best Music ‘70/’80/’90 con Andrea Palombo dj
  • PIAZZA DEL MERCATO: 20:00-23:00, Assemblea Cittadina – Questione DSU
  • ALL’ORTO DEI PECCI: 20:00-23:30, Girogustando a Siena
  • SIENA: 20:00-23:00, NAU in Italy – Art & Life in Tuscany with Alexandra Caprino
  • SANTA CHIARA LAB: 20:15-22:00, Milite Ignoto – Quindicidiciotto
  • GAMESTORM LA MERIDIANA: 20:30, Gaming Night
  • CONTRADA DELLA CIVETTA: 21:00, Cena con Brace e Tombola Contradaiola
  • CACIO&PERE: 22:00-00:00, The Groove Trouble live @Cacio&Pere
  • SAN PAOLO PUB: 22:30-01:00, Quiz Game la Piramide
  • PIAZZA DEL CAMPO: 22:30-02:30, Giovedì in Piazza // Bigelli //

Venerdì 16

  • CAVEAU DINNER CLUB: 12:00-15:30, Pranzo a Buffet
  • SANTA CHIARA LAB: 17:00, Connessioni 2017 (IV Raduno USiena Alumni, Graduation Day, 30 Anni di Erasmus)
  • GASTRONOMIA MORBIDI: 18:00-23:00, Festa “Arcobaleno d’Estate”
  • VINERIA TIRABUSCIO’: 18:00-19:00, University Happy Hour
  • SNACK BAR 1961: 18:00-21:00, Aperitivo in Terrazza
  • BAR MANGANELLI: 19:00, Happy Hour
  • PIAZZA SAN GIOVANNI (Contrada della Selva): 19:30-02:30, Festa di Inizio Estate
  • CIRCOLO IL LEONE (Contrada dell’Istrice): 19:00-01:00, Braciere di Primavera con la Combriccola del Disco
  • CONTRADA DELLA TARTUCA: 20:00, Aggiungi un Posto a Tavola: Gran Fritto di Pesce con “I ragazzi della Sagra del Fritto di Monteroni” – La Braceria – Live Music anni ‘70/’80 dei Last minute Dirty Band
  • ALL’ORTO DE’ PECCI: 20:00-23:30, Il Palio dietro l’Angolo
  • PASTICCERIA SCACCIAPENSIERI: 20:00-22:30, L’Aperitivo: #zannasolonstage, Live Music
  • CIRCOLO ARCI RAVCCIANO: 20:00-23:00, Piazza delle Cinque Lune – Ciclo “Siena Cinema”
  • CONTRADA DELLA CIVETTA: 20:30, Cena – FreestOwl “ (OK) la viviamo così” – Musica nel Castellare con Ettore Chiesi Dj
  • CACIO&PERE: 21:00-01:00, Deep Friday – Makossa + Mathias Dj Set @Cacio&Pere
  • BEER POINT SIENA: 22:00, C’era una volta il Kroeg
  • CIVICO 6: 22:30-02:00, Thank God It’s Friday / Civico 6
  • BELLA VISTA SOCIAL CLUB: 23:00, Bella Vista Friday


Sabato 17

  • SANTA CHIARA LAB: 10:30-13:00, Connessioni: Mobilità Internazionale, Opportunità o Necessità
  • PIAZZA DEL CAMPO: 18:00-19:30, “Tra Racconti Popolari e Erbe Aromatiche”
  • TABACCHERIA SAN GIORGIO – CLIPPER STORE SIENA: 18:00-23:59, III° Clipper Day
  • BAR MANGANELLI: 19:00, Happy Hour
  • VIA PANTANETO: 19:00-23:59, Viva Pantaneto VIVA! 2017 in Arcobaleno
  • CONTRADA DELLA TARTUCA: 20:00, Aggiungi un Posto a Tavola: La Braceria – Live Music con Grace Poggetti e discoteca con Alessandro Serri dj
  • CACIO&PERE: 20:00-01:00, Herman VTT dj set Disco Funk @Cacio&Pere
  • CONTRADA DELLA CIVETTA: 21:00, Cena – Palio dei Barberi
  • OSTERIA LA TORRE: 21:00-00:00, Serpi alla Torre!
  • CIVICO 6: 22:00, Ingresso Libero live at Civico 6

 

Domenica 18

  • PIAZZA DEL MERCATO (Area del Tartarugone): Mercatino Antiquario Siena
  • PIAZZA CARLO ROSSELLI SIENA: 10:00, Festa del Barbarossa – Littorina d’Epoca a Siena
  • PIAZZA DELLA LIBERTA’: Quarta Edizione del Trekking lungo il tratto urbano della Via Romea
  • SIENA: 16:00-18:00, Passeggiata a Siena
  • STRADA DELL’OSSERVANZA: 16:30-17:30, I Concerti dell’Osservanza – Mozart in Concerto!
  • CONTRADA DELLA CIVETTA: 20:30, Aperitivo di Chiusura Festeggiamenti
  • CACIO&PERE: 22:00-00:00, Gerardo Balestri in Concerto – Finalista Premio Tenco 2017

 

Lucrezia Bevitori

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#cheSIfa – eventi dall’8 all’11 giugno http://www.uradio.org/chesifa-eventi-dall8-all11-giugno/ http://www.uradio.org/chesifa-eventi-dall8-all11-giugno/#respond Thu, 08 Jun 2017 11:34:19 +0000 http://www.uradio.org/?p=6609 Giovedì 8 CAVEAU DINNER CLUB: 12:00-15:30, Pranzo a Buffet UNIVERSITA’ DI SIENA SAN NICCOLO’: 17:30, Migranti in Provincia di Siena – Proiezione del film “Babylon Caffè” ACCADEMIA DEI ROZZI: 17:30-20:00, Presentazione del volume celebrativo a cura di Mario de Gregorio LIBRERIA SENESE: 18:00, Presentazione del Volume “La Grande Guerra in Provincia” PONTE A TRESSA: 18:00-00:00,[...]

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Giovedì 8
  • CAVEAU DINNER CLUB: 12:00-15:30, Pranzo a Buffet
  • UNIVERSITA’ DI SIENA SAN NICCOLO’: 17:30, Migranti in Provincia di Siena – Proiezione del film “Babylon Caffè”
  • ACCADEMIA DEI ROZZI: 17:30-20:00, Presentazione del volume celebrativo a cura di Mario de Gregorio
  • LIBRERIA SENESE: 18:00, Presentazione del Volume “La Grande Guerra in Provincia”
  • PONTE A TRESSA: 18:00-00:00, Ottotrinken 2017 – Ponte a Tressa
  • SNACK BAR 1961: 18:00-21:00, Aperitivo in Terrazza
  • PELLETTERIA CARDINALI DI FOGLIA MARI: 18:00, OriginalSlice Event
  • VIA DELLE TERME 45: 18:00-22:00, Inaugurazione Galleria PH Neutro
  • BEERPOINT SIENA: 18:00, Aperi Birra
  • VINERIA TIRABUSCIO’: 18:00-19:00, University Happy Hour
  • BAR MANGANELLI: 19:00, Happy Hour
  • BARAONDA – SIENA: 19:00-23:00, Apericena al BaraOnda
  • PERMALICO: 19:00-22:00, Aperitivo Mangereccio!
  • BRUSCELLO CONCEPT STORE: 19:00-23:00, Meet The Summer Shade – Bruscello Concept Store
  • MENSA ST. AGATA: 19:30, Bookcrossing con Piazza del Campus
  • PIZZERIA DEL 31 (Via Duccio Boninsegna): 19:30, Er MIO gruppo sanguigno è A~peritivo!
  • PIAZZA ALESSANDRO MANZONI (Società CastelMontorio): 19:30-23:59, Serate Rosa
  • IL VINAIO: 20:00, Jam di Improvvisazione Teatrale
  • ALL’ORTO DE’ PECCI: 20:00-23:00, L’Orto de’ Vizi – Invidia
  • PIAZZETTA DELLA GIRAFFA: 20:00-01:00, Giraffa in Festa! (Osteria in Piazzetta e Musica Live con Giacomo Rossetti)
  • GAMESTORM LA MERIDIANA: 20:30, Gaming Night
  • MOVIMENTO PANSESSUALE | ARCIGAY SIENA: 21:00-23:30, Sulla nostra pelle – Cineforum Lgbtqi
  • UN TUBO: 21:30-00:00, Saggi Gruppi Musica d’Insieme SJU
  • CACIO&PERE: 22:00-00:00, DeDuBros @Cacio&Pere
  • SAN PAOLO PUB: 22:30-01:00, PEPSI Tournament Quiz Game la Piramide
  • PIAZZA DEL CAMPO: 22:30-02:30, Giovedì in Piazza // Bigelli
  • CAFFE’ DEL CORSO: 22:30-02:00, Il Giovedì Universitario

 

Venerdì 9

  • CAVEAU DINNER CLUB: 12:00-15:30, Pranzo a Buffet
  • MUSEO DI STORIA NATURALE ACCADEMIA DEI FISIOCRITICI: 15:00-19:00, Apertura Straordinaria
  • PONTE A TRESSA: 18:00-00:00, Ottotrinken 2017 – Ponte a Tressa
  • VINERIA TIRABUSCIO’: 18:00-19:00, University Happy Hour
  • SNACK BAR 1961: 18:00-21:00, Aperitivo in Terrazza
  • VIA DI VALLEPIATTA (Contrada della Selva): 18:00-23:59, Ricordando l’87 – 30 Anni Dopo
  • BAR MANGANELLI: 19:00, Happy Hour
  • CIRCOLO ARCI LAVORO E SPORT: 19:00-23:30, TomatoBlueFish Live@Circolo Arci Lavoro e Sport
  • PIAZZA ALESSANDRO MANZONI (Società CastelMontorio): 19:30-23:59, Serate Rosa
  • PIAZZA DEL MERCATO: 19:30, Carta dello Studente Cittadino + Art-In-Piazza
  • PIAZZA PROVENZANO: 20:00-02:00, Giraffa in Festa! (Cena in Piazza Provenzano e Musica Live con Nicola Mei)
  • O’RUFFOLO: 20:00-23:00, La Cacciuccata
  • PASTICCERIA SCACCIAPENSIERI: 20:00-22:30, L’Aperitivo: NJIntendo – back to the 80’s, Live Music
  • BOSCO DI GEGGIANO: 20:30, DanzAfrica Live
  • STRADA DEL MANDORLO – MISERICORDIA DI SIENA: 21:15-23:00, II° Incontro Serale con i Soci: Corso di Meteorologia
  • UN TUBO: 22:00-01:00, Music for Clarinets and Piano / Mariottini Battaglia Duo
  • CACIO&PERE: 22:00-01:00, Funk Co’ Santi Live @Cacio&Pere
  • CIVICO 6: 22:30-01:30, Thank God It’s Friday / Jagermeister Edition / Civico 6
  • BELLA VISTA SOCIAL CLUB: 23:00, Bella Vista Friday

Sabato 10

  • MUSEO DI STORIA NATURALE ACCADEMIA DEI FISIOCRITICI: 08:30-13:00, 3 ECM – La Responsabilità Professionale del TSRM vs Normative
  • MUSEO DI STORIA NATURALE ACCADEMIA DEI FISIOCRITICI: 09:30-13:30, Apertura Straordinaria
  • SIENA: 14:00, First Night Stay in Siena
  • LIBRERIA MONDADORI SIENA: 17:30-19:30, Pino Imperatore alla Libreria Mondadori Siena
  • PONTE A TRESSA: 18:00-00:00, Ottotrinken 2017 – Ponte a Tressa
  • PIAZZA DEL CAMPO: 18:00-19:30, Giornata Green
  • MEET LIFE CAFE’: 19:00-23:00, FotoTifo Story [Capitolo 1]
  • BAR MANGANELLI: 19:00, Happy Hour
  • PIAZZA ALESSANDRO MANZONI (Società CastelMontorio): 19:30-23:59, Serate Rosa
  • VICOLO DEL VERCHIONE – SOCIETA’ IL ROSTRO (Aquila): 20:00-01:00, Roby Risuona – Jazz, Lampredotto e Altre Frattaglie
  • MADINITALY BIOBARBOTTEGA: 20:00-22:00, Pip, Squeak! The Music of Bill Frisell
  • SIMPLY TU: 20:00-23:00, Cena al Buio – Sapori d’Estate
  • PIAZZA PROVENZANO: 20:00-02:00, Giraffa in Festa! (Cena in Piazza Provenzano e Discomusic con gli 80 Febbre)
  • CAFFE’ LE LOGGE: 22:00-01:00, The 4th Birthday Party @Caffè Le Logge
  • BELLAVISTA SOCIAL PUB SIENA: 23:00-02:00, Havana Club Night Party
  • AL CAMBIO: 23:00-02:00, Last Night Al Cambio

 

Domenica 11

  • PORTA ROMANA – SIENA: 09:00-12:00, Alle porte di Siena lungo la Via Francigena
  • PONTE A TRESSA: 18:00-00:00, Ottotrinken 2017 – Ponte a Tressa

 

Lucrezia Bevitori

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myUSiena: ecco una gioia http://www.uradio.org/myusiena-ecco-una-gioia/ http://www.uradio.org/myusiena-ecco-una-gioia/#respond Tue, 06 Jun 2017 10:54:01 +0000 http://www.uradio.org/?p=6600 La vita dello studente universitario è spesso segnata da poche gioie e molte lacrime. Ogni tanto, però, le cose positive accadono. E, tenetevi forte, oggi stiamo per regalarvene una. Sì perchè non dovrete più imprecare per cercare il numero di matricola, gli appelli, l’aula e gli orari su una segreteria Online che non è configurata[...]

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La vita dello studente universitario è spesso segnata da poche gioie e molte lacrime.

Ogni tanto, però, le cose positive accadono. E, tenetevi forte, oggi stiamo per regalarvene una.

Sì perchè non dovrete più imprecare per cercare il numero di matricola, gli appelli, l’aula e gli orari su una segreteria Online che non è configurata per lo smartphone e che non troppo raramente crasha. Anche voi finlamente potrete semplificare la vostra vita come già avviene nelle più grandi Università di tutto il mondo.

Avrete tutto a portata di clic. Tutto a un dito di distanza da voi.

Cosa state aspettando? Prendete il telefono, andate sul Play Store o sull’App Store cercando myUSiena, scaricatela (è pure gratis!), registratevi con le vostre solite credenziali et voilà, avrete la Segreteria Online in pugno.

myUSiena è l’applicazione ufficiale dell’Università degli Studi di Siena.

myUSiena, schermata iniziale

Entrando nel dettaglio essa vi offre la possibilità di :

  • consultare dati personali e della carriera universitaria
  • gestire l’iscrizione agli appelli e prendere visione del calendario degli esami
  • visualizzare il libretto universitario con esami, piani di studio, medie ponderate ed aritmetiche e molto altro
  • consultare (ahimè) i pagamenti effettuati e la situazione tasse.

L’applicazione dà inoltre la possibilità di collegarsi direttamente al sito dell’Ateneo per le ultime news o conferenze.


App Store: https://itunes.apple.com/us/app/myusiena/id1238641845?mt=8

Play Store: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.cineca.unisi&hl=it

Giulia Nicolini

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L’Estate di Vivaldi: il modo migliore per salutare la bella stagione http://www.uradio.org/lestate-vivaldi-modo-migliore-salutare-la-bella-stagione/ http://www.uradio.org/lestate-vivaldi-modo-migliore-salutare-la-bella-stagione/#respond Sun, 04 Jun 2017 10:30:44 +0000 http://www.uradio.org/?p=6581 Quattroequaranta ritorna in questo lungo weekend per farvi staccare un po’ la spina dopo il caldo e lo studio! Questa sarà l’ultima domenica che passeremo insieme, purtroppo. Non siate tristi perché è finita; siate felici perché è accaduto. Bene, non stiamocene troppo con le mani in mano e introduciamo subito l’argomento di oggi. Ovunque ci[...]

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Quattroequaranta ritorna in questo lungo weekend per farvi staccare un po’ la spina dopo il caldo e lo studio! Questa sarà l’ultima domenica che passeremo insieme, purtroppo. Non siate tristi perché è finita; siate felici perché è accaduto. Bene, non stiamocene troppo con le mani in mano e introduciamo subito l’argomento di oggi.

Ovunque ci giriamo siamo sommersi da pubblicità, vetrine, cartelloni e canzoni, tutti con un unico messaggio: l’estate è arrivata. Anche noi festeggeremo l’arrivo della bella stagione insieme al buon vecchio Vivaldi: ascolteremo infatti il Concerto in sol minore per violino, archi e continuo “L’Estate” dal Le quattro stagioni (YouTube e Spotify). Abbiamo già parlato della Primavera in questo articolo, dove abbiamo anche introdotto l’intero ciclo di concerti: correte a rinfrescarvi la memoria!

Anche l’Estate, come gli altri, è basato su un sonetto:

Antonio Vivaldi

Sotto dura stagion dal sole accesa                                           Allegro non molto
Langue l’huom, langue ‘l gregge, ed arde ‘l pino,
Scioglie il cucco la voce, e tosto intesa
Canta la tortorella e ‘l gardellino.

Zeffiro dolce spira, ma contesa
Muove Borea improvviso al suo vicino;
E piange il Pastorel, perché sospesa
Teme fiera borasca, e ‘l suo destino;

Toglie alle membra lasse il suo riposo                                       Adagio
Il timore de’ lampi, e tuoni fieri
E de mosche, e mosconi il stuol furioso:

Ah che pur troppo i suoi timor sono veri                                    Presto
Tuona e fulmina il cielo grandinoso
Tronca il capo alle spiche e a’ grani alteri.

L’Estate è l’unico concerto del ciclo che riflette con efficacia la carica esplosiva della stagione; inoltre, può essere considerato nel suo complesso, senza distinzione tra i vari movimenti. La descrizione fluisce ininterrotta e crea un climax ascendente che risolve nel celeberrimo ultimo movimento. Ma non corriamo troppo.

Il concerto si apre con un Allegro non molto che evoca l’afa opprimente caratteristica dell’estate; all’orizzonte si profila una tempesta, che si avvicina lentamente nell’aria immobile. Il pastore è esausto, gronda sudore e non riesce a trovare un punto all’ombra dove sdraiarsi e riposare. L’acqua nella borraccia è pure finita! La natura intera langue con lui per la calura. Guarda il cielo e vede alcuni grossi nuvoloni grigi che stanno per oscurare il sole. Non sa se essere triste o rallegrarsene: i temporali estivi non sono mai belli, e non è nemmeno detto che portino un po’ di fresco. Meglio iniziare ad avvicinarsi a casa.

Nell’Adagio la situazione non cambia. Il pastore, stremato, riesce a trovare un albero che gli dia un po’ di conforto con la sua ombra. Si sdraia, ma viene continuamente tormentato dalle mosche e dalle zanzare. Un primo tuono in lontananza lo fa sobbalzare, ma non se ne preoccupa più di tanto. In verità, è il secondo che gli mette davvero paura, e poi il terzo, e via di seguito. Non fa nemmeno in tempo a decidere sul da farsi che la tempesta si scatena.

La cattedrale di Salisbury – John Constable (1823)

Quando ascolterete il terzo movimento (Presto) scommetto che direte tutti “Ah, ecco che cos’era!”. Non esiste persona sulla faccia della terra che non abbia sentito almeno una volta questo famosissimo movimento, e se dovesse esistere fatemela conoscere. Il temporale è esploso senza lasciare possibilità al pastore di mettersi al riparo. Ormai è in balia degli elementi e può solo sperare di uscirne fuori vivo. Le grosse gocce di pioggia sferzano il terreno e il volto del pastore, il vento strappa le foglie dai rami, i sentieri si trasformano in torrenti. Ognuno nella foresta ha una tana, tranne il pastore, unico elemento estraneo nella natura, una madre maligna che dà sfoggio della propria potenza. La tempesta svanisce così come era esplosa. Speriamo che l’estate che ci aspetta non sia così terribile!


Sono un po’ imbranata con i saluti, in verità. Mi mettono sempre una tristezza infinita addosso. Comincio col dire che questo non è un addio, ma un arrivederci. Come in molte altre cose della vita anche a questa rubrica serve una pausa di riflessione, per capire come portare avanti questo progetto nel migliore dei modi. Grazie a tutti voi che mi avete seguita fino in fondo: ci rivediamo in autunno, con una nuova carrellata di brani da scoprire!

Federica Pisacane

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