Fairytale of New York: fiaba e anti-fiaba di Natale

Natale è alle porte, e come uRadio per entrare in clima da camino acceso da settimane vi proponiamo alcuni brani delle feste poco battuti. Oggi voglio raccontarvi di una canzone che potreste non conoscere, ma che è molto famosa.

Sì perché nel Regno Unito questo pezzo è considerato uno dei massimi classici natalizi, tanto da essere addirittura misurato come il più riprodotto nel nuovo millennio. Altrettanto però non possiamo dire in Italia. Da noi quando si parla di brani di Natale pensiamo subito a Bublè, Mariah Carey o Wham, mentre clamorosamente Fairytale of New York passa in sordina.

I suoi autori, i Pogues, alla metà degli anni Ottanta sono una band folk-punk sulla cresta dell’onda. Il loro Rum, Sodomy & the Lash sta avendo un successo pazzesco, e il loro produttore, nientemeno che Elvis Costello, li sfida.


“Dovreste proprio scrivere una canzone di Natale”

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If I Should Fall From Grace With God, l’album che contiene Fairytale of New York

La band è intrigata, ma l’idea stenta a decollare. La prima bozza, del musicista di banjo Jem Finer, immagina di un marinaio oltreoceano che canta per l’amata lontana in Irlanda. Ironicamente è proprio la sua, di amata, la moglie, a suggerirgli un altro soggetto. I protagonisti diventano quindi una coppia che attraversa un momento di difficoltà.

Ma i problemi sono molteplici. Anzitutto, Costello vorrebbe chiamare il pezzo Christmas Day in the Drunk Tank, scelta che non convince molto la band. Oltre a ciò, l’allora voce femminile dei Pogues, Cait O’Riordan (peraltro futura moglie di Costello), non pare proprio essere tagliata per il brano. La bozza viene quindi messa da parte.

Passano ben due anni, dal 1985 al 1987, periodo nel quale i Pogues suonano per la prima volta proprio a New York. Oltre a ciò, le registrazioni del nuovo album If I Should Fall from Grace with God vanno così bene che decidono di dare una nuova chance alla canzone.

Nel frattempo la O’Riordan ha lasciato il gruppo, occorre perciò trovare una nuova interprete femminile. La scelta cade sulla compianta Kirsty MacColl e quindi, dopo aver cambiato titolo, testo e perfino voce, finalmente il brano vede la luce.


Fairytale of New York: amore e rimpianti

Fairytale of New York parla di una storia d’amore nei bassifondi dell’immigrazione irlandese della Grande Mela. Si parte con il ricordo di una dichiarazione d’amore alla vigilia di Natale, in una bettola. Una dichiarazione un po’ alticcia, voce, archi e piano, che prometteva un futuro migliore. Poi il pezzo cambia repentinamente.

Comincia il folk dei cèilidh, che sarebbero le tipiche feste di musiche e danze gaeliche, e le voci diventano due. Kirsty MacColl è la controparte femminile del leader dei Pogues, Shane MacGowan, e i due, dopo una prima strofa di ricordi, cominciano a litigare.

Sì perché la seconda strofa altro non è che una sequela di offese tra i due, che si rinfacciano un’intera vita fatta di delusioni. Questa strofa, da sempre la più cantata dal pubblico, è anche quella che ha dato più problemi al pezzo.

Più volte negli anni infatti la BBC ha censurato o bandito il brano dalle sue trasmissioni per quelle parole. Decisamente atipico per una canzone di Natale, no? Nulla però ha impedito a questa canzone di segnare chiunque la ascoltasse.


Can’t make it all alone, I’ve built my dreams around you

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Shane MacGowan e Kirsty MacColl

La terza e ultima strofa è infatti un po’ una resa, un po’ un fare pace: i sogni dell’uno sono ormai intrinsecamente legati all’altro, e questo strano contrasto da anti-fiaba si scioglie in una dolce e solenne coda catartica di archi e fiati.

Due vite si incontrano, si intrecciano, con il tempo annaspano e arrivano ad odiarsi ma infine rinsaldano la loro promessa. Una storia normalissima di persone comuni e perfino volgari, che però si fanno fiaba, con questa New York molto irlandese che assiste compiaciuta e sorniona, ma tutt’altro che silenziosa:

The boys of the NYPD choir
still singing “Galway Bay”
and the bells are ringing out
for Christmas day

Buone feste ovunque siate, e se vi capitasse di discutere con qualcuno… Pensate che magari quel litigio è solo parte di una fiaba natalizia più grande.


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Nicola Carmignani

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