Emigratis (programma televisivo)

Attenzione: il seguente articolo su Emigratis è tratto da uno precedente redatto dal medesimo autore, Niccolò Mencucci, per conto del blog Bei tempi andati, in data 9 settembre 2017. Tanto per evitare accuse di plagio.

EMIGRATO (/emigràto/, aggett. s. m. – f. –a) [part. pass. di emigrare]. 

A

(società)  Che o chi è espatriato, temporaneamente o definitivamente, per ragioni di lavoro o per ragioni politiche (vd. ITALIANO).  Se a livello lessicale emigrato e immigrato sono distinte, a livello politico non esiste: l’emigrato e l’immigrato sono sempre disprezzati (vd. STUPIDITA‘, Storia dell’Italia)

B

(tele) Se si parla di Emigratis (nom compos. masc. plur derivante dall’italiano “emigrati” e dal latino “gratis”) ci si riferisce al programma televisivo italiano in onda su RAI 2 dalle 21 alle 22, dopo un telegiornale serio (vd. QUALITA‘).

B1

“Non trattandosi di un serial o di una fiction, è in realtà un viaggio, a carico della rete RAI (vd. CANONE), in giro per il mondo di due comici meridionali, Amadeo e Pio, vestiti in maniera volutamente trash e “tamarra” (vd. ITALIANO MEDIO). In Emigratis, il loro scopo è quello di farsi sostenere economicamente da un abbiente, un personaggio VIP italiano, possibilmente pubblico, dalla ben nota ricchezza. Quasi sempre il loro obiettivo ottiene successo”. (cit. Bab e Mink, 2017)

B2

(tele) In Emigratis, le loro vicende vengono raccontate e commentate da un narratore (voice-over), il doppiatore Francesco Pannofino, il quale, ironicamente e quasi con estro violento, li critica per ogni azione meschina e parassitaria (vd. SBADIGLIO). Per quanto critichi apertamente il loro fare rozzo e volgare, il narratore non nasconde un certo compiacimento nella sua condizione di persona estraneaa-quel-mondo, quasi strizzando l’occhio al buon telespettatore (vd. IMBARAZZO).

B3

(tele) Usando in maniera esasperante il dialetto barese-foggiano, im Emigratis cercano di ottenere qualcosa dal VIP di turno, anche ricorrendo all’uso di alcol (vd. CORRUZIONE). Si presentano sempre con abiti tipicamente giovanili: canottiera sporca di colori sgargianti o magliette provocanti a collo larghissimo o abiti di “alta” moda di provenienza lenona (vd. DELIRIO); pantaloncini di medesima tonalità e fattura, sporca e opportunamente oscena e confusa (tra il pigiama da notte e la gonna lunga femminile); calzature estive o eccentriche di difficile catalogazione (vd. VOMITO).

C

(cultura) L’emigrato a livello culturale e letterario richiama molto l’odeporica, la letteratura sul viaggio, di cui è possibilmente un’implicita parodia (vd. NAAAAAA).

Se prima, viaggiando tra culture esotiche e momenti di ingenuità italiota si poteva anche puntare ad valore elogiativo dell’emigrato (vd. TURISTI PER CASO, su Chi l’ha visto?), con Emigratis viene espresso lo spirito italiano, con abiti e comportamenti zotici, diventando “puttaniere, ingordo, scialacquatore e parassita anche col proprio conterraneo” (vd. VOI-SAPETE-CHI). Se non altro, il desiderio di emigrare non è mai stato così forte (vd. ESATTO).

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