Educare alla Bellezza è possibile? Un secolare mistero trova risposta a Siena


Antonio e Giacomo provano ad educarci al Bello


“La bellezza salverà il mondo” diceva  Dostoevskij, ed è proprio questa la missione di Educare alla Bellezza, il progetto culturale che mercoledì è sceso dal nord Italia, dov’è nato, fino a Siena dove, per il consueto appuntamento del Wednsday Aesthetic del Meetlife Café, Giacomo Rosa e Antonio Roma hanno presentato i loro lavori: alcuni disegni in digital painting e il libro “Oggi è un Bel Giorno”.
uRadio li ha intervistati per voi.

 

Iniziamo con una domanda facile: che cos’è Educare alla Bellezza e da cosa nasce l’idea?

In realtà non è per niente facile! Le origini sono avvolte nel mistero: fondamentalmente è stata una derivazione, forse addirittura degenerazione, di un progetto che abbiamo iniziato due anni e mezzo fa, che si chiamava “Liberi di Raccontare”, in cui noi e altre due persone raccontavamo una volta al mese avvenimenti storici, come poteva essere la battaglia di Stalingrado, oppure autori come Hemingway e così via.

Da questa prima esperienza abbiamo capito che potevamo lavorare insieme e puntare a qualcosa più in alto, e allora abbiamo iniziato a collaborare su “Oggi è un Bel Giorno”, il libro di Antonio. Quello che abbiamo portato a Siena è la prova tangibile di quello che è Educare alla Bellezza, che nasce da un’amicizia, dalla volontà di fare qualcosa di importante a livello artistico, partendo dal presupposto che siamo complementari.

 

Avete degli obiettivi a lungo termine per questo progetto?

Assolutamente sì. L’obiettivo finale e incredibile che speriamo di raggiungere è quello di iniziare una vera e propria società artistica, perché la premessa è stata proprio quella di fare arte insieme, poi da lì ci siamo accorti che attorno a noi e a quello che raccontavamo c’era una bella atmosfera, c’era del consenso, un riscontro, e questo ha portato a coinvolgere altre persone, a partire dal blog e dal teatro.

Vogliamo far sì che si possa abitare il nostro quotidiano facendo arte, vivendo come artisti. Da gennaio 2019, Educare alla Bellezza passerà da essere un blog e un gruppo teatrale informale a essere una vera e propria compagnia, un’associazione, sarà molto più collaudato, e porterà avanti progetti educativi in tutta Italia. La base non è solo Novara, con Siena e Trieste stiamo sviluppando un lavoro alla pari di quella che è la “sede centrale”.

Di che cosa parla il romanzo “Oggi è un bel giorno”?

Racconta la difficoltà di ricucire nella Bosnia, e in particolare nella Sarajevo dei 20’anni dopo l’assedio. È un libro molto particolare, ha un approccio stilistico che arriva dalla poesia e soprattutto tocca delle tematiche che poi sono facilmente estraibili dal contesto del libro e possono essere portate fuori in quello che è il quotidiano di ognuno di noi.

La Bosnia è sintomatica di quelle che sono le fragilità umane, studiando il caso bosniaco studi quello che è il tuo quotidiano, le tue relazioni di tutti i giorni. Il libro nasce dall’esperienza pluriennale di volontariato, che poi è quella che mi porta a conoscere Giacomo: nonostante abitiamo a un chilometro di distanza ci siamo conosciuti in Bosnia. Dopo tanti anni lì, nasce l’esigenza di fare testimonianza, di raccontare, di condividere.

“Oggi è un Bel Giorno” e la Bosnia devono nutrire quella che è la memoria storica: siamo abituati al 27 gennaio e al 25 aprile, ma diventa importante raccontare anche Srebrenica (nel 1995, durante la guerra in Bosnia Erzegovina, ha avuto luogo un genocidio che ha portato alla morte di oltre 8000 musulmani, ndr).

Per capire Aleppo ho bisogno di studiare Sarajevo, non posso farlo studiando Auschwitz o il Ruanda, perché non sono casi simili: Sarajevo è un assedio, il più brutale della storia. È drammatico che nessuno conosca gli accordi di Dayton (che pongono fine alla guerra, ndr), perché sono quelli che hanno cambiato la vita della nostra generazione. Molto di quello che accade oggi, anche la vicenda di Aquarius, viene da lì.

 

Avete detto che c’è un adattamento teatrale di Oggi è un Bel Giorno. È già andato in scena?

Sì, c’è stata una pre-tournée che è andata molto bene, a Trecate, Moncalieri e Alba. Le prossime date, se tutto va come deve andare, sono Trieste, Vigevano, Genova, Torino, Milano… Dovremmo avere 10 date in giro per l’Italia. Partiamo dal fare testimonianza anche col teatro per diventare professionisti.

 

A cosa sono ispirati i disegni in mostra al Meetlife Café?

È una domanda difficile, perché i disegni che sono in mostra sono ispirati sia agli articoli che vengono scritti sul nostro blog, che riprendono temi di attualità e artistici, sia al libro, ma non solo, anche a collaborazioni mie e di Antonio. Ce n’è uno, per esempio, che parla degli orologi di Sarajevo, che rappresentano le quattro Chiese, ortodossa, cattolica, mussulmana e ebraica: è l’unico posto al mondo dove nel raggio di un chilometro hai le quattro professioni di fede più importanti.

 

I disegni saranno in mostra fino a martedì prossimo e, se volete qualche informazione in più su Educare alla Bellezza, potete visitare il sito http://educareallabellezza.it/ .


Melania Verde.

 

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