Dark Souls: sei pronto a morire?

From Software non smette di impegnarci in sfide sempre più innovative e competitive, così oscure e tenebrose da sembrare assolutamente impossibili: abbiamo precedentemente parlato di un altro capolavoro dello stesso team, cioè Bloodborne, titolo che segue di pari passo la gemella saga di Dark Souls, con la quale ha alcuni elementi in comune. In vista dell’uscita del nuovo titolo, cerchiamo di vedere alcune caratteristiche del primo capitolo e comprendere cosa rende questo gioco così speciale e assolutamente moderno.

528418Con il primo Dark Souls si sono toccati suoli completamente vergini, dando origine ad un gioco che ha un malsano fascino oscuro e una catturante tendenza a coinvolgerti… morte dopo morte. Sì, perchè uno degli elementi principali del gioco è la Morte e conviene farci andare bene l’idea fin da subito, altrimenti potremmo ritrovarci a dir poco spaesati lungo il tortuoso percorso che il game ci prepara davanti. La Morte è tutto in Dark Souls: è progresso, è ciò che caratterizza l’ambiente depravato  e corrotto, è l’aria stessa che ci entra nei polmoni. E, con essa, bisogna arrivare a comprendere che la sopravvivenza è qualcosa di molto difficile da raggiungere –un motivo in più per trovare gioia anche solo alla più piccola chance di successo, perchè potrebbe essere l’unica che hai.

Non vi alcun punto centrale nel gioco, nessuna tana sicura dove correre e cercare salvezza, nonostante ci siano dei checkpoint, i Falò, posti strategicamente in giro per il vasto mondo oscuro del gioco. Davanti al Falò puoi letteralmente sederti per trarre un respiro di sollievo, usare le anime dei nemici per livellare, riparare l’equipaggiamento e meditare sulla tua tenebrosa esistenza. Il Falò è ottimo anche perchè ti assicura di ritornare lì nel caso dovessi morire – per tale motivo, decidere quando e dove riposarsi al fuoco copre buona parte della strategia che il giocatore deve adottare. Puoi scegliere di rimanere in una determinata zona, uccidere i nemici a più fasi, diventare forte e poi ripartire – oppure partire avanti direttamente dall’inizio, verso l’ignoto, probabilmente verso la prossima morte certa.

Quando muori in Dark Souls divieni un Hollowed e perdi tutte le anime che avevi collezionato (le anime possono essere usate per crescere di livello, per comprare vita extra o stamina o capacità magica). Riprenderle non sarà del tutto facile, ma il gioco ti lascia sempre quella strada in più da permetterti di lanciarti e tentare la sorte, in maniera più tattica e attenta della volta precedente. Bisogna almeno menzionare a questo punto il sistema di combattimento, che è il vero cuore pulsante di Dark Souls. Il numero di nemici da incontrare è davvero vastissimo e la sopravvivenza del giocatore dipende in larga parte dalle sue capacità di adattarsi alle situazioni che cambiano, si trasformano e sfuggono di mano. Puoi passare dal tank al ladro, dal mago al guaritore, basta avere i giusti item con sè: il gioco non ti forza a rimanere confinato in una singola forma o stile di gioco. Uno dei motivi per cui non c’è limite agli oggetti che puoi portare con te. Sei completamente abbandonato al mondo che ti circonda, e quando vi sono altri giocatori è possibile cooperare per cercare la soluzione migliore ad un determinato problema, la migliore strada per un luogo o la migliore strategia per un dato nemico. Così, almeno, invece di soffrire in solitudine si soffre in gruppo (sarebbe questa l’ironia dell’idea.) Da questo punto di vista, però, l’esperienza online di Dark Souls è abbastanza fondamentale, perché senza di essa ci si ritrova a vivere solo metà dell’intera avventura, contando che è anche tre volte più difficile, cosa un pò scomoda se il gioco già da sè è abbastanza difficile da toglierti anche la più tenue speranza di aggrapparti alla vita. In alcuni punti del gioco la FROM ha persino inserito degli NPC per supporto e aiuto, solo nel caso che avrai raggiunto abbastanza Humanity per permettertelo. Altrimenti sarai nuovamente abbandonato a te stesso.

Senza tentare di spoilerare nulla sulla trama, Dark Souls ti spinge sempre più profondamente con ogni vittoria, diventando stranamente fantasioso nel suo sadismo. La storia del gioco non è riccamente raccontata, permettendo al giocatore di dare una sua interpretazione, di costruire una serie di elementi propri e di sentirsi un pò più partecipi del mondo che si trova ad avere intorno. E questo mondo parla da sè. Perchè vi sono, a parte la difficoltà, alcuni momenti davvero meravigliosi in Dark Souls. -un esempio? Quando sconfiggi uno dei primi boss del gioco, dopo la meraviglia e la sorpresa, lo sconforto iniziale e il crescente senso di sfida, la stanchezza,  giri l’angolo e vedi il sole per la prima volta, spuntando appena dietro le nuvole. E scopri un nuovo sentimento di fiducia e di serenità: sono questi i momenti che ti ricorderanno di Dark Souls, non le innumerevoli ore passate a prendere a capate lo stesso boss senza successo. L’ignoto, le battaglie all’ultimo sangue, le scoperte del gioco che muta e non si spiega, sono queste le cose che rendono questo gioco davvero unico e sicuramente un Must per tutti i giocatori … di cui solo una piccola parte riuscirà ad arrivare fino ai titoli di coda. E tu, sei tra questi?

 

Adria J. Necula

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